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Parlamento Europeo - 6 maggio 1994
L'Unione e lo sport (articolo 52 del regolamento)

A3-0326/94

Risoluzione sulla Comunità europea e lo sport

Il Parlamento europeo,

-viste le proposte di risoluzione presentate dagli onn.

.Ewing sulla protezione delle tradizioni sportive popolari in Europa (B3-1909/90),

.Banotti sulla necessità di rivalutare la politica sportiva comunitaria (B3-0862/91),

.Guttierez Diaz sul pugilato professionistico (B3-1512/91),

.Muscardini sul distintivo comune per gli atleti dei dodici paesi comunitari partecipanti alle prossime olimpiadi (B3-1725/91),

.Bofill Abeilhe e altri sulla normativa contro gli elementi che incitano alla violenza nello sport (B3-0456/92),

.Muscardini sulla sicurezza degli impianti sportivi (B3-0714/92),

-viste le sue precedenti risoluzioni, del 13 aprile 1984 sullo sport nella Comunità , dell'11 luglio 1985 sulle misure necessarie per combattere il vandalismo e la violenza nello sport , del 14 ottobre 1987 sulle donne nello sport , del 22 gennaio 1988 sul vandalismo e la violenza nello sport , del 16 settembre 1988 sul contributo della Comunità europea all'Anno olimpico 1992 e del 17 febbraio 1989 sullo sport nella Comunità europea e l'Europa dei cittadini ,

-viste le attività del Consiglio d'Europa relative allo sport,

-vista la relazione Adonnino sull'"Europa dei cittadini" approvata dal Consiglio a Milano nel 1985 e più in particolare il paragrafo riguardante il contributo dello sport alla creazione della cittadinanza europea,

-viste le decisioni cui hanno dato vita a partire dal 1988 i Consigli informali dei ministri competenti per lo sport,

-vista la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 31 luglio 1991 su "La Comunità europea e lo sport", (SEC(91) 1438),

-viste la concertazione e le decisioni originate dalle sedute del Forum europeo dello sport nel 1991, 1992 e 1993,

-vista l'audizione su "la Comunità europea e lo sport" organizzata dalla commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi di informazione il 25 novembre 1993 ,

-visto l'articolo 45 del regolamento,

-avendo delegato il potere deliberante, in applicazione dell'articolo 52 del regolamento, alla commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi di informazione,

-visti la relazione della commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e mezzi di informazione e il parere della commissione giuridica e per i diritti dei cittadini (A3-0326/94),

A.considerando che lo sport rappresenta per molte decine di milioni di cittadini dell'Unione europea un punto di riferimento centrale nella vita quotidiana e merita pertanto di formare oggetto di attenzione politica e programmatica anche sul piano europeo,

B.considerando che pertanto sia lo sport attivo che quello passivo contribuiscono in modo essenziale all'identità sociale e culturale dei cittadini e dei popoli europei,

C.considerando che il trattato di Maastricht attribuisce all'Unione europea nuove competenze nel settore culturale e sociale, rafforzando quindi la base giuridica della politica sportiva europea,

D.considerando che nel settore dello sport ogni intervento pubblico, e quindi anche quello europeo, va valutato alla luce del principio di sussidiarietà e deve quindi svolgersi in modo integrativo alla libera iniziativa e alla politica nazionale, regionale e locale nonché in stretta concertazione con le parti interessate,

E.considerando che la realizzazione del mercato unico produce conseguenze importanti sia per le associazioni sportive che per i singoli sportivi dato che la pratica e lo spettacolo sportivi sono all'origine di una complessa attività economica,

F.considerando che lo sport è minacciato da una serie di fenomeni negativi, fra cui, non da ultimi il vandalismo, il razzismo e il ricorso al doping, che possono essere combattuti efficacemente solo mediante una strategia politica transfrontaliera,

G.considerando che l'intervento pubblico nel settore dello sport deve mirare in primo luogo alla promozione della pratica sportiva attiva e dello sport amatoriale,

H.considerando che alla luce delle summenzionate osservazioni è necessaria una più attiva politica a livello dell'Unione europea, che si sostituisca all'attuale azione della Commissione incerta, frammentaria ed eccessivamente rivolta alla comunicazione esterna,

1.afferma che lo sport e le attività ad esso connesse devono conformarsi alla legislazione e alla giurisprudenza generali a livello europeo e nazionale;

2.riconosce l'importanza della funzione degli sponsor e dei mecenati nello sport, pur ritenendo necessario combattere abusi e inammissibili condizionamenti;

3.afferma che agli aiuti dell'UE allo sport ad alto livello deve subentrare un'autentica politica dell'Unione in materia sportiva, che sia definita in funzione integrativa e di concerto con il settore stesso e intesa

- ad applicare la normativa UE allo sport,

- a promuovere la pratica sportiva,

- a combattere i pericoli che minacciano lo sport,

- a potenziare gli strumenti a favore di una politica sportiva dell'Unione,

Impatto del mercato unico

4.invita la Commissione ad attuare un'efficace politica d'informazione in modo che la normativa UE riguardante il settore dello sport venga tempestivamente ed efficacemente applicata;

5.chiede che si faccia chiaramente presente al mondo dello sport la preminenza della legislazione e della giurisprudenza dell'Unione europea sui regolamenti e la giurisprudenza sportivi a livello interno;

6.chiede che nell'Unione europea, gli ostacoli alla pratica sportiva da parte di cittadini UE basati sulla cittadinanza, quali le clausole sugli "stranieri", siano rapidamente rimossi;

7.chiede che siano rimosse anche le discriminazioni sulla base della nazionalità applicate allo sport dilettantistico;

8.chiede che sia garantito il diritto di affiliazione e di dimissione da un club sportivo senza subordinarlo a condizioni accessorie, in deroga al diritto ordinario (il cosiddetto sistema di trasferimenti);

9.invita la Commissione a esaminare in particolare senza indugio se le norme e la prassi della FIFA, dell'UEFA, delle federazioni e delle società calcistiche siano compatibili con la legislazione UE, prenda le opportune decisioni sulla scorta di quanto emerso, e agisca di conseguenza;

10.chiede che sia realizzata nel breve termine la necessaria normativa per il riconoscimento di diplomi ed attestati affinché allenatori, insegnanti di educazione fisica, assistenti ecc. possano esercitare la loro professione nell'UE senza discriminazioni basate sulla nazionalità;

11.chiede che l'esclusione dello sport dalla direttiva sulla protezione del lavoro minorile non comporti uno sfruttamento dei minori o un'eccessiva pressione alle prestazioni;

12.chiede che la Commissione vigili attentamente a che la libera concorrenza tra i maggiori club sportivi non sia falsata da un eccessivo finanziamento pubblico;

13.auspica che la Commissione, gli Stati membri, le parti sociali e le associazioni sportive elaborino uno statuto sociale dello sportivo;

Promozione della pratica sportiva attiva

14.chiede che in occasione dell'Anno europeo dell'anziano si dia attuazione ad un programma specifico per la promozione della pratica sportiva da parte degli anziani;

15.chiede che gli aspetti emancipatori dello sport siano valorizzati nella lotta alle discriminazioni sociali, includendo la pratica sportiva nei relativi programmi UE;

16.chiede che siano mantenuti gli stanziamenti a favore dello sport per gli handicappati e che essi siano destinati a progetti che offrano realmente a tali categorie la possibilità di praticare lo sport;

17.chiede che le parti sociali siano invitate a prevedere spazio per lo sport nel processo lavorativo e le istituzioni comunitarie, quali datrici di lavoro, a dare l'esempio in tal senso;

18.sottolinea il contributo fornito dallo sport scolastico alla sanità pubblica, invita gli Stati membri a prevedere nei programmi scolastici uno spazio sufficiente per lo sport e raccomanda alla Commissione di eseguire uno studio sulla partecipazione dei giovani allo sport scolastico;

19.auspica che la Commissione si adoperi a favore della promozione dello sport femminile e il potenziamento della quota di donne in funzioni quadro nello sport e dia un seguito più attivo alle raccomandazioni contenute nella sua precitata risoluzione del 14 ottobre 1987.

Lotta alla violenza connessa con lo sport

20.invita la Commissione ad occuparsi senza ulteriori indugi delle norme di sicurezza europee per gli stadi in linea con la sua precitata risoluzione del 22 gennaio 1988.

21.invita la Commissione, gli Stati membri, i cittadini europei, la scuola, le federazioni sportive e i mezzi di comunicazione a condurre una lotta incessante per la salvaguardia dell'etica e del fair play nello sport e sostiene le iniziative del Consiglio d'Europa in materia;

22.esorta le federazioni sportive e gli Stati membri a proseguire senza cedimenti la politica di prevenzione e di lotta alla violenza delle tifoserie e raccomanda un'indagine comparativa sull'impatto di tale politica sulla violenza dentro e fuori gli stadi;

23.invita la Commissione, gli Stati membri, le associazioni sportive, gli sportivi e i mezzi di comunicazione ad impegnarsi attivamente al fine di bandire ogni espressione di razzismo e di xenofobia dal mondo dello sport e dagli ambienti ad esso connessi;

24.chiede ai responsabili delle federazioni sportive e agli Stati membri di vigilare attentamente sulla rigorosa osservanza delle norme di sicurezza degli impianti sportivi e dei requisiti tecnici cui essi devono soddisfare;

Strumenti per un'attiva politica sportiva dell'Unione europea

25.accoglie favorevolmente l'iniziativa concernente un Forum europeo dello sport, auspica di esservi coinvolto in via strutturale, che si consegua un potenziamento delle attività e invita il Consiglio a riconoscere il ruolo del Forum europeo dello sport;

26.insiste affinché lo sport venga utilizzato come strumento per ridurre le barriere in modo da rafforzare, in particolare, il programma "Giovani per l'Europa" e migliorare la portata e l'accessibilità dei programmi comunitari;

27.chiede che gli aiuti UE allo sport siano indirizzati verso lo sport amatoriale su piccola scala e transfrontaliero, che rende i cittadini attivamente partecipi dell'Europa e chiede che anche l'attribuzione di aiuti si svolga di concerto con il mondo dello sport, con una maggiore trasparenza, in modo decentralizzato e sulla base di criteri oggettivi;

28.chiede alla Commissione di elaborare un programma specifico per la promozione degli sport regionali e tradizionali;

29.chiede, in considerazione del valore sociale dello sport e delle opportunità a livello economico e occupazionale che esso offre, che tra gli strumenti delle politiche UE siano inserite azioni rivolte allo sport, prevedendo nell'ambito dei fondi strutturali dotazioni finanziarie a favore tra l'altro dell'infrastruttura, dell'istruzione e della formazione professionale sportive;

30.chiede alla Commissione di promuovere il management sportivo e la ricerca internazionale sullo sport, fornendo ad esempio un sostegno agli scambi, ai seminari internazionali e ai corsi di formazione;

31.chiede al Consiglio e alla Commissione di riconoscere nell'ambito della politica esterna (politica di sviluppo, accordi di associazione ed Europa centro-orientale) le possibilità dello sport;

32.propone che, all'atto di una futura revisione del trattato, lo sport rientri tra le politiche dell'Unione europea e che, nel frattempo, l'unità sport che figura nell'organigramma della Commissione (DGX) sia mantenuta quale centro di coordinamento e di contatto;

o

o o

33.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi degli Stati membri e al Consiglio d'Europa.

 
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