(articolo 42 del regolamento)
A3-0349/94
Risoluzione sulle violazioni delle libertà e dei diritti fondamentali delle donne
Il Parlamento europeo,
-viste le proposte di risoluzione presentate dagli onn.:
a)Papayannakis e Napoletano sulle violazioni dei diritti umani commesse contro le donne (B3-0890/91),
b)Breyer sulle violazioni dei diritti umani a carico delle donne (B3-1479/91),
c)Van Hemeldonck sulla discriminazione delle giornaliste in Afghanistan (B3-1353/92),
d)Ernst de la Graete sulla discriminazione nei confronti delle donne nei paesi islamici (B3-1640/92),
e)Glinne sulla necessità di vietare la pratica dell'escissione e dell'infibulazione su persone di sesso femminile sul territorio della Comunità europea (B3-1148/93),
f)Pucci sulla mutilazione genitale femminile (infibulazione) in Africa (B3-1162/93),
-visto l'articolo 45 del suo regolamento,
-avendo delegato il potere deliberante, in applicazione dell'articolo 52 del suo regolamento, alla commissione per i diritti della donna,
-vista la relazione della commissione per i diritti della donna (A3-0349/94),
A.considerando che le violazioni dei diritti umani fondamentali nei confronti delle donne sono molteplici, rivestono forme molto diverse e specifiche e meritano una maggiore attenzione da parte degli Stati dell'Unione,
B.considerando che i cittadini europei non devono confidare esclusivamente nei loro governi ma prendere essi stessi iniziative suscettibili di sensibilizzare la popolazione nei confronti delle violazioni perpetrate ai danni delle donne e dei bambini,
C.considerando che il Parlamento europeo, che rappresenta legittimamente 350 milioni di cittadini, si trova in una posizione privilegiata per prendere tali iniziative, in cooperazione con i parlamenti nazionali,
D.deplorando che la commissione per i diritti della donna non sia stata consultata sull'adesione dell'Unione alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ma accogliendo con favore il contenuto della relazione della commissione giuridica e per i diritti dei cittadini al riguardo,
E.considerando che le donne hanno diritto all'integrità del loro corpo,
F.considerando le molteplici discriminazioni di cui sono oggetto le donne immigrate, specialmente per il fatto di non possedere un titolo di soggiorno autonomo e di avere un accesso limitato all'occupazione e alla formazione,
1.chiede alla Commissione di presentare al Consiglio delle proposte a favore dell'adesione dell'Unione alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali al fine di rafforzare la competenza comunitaria in materia;
2.chiede di conseguenza alle istituzioni dell'Unione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri di
per quanto riguarda i costumi culturali e le mutilazioni rituali
i)denunciare in modo coerente le forme di autoritarismo fondamentalista che impediscono di godere dei diritti fondamentali, spingendosi fino alla repressione corporale, alla tortura, all'incarceramento e alla morte, soprattutto nei confronti delle donne;
ii)garantire che la politica estera dell'Unione applichi le clausole relative ai diritti dell'uomo tenendo conto delle violazioni che colpiscono in modo specifico le donne;
iii)esaminare le richieste di asilo presentate da donne, che rischiano persecuzioni attinenti al loro sesso, con la stessa serietà con cui vengono vagliate le tradizionali richieste di asilo degli uomini;
iv)riconoscere il ruolo essenziale della formazione e dell'informazione ricorrendo a tutti gli strumenti utilizzabili: centri di medicina di base, pianificazione familiare, medicina scolastica, centri per famiglie immigrate, ecc. e di fornire alle popolazioni immigrate l'assistenza sanitaria necessaria per rendere possibile l'eliminazione di tutte le pratiche rituali o tradizionali che attentano all'integrità del corpo della donna o compromettono il suo stato generale di salute e quello dei bambini che mette al mondo;
per quanto riguarda gli stupri sistematici nelle aree di conflitti armati
v)riconoscere che le competenze dei militari nelle zone di conflitto devono comprendere la protezione della dignità delle persone che vi si trovano coinvolte;
vi)considerare lo stupro sistematico delle donne come un crimine di guerra suscettibile di essere giudicato dalla commissione ad hoc delle Nazioni Unite, che dovrà essere composta almeno per il 50% da donne;
vii)sbloccare i mezzi finanziari necessari per aiutare le vittime in loco (aiuto medico prenatale e postnatale, miglioramento dell'igiene, inquadramento psicologico), nonché di favorire l'accoglienza delle donne e dei bambini vittime degli stupri e che necessitano di un'assistenza medica e di riconoscere lo stupro perpetrato nei periodi di conflitto armato come un motivo legittimo per il riconoscimento del diritto d'asilo;
per quanto riguarda il turismo a scopo sessuale, la prostituzione e il traffico di donne
viii)denunciare le pratiche dei paesi europei "consumatori" come minacce manifeste ai diritti fondamentali e alle libertà individuali dei minori e, di conseguenza, prendere tutte le misure necessarie volte a vietare la pubblicità che promuove il turismo a scopo sessuale dagli Stati dell'Unione verso i paesi del Terzo mondo, dell'Asia e dell'America;
ix)prevedere una direttiva che penalizzi l'attività dei "tour operators" che promuovono il turismo a scopo sessuale;
x)sviluppare con urgenza una politica di cooperazione internazionale su iniziativa dei paesi europei che, da circa quindici anni, generano una domanda sempre crescente di donne provenienti dai paesi terzi che vivono in una situazione di emarginazione economica e sociale sempre più critica;
xi)realizzare degli studi (istituendo un gruppo di lavoro a livello europeo) che permettano l'elaborazione di uno statuto giuridico e l'istituzione di un permesso di soggiorno, anche temporaneo a loro nome;
xii)vegliare a che, nel quadro delle convenzioni attualmente in corso di elaborazione in materia di apertura delle frontiere esterne, gli Stati membri accordino un'attenzione particolare agli abusi cui possono dar luogo l'immigrazione clandestina, le reti internazionali di adozione e di prostituzione nonché di commercio degli esseri umani;
per quanto riguarda la pornografia
xiii)armonizzare le legislazioni europee in materia di prevenzione e di repressione della pornografia e lottare contro i suoi eccessi, nel quadro della libera circolazione delle merci, ricordando che, in un campo che rientra nella sfera del titolo I della parte III del trattato CE, un approccio comunitario è da preferirsi ad un'impostazione convenzionale o intergovernativa, viste le garanzie democratiche costituite dal controllo e dalla vigilanza del Parlamento europeo;
per quanto riguarda le donne nelle carceri
xiv)ridefinire a livello degli Stati membri i diritti dei detenuti, particolarmente delle donne e dei bambini, rivedendo le norme applicabili ai regimi carcerari soprattutto in considerazione del fatto che questi ultimi continuano a prevedere discriminazioni nei confronti delle detenute (molestie sessuali, diritto di visita dei bambini, diritto alla formazione) e di denunciare le violazioni dei diritti fondamentali che vengono subite dalle donne detenute nelle prigioni del Terzo mondo (prostituzione, violenze, torture);
per quanto riguarda le nuove tecniche di procreazione
xv)tener conto, tramite una legislazione appropriata, dei desideri e delle attese legittime delle donne e delle coppie di fronte al progresso tecnico, ma senza che siano elusi i diritti del bambino ad essere riconosciuto da un padre e da una madre;
xvi)sostenere la formazione di operatori in grado di seguire ed aiutare coloro che cercano di informarsi in merito alle nuove tecniche di procreazione affinché ogni richiesta sia determinata da una scelta sufficientemente ponderata;
3.chiede ai governi degli Stati membri di concedere alle donne immigrate un titolo di soggiorno e di lavoro autonomo e di adoperarsi per l'eliminazione delle discriminazioni di cui sono oggetto, in particolare per quanto riguarda l'accesso all'impiego e alla formazione;
4.chiede ai governi degli Stati membri di attuare una politica di informazione e di educazione civica sulle misure e le azioni di denuncia delle violazioni dei diritti umani e ciò in particolare attraverso la scolarizzazione;
5.incarica il suo presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio nonché ai governi degli Stati membri.