(articolo 52 del regolamento)
A3-0281/94
Risoluzione sulla situazione delle donne nelle piccole e medie imprese
Il Parlamento europeo,
-vista la proposta di risoluzione della on. Braun-Moser sulla situazione delle donne nelle piccole e medie imprese (B3-0641/92),
-vista la direttiva del Consiglio 86/613/CEE dell'11 dicembre 1986 relativa all'applicazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne che esercitano un'attività autonoma, ivi comprese le attività nel settore agricolo, e relativa altresì alla tutela della maternità ,
-vista la risoluzione del Consiglio del 17 giugno 1992 relativa alle azioni comunitarie di sostegno alle imprese, in particolare alle piccole e medie imprese, comprese quelle artigianali ,
-vista la risoluzione del Consiglio del 3 dicembre 1992 sulla semplificazione amministrativa per le imprese, in particolare le piccole e medie imprese ,
-viste la decisione del Consiglio 93/379/CEE, del 14 giugno 1993, relativa a un programma pluriennale di azioni comunitarie destinate a rafforzare gli indirizzi prioritari e ad assicurare la continuità ed il consolidamento della politica per le imprese, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), nella Comunità e la propria risoluzione del 20 aprile 1993 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa al programma pluriennale (1993-1996) di azioni comunitarie destinate a rafforzare gli indirizzi prioritari della politica per le imprese, in particolare le piccole e medie imprese, nella Comunità ,
-vista la risoluzione del Consiglio del 22 novembre 1993 sul rafforzamento della competitività delle imprese, in particolare delle piccole e medie imprese e delle aziende artigianali e sulla promozione dell'occupazione nella Comunità ,
-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,
-avendo delegato il potere deliberante, a norma dell'articolo 52 del regolamento, alla commissione per i diritti della donna,
-vista la relazione della commissione per i diritti della donna (A3-0281/94),
A.considerando che le piccole e medie imprese rappresentano un'importante fonte di occupazione e di innovazione tecnologica nell'economia,
B.considerando che secondo studi recenti le imprese che occupano meno di 10 persone rappresentano il 90% di tutte le imprese dell'Unione ed occupano il 27% della manodopera,
C.considerando che un grande numero di piccole e medie imprese sono a gestione familiare,
D.considerando che vi è stato un significativo aumento della tendenza da parte delle donne in tutti gli Stati membri a creare e a possedere imprese,
E.considerando che le imprese gestite dalle donne tendono ad essere piccole, a trovarsi in zone rurali e ad essere raggruppate nei settori e nei tipi tradizionali di occupazione femminile,
F.considerando che pertanto esse possono trovarsi svantaggiate in termini di accesso ai mercati, alle risorse, ai fornitori e ai programmi di formazione,
G.considerando che le difficoltà finanziarie rappresentano un ostacolo principale per le donne che cercano di creare un'impresa, spesso a causa di atteggiamenti discriminatori e ostili da parte degli istituti di credito,
H.considerando che molte piccole imprese sono oggetto di gravi pressioni finanziarie negative a causa dei ritardi nel saldo delle fatture emesse, soprattutto da parte delle imprese più grandi che per politica ritardano i pagamenti in modo da percepire gli interessi offerti dai mercati monetari,
I.riconoscendo l'ottima qualità del lavoro svolto nel quadro dei programmi quali Nuove opportunità per le donne (NOW), Iniziative per l'occupazione locale (LEI) e Rete per la formazione professionale (IRIS); consapevole tuttavia del fatto che molte donne non sono al corrente dell'esistenza di questi programmi,
J.riconoscendo che occorre semplificare taluni regolamenti per evitare di creare oneri inaccettabili per le piccole e medie imprese e che in questo contesto l'attuale proposta di direttiva del Consiglio sulle vendite a distanza dovrebbe essere rivista per poter tener conto delle difficoltà che pesano sui proprietari di piccoli alberghi e di altri tipi di alloggio per vacanze, molti dei quali sono donne, senza stemperare gli attuali diritti dei consumatori,
1.si rallegra dell'attività svolta dalla Commissione per migliorare la situazione delle piccole e medie imprese (PMI) e sulle correnti discussioni a tale proposito in sede di Consiglio;
2.ritiene tuttavia che occorra prestare un'attenzione speciale ai problemi specifici affrontati dalle donne nelle PMI;
3.sottolinea la mancanza o la carenza di informazioni sugli aiuti finanziari disponibili alle PMI in genere e le difficoltà aggiuntive che devono affrontare le donne nelle zone rurali periferiche;
4.nota che i problemi principali incontrati dalle donne che desiderano creare una PMI riguardano gli aiuti finanziari e il problema della discriminazione da parte degli istituti creditizi, la pletora di regolamenti burocratici e la mancanza di legislazione in merito al ritardo dei pagamenti delle fatture commerciali e alla sicurezza sociale per le donne che svolgono un'attività indipendente;
5.chiede agli Stati membri e alla Commissione di introdurre le necessarie misure volte a consentire alle PMI di addebitare interessi su tutte le fatture che non siano state saldate entro 30 giorni e, nell'eventualità di un fallimento causato dall'omissione del saldo delle fatture, dia loro il diritto di chiedere i danni con l'onere dei costi a carico dei responsabili degli omessi pagamenti;
6.invita la Commissione a:
a)intensificare i propri sforzi per far sì che le donne ricevano tempestive e circostanziate informazioni sugli aiuti disponibili, sotto forma sia di aiuti finanziari diretti, sia di formazione;
b)elaborare programmi d'azione destinati a incoraggiare le donne a mettersi in proprio in settori competitivi;
c)affrontare il problema degli aiuti finanziari alle donne non solo mediante i programmi esistenti ma anche incoraggiando la promozione degli investimenti nelle PMI da parte del Fondo europeo degli investimenti e della BEI e incoraggiando quest'ultima a facilitare le richieste da parte delle donne;
d)incentrare la sua politiva delle PMI su categorie specifiche, affinché non venga trascurata la categoria delle piccole imprese in cui sono presenti molte donne;
e)organizzare, come chiesto dal Consiglio, una nuova metodologia per valutare i costi e i benefici delle proposte comunitarie sulla base di una dichiarazione d'impatto regolarmente aggiornata, soprattutto dal punto di vista della semplificazione amministrativa;
f)sviluppare mediante il consolidamento e il coordinamento delle reti d'appoggio regionali, nazionali ed europee, progetti comuni, scambi di informazione e collegamenti tra le donne nel contesto delle iniziative occupazionali a livello nazionale o regionale;
g)garantire che i suoi programmi di formazione professionale forniscano un appoggio specifico alle donne che cercano di creare un'impresa;
7.sottolinea l'importanza del ruolo che svolgono i coniugi in molte PMI e chiede la revisione della precitata direttiva 86/613/CEE dell'11 dicembre 1986, come previsto dalla direttiva stessa;
8.chiede che vengano ridotti gli oneri amministrativi delle PMI ed auspica che l'attuale redazione della direttiva sulle vendite a distanza venga modificata per tener conto delle difficoltà che hanno i proprietari dei piccoli alberghi e di altri tipi di alloggio per vacanze, nel pieno rispetto dei principi della tutela dei consumatori;
9.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi e parlamenti degli Stati membri.