(articolo 52 del regolamento)
A3-0278/94
Risoluzione sulla composizione del personale scientifico della R&S comunitaria
Il Parlamento europeo,
-visto la proposta di risoluzione presentata dalla on. Goedmakers sulla composizione del personale scientifico della R&S comunitaria (B3-0887/92)
-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,
-avendo delegato, a norma dell'articolo 52 del regolamento, il potere deliberante alla commissione per i diritti della donna,
-visti la relazione della commissione per i diritti della donna e il parere della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia (A3-0278/94),
A.considerando che la scienza e la tecnologia costituiscono la chiave dello sviluppo e del progresso,
B.considerando che nella società moderna uomini e donne, posti su un piano di parità, dovrebbero poter sia partecipare a tutti i settori dell'attività umana sia goderne i frutti,
C.considerando i risultati del convegno internazionale sulle donne nella ricerca scientifica e tecnica nella Comunità europea, organizzato il 15-16 febbraio 1993 dalla direzione generale XII, Scienza, Ricerca e Sviluppo",
D.considerando altresì i risultati e le raccomandazioni del convegno internazionale sulla sottorappresentanza delle donne nei settori scientifico e tecnologico, organizzato il 26 novembre 1993 dallo STOA (Valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche), nell'ambito del Parlamento europeo,
E.considerando l'audizione organizzata dalla commissione per i diritti della donna con contributi di autorevoli esponenti donne del mondo accademico,
F.richiamandosi agli articoli 123, 126 e 127 oltre che agli articoli 130 F - 130 P del trattato CE,
1.rileva che, dalla fine degli anni '60, in tutti gli Stati membri si assiste a un aumento esplosivo del numero delle donne nell'insegnamento universitario, per cui, oggigiorno, è stata rapidamente raggiunta una paritaria presenza delle donne nel campo dell'istruzione superiore;
2.constata che, tuttavia, non si registra un aumento comparabile in sede di esercizio delle attività scientifiche e tecnologiche e che, in ambito scientifico, non vi sono donne che occupino i posti di più alto livello, di maggior prestigio e implicanti maggiore influenza;
3.ritiene che non pochi aspetti del ritardo accumulato dalle donne in campo scientifico e tecnologico siano raffrontabili con le difficoltà incontrate, in generale, dalle donne sul mercato del lavoro: scelta preconcetta degli indirizzi di studio e professionali, ambiente lavorativo androcentrico, mancanza di servizi per la sorveglianza dei bambini e l'assistenza dei famigliari, orari lavorativi rigidi, esigenze di mobilità tutt'altro che chiare. A parità di qualificazioni le donne occupano livelli più bassi degli uomini nel settore scientifico, godono di uno status temporaneo, fanno una carriera più lenta e rivestono cariche di minor prestigio;
4.ritiene che altre caratteristiche siano comparabili con il ritardo delle donne sul piano degli incarichi a livello direttivo, tra l'altro per quanto riguarda il diradamento al vertice della gerarchia accademica o scientifica (thinning-out process) e il cosiddetto "tetto di vetro";
5.rileva altresì che, in materia di presenza delle donne nel mondo scientifico e tecnologico, si registra una differenza oltremodo positiva negli Stati meridionali dell'Unione europea dove la scienza non è ancora intrecciata con la crescita tecnologica ed economica;
I.Neutralità dell'istruzione e della formazione per i due sessi
6.ritiene che i condizionamenti sociali vengono già attuati nei primi anni della vita e, sucessivamente, consolidati nell'ambito del processo di socializzazione della famiglia, della scuola, dei gruppi di amici, dei mezzi di informazione e della cultura;
7.reputa che, ad onta dei tentativi formali di promuovere la coeducazione e la parità di opportunità, sovente, il settore dell'istruzione non offre alcun modello positivo alle giovani che si dedicano alla scienza e alla tecnologia e le donne non vengono stimolate a sviluppare attitudini intellettuali, tecnologiche e scientifiche;
8.sollecita, nel campo dell'istruzione scientifica e tecnologica, metodi di insegnamento consoni con le capacità, i modelli mentali e le esperienze delle donne ovvero che si richiamino ad essi;
9.si richiama alle esigenze e raccomandazioni da esso già espresse in materia di educazione, istruzione, e per quanto attiene alla politica di pari opportunità negli indirizzi di studio e nell'orientamento professionale da attuare in materia;
10.sottolinea la necessità di rettificare la situazione mediante misure positive in favore delle donne, anche nell'ambito dell'educazione e dell'istruzione in particolare nel settore scientifico e tecnologico;
II.Neutralità della scienza per i due sessi
11.reputa che l'organizzazione sociale della scienza, la scelta dei progetti di ricerca nonché dei metodi, la fissazione dei quadri teoretici, l'elaborazione della teoria e infine l'applicazione della scienza e della tecnologia non sono neutrali sotto il profilo della discriminazione sessuale;
12.auspica che la Commissione esperisca un accurato studio onde appurare gli eventuali provvedimenti tesi a far accedere ambo i sessi alla scienza e alla tecnologia, di modo che gli uomini e le donne oltre che recare un pari apporto possano parteciparvi su un piano di parità;
13.raccomanda alla Commissione di predisporre statistiche raffrontabili su tutti gli Stati membri, gli Stati candidati all'adesione e sui programmi della Commissione europea corredate da un'analisi riferita ad ambo i sessi concernente
-lo status accademico nelle università (in generale e con riferimento specifico a ogni disciplina in campo scientifico e tecnologico)
-la posizione e gli istituti di ricerca scientifica e tecnologica
-il finanziamento a carico di fondi e fondazioni nazionali per la ricerca scientifica e tecnologica
-il finanziamento a carico di fondi e fondazioni nazionali per la ricerca scientifica e tecnologica (percentuale di postulanti femminili in rapporto alla percentuale di ricercatrici sovvenzionate)
-appartenenza, a livello nazionale e dell'UE, delle commissioni che decidono la politica e gli stanziamenti da allocare alla scienza e alla tecnologia;
14.raccomanda alla Commissione di prospettare, nell'ambito sia della Direzione generale XII "Scienza, Ricerca e Sviluppo" sia della Task Force "Risorse umane, istruzione, formazione e gioventù", azioni positive che tengano conto della discrepanza esistente fra la percentuale delle donne che occupano posizioni di punta in campo scientifico e tecnologico e il numero delle donne aventi una formazione nel ramo;
III. Programma d'azione positivo per le donne del ramo scientifico e tecnologico
15.raccomanda alla Commissione di presentare un programma di azione teso a moltiplicare, a scadenza ravvicinata, il numero delle donne nei settori scientifico e tecnologico, differenziato per disciplina e per Stato membro, e corredato da cifre e scadenze in confronto con l'attuale percentuale di donne presenti al più basso livello;
16.auspica che si proceda a una valutazione degli attuali programmi d'azione positivi in favore delle donne nell'ambito della scienza e della tecnologia nei vari Stati membri e della relativa estensione ad altri Stati membri;
17.sollecita che in qualsiasi programma di ricerca scientifica e tecnologica finanziato dall'Unione europea figuri un impegno scritto a promuovere la parità di opportunità;
18.invita la Commissione a non appoggiare alcuna conferenza scientifica e tecnologica qualora non sia prevista alcuna oratrice;
19.chiede alla Commissione di adottare misure eccezionali ed esemplari di inserimento quali la creazione, per un periodo limitato, di una serie di posti di ricercatrici negli Stati membri per scienziate di grande talento;
IV. Ricorso ai Fondi strutturali
20.invita la Commissione ad avvalersi dei Fondi strutturali europei per sostenere le donne occupate nel settore scientifico e tecnologico:
a)attirando un maggior numero di donne in detti settori
b)formando donne per svolgere mansioni tecniche
c)assegnando borse scientifiche e tecnologiche a donne occupate nel ramo industriale e universitario
d)accordando alle donne occupate nel ramo industriale e universitario borse di avviamento relativamente modeste per consentir loro di concorrere o prepararsi a rilevanti programmi della CE
e)convogliando un certo numero di donne su posizioni preposte alle decisioni politiche e finanziarie
f)provvedendo a servizi di custodia dell'infanzia e a infrastrutture sociali
V. Donne nell'Unione europea: Quarto programma quadro e di ricerca
21.auspica che il servizio parità di opportunità della Commissione sia coinvolto, sin dall'inizio, nella predisposizione e nel varo di detti programmi;
22.invita il servizio parità di opportunità a esaminare il Quarto programma quadro per la ricerca in funzione della parità di opportunità e dell'equilibrio fra entrambi i sessi avendo cura di avanzare, eventualmente, proposte per azioni positive;
23.reputa che occorre rivolgere una particolare attenzione a progetti relativi a comparti della scienza e della tecnologia in cui le donne risultano sottorappresentate;
24.ritiene che la creazione di cattedre europee nel settore scientifico e tecnologico e al più alto livello nelle università e nei centri di ricerca possa avere un'incidenza benefica per quanto riguarda l'attenzione con cui vengono esaminate le candidature femminili;
VI. Scienza e tecnologia nei paesi terzi
25.riconosce l'interesse della ricerca scientifica e tecnologica per i paesi in via di sviluppo e si augura che donne provenienti da detti paesi siano coinvolte sul piano sia della selezione dei progetti di ricerca sia dell'attuazione degli stessi;
26.raccomanda che siano stanziati appositi fondi per consentire a donne dei paesi in via di sviluppo di partecipare a conferenze e riunioni sulla scienza e la tecnologia;
27.riconosce la cospicua quota di donne dell'Europa centrale e orientale, in passato, attive nel settore scientifico e tecnologico e si augura che l'Unione europea vari progetti in detti paesi per consentire alle donne di continuare a svolgere il loro ruolo positivo in campo scientifico e tecnologico;
VII. Promuovere organizzazioni di mutua assistenza
28.ritiene che vanno insediati gruppi di donne del ramo scientifico e tecnologico nel cui ambito le donne possano sostenersi reciprocamente:
a)fornendo assistenza e consulenza
b)aiutando a promuovere relazioni
c)allacciando contatti, fornendo raccomandazioni e scambiando informazioni su conferenze, pubblicazioni, tirocini, borse, ecc.
d)instaurando rapporti tra il fabbisogno di ricerca, la ricerca fondamentale, la ricerca e la tecnologia applicata nell'interesse delle donne;
29.chiede che la Commissione sostenga:
a)le attuali organizzazioni delle donne nell'ambito scientifico e tecnologico nell'Unione europea
b)le organizzazioni delle donne nell'ambito delle discipline scientifiche o tecnologiche
c)le associazioni scientifiche femminili in talune discipline scientifiche (tra l'altro medicina, biologia);
VIII. Studi sulle donne del ramo scientifico e tecnologico
30.auspica che venga esperita una seria indagine sulla parità tra i sessi nell'insegnamento della scienza e della tecnologia e sui fattori che inducono le ragazze a interrompere gli studi,
31.auspica studi sul profilo (intellettuale, sociale) delle donne che optano per la scienza e la tecnologia;
32.auspica che vengano compiuti studi sui fattori che inducono le donne a rinunciare ai loro studi o alle loro carriere nei settori della scienza e della tecnologia;
33.auspica studi sull'androcentrismo concernenti:
a)la definizione dell'oggetto della ricerca scientifica e tecnologica
b)il metodo di ricerca seguito
c)l'organizzazione dell'attività scientifica sul posto di lavoro
d)la mancanza di ricerca scientifica e tecnologica in settori atti a modificare o influenzare le sorti della donna
e)la mancanza di ricerca scientifica spinta o applicata in settori che denotano dati sensibilmente diversi per gli uomini e per le donne;
IX.A livello nazionale
34.auspica studi analitici in ciascuno Stato membro concernenti:
a)l'impari accesso degli uomini e delle donne a studi e ricerche scientifiche e tecnologiche
b)l'impari accesso degli uomini e delle donne al finanziamento della ricerca
c)l'impari sviluppo di carriera in campo scientifico e tecnologico
d)l'impari accesso a posizioni di punta
e)impari accesso a organi decisionali del campo scientifico e tecnologico;
35.rileva che, in taluni Stati membri, pur essendo le donne presenti nella ricerca scientifica a livello accademico, de facto, non partecipano su un piano di parità con gli uomini alla ricerca scientifica compiuta nei centri specializzati che dispongono di fondi quanto mai cospicui;
36.auspica pertanto un prospetto che indichi l'entità del bilancio e del finanziamento pubblico della ricerca in taluni comparti industriali (per esempio l'industria aeronautica e spaziale, l'industria bellica) oltre che degli istituti nazionali (prospezione, ambiente, ecc.).
o
o o
37.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai ministri dell'istruzione, della ricerca e dello sviluppo scientifico degli Stati membri dell'Unione europea.