A3-0289/94
Risoluzione su una politica della qualità dei prodotti della pesca
(SEC(92)0353 - C3-0092/92)
Il Parlamento europeo,
-vista la comunicazione della Commissione al Consiglio (SEC(92) 0353 - C3-0092/92),
-visti la relazione della commissione per l'agricoltura, la pesca e lo sviluppo rurale e il parere della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori (A3-0289/94),
A.considerando che negli ultimi due decenni il consumo dei prodotti della pesca e dell'acquicoltura nell'Unione europea ha registrato progressi notevoli tanto in volume quanto in valore anche sotto il profilo della diversicazione,
B.considerando che, nonostante variazioni congiunturali, questa tendenza è destinata a durare,
C.considerando che lo squilibrio fra una domanda dinamica e un'offerta ristretta a causa della limitatezza delle risorse ha provocato fino al 1992 un aumento dei prezzi di mercato e ha dato vita a un importante flusso di importazioni, dando luogo a una situazione di profonda instabilità che si riflette sulla situazione attuale dei mercati, caratterizzata da un calo dei prezzi che si accompagna a importazioni erratiche e mal controllate,
D.considerando che i prezzi hanno ormai raggiunto il limite a causa della concorrenza di prodotti importati e di altri prodotti alimentari e dello sviluppo dell'acquicoltura, fenomeno che in talune regioni dell'Unione ha colpito duramente i produttori,
E.considerando che la difesa dei redditi dei pescatori e della sopravvivenza delle loro imprese è in rapporto diretto con la loro capacità di adeguarsi alle esigenze dei consumatori, la prima delle quali è la qualità dei prodotti della pesca immessi sul mercato,
F.considerando che una qualità superiore dei prodotti implica un aumento relativo del loro prezzo e una minor necessità d'intervento pubblico,
G.considerando che il miglioramento qualitativo è effettivamente un mezzo per valorizzare la produzione comunitaria e migliorarne la competitività, ma che la percezione della qualità poggia in ultima istanza sui comportamenti dei consumatori all'atto dell'acquisto, come vengono percepiti dagli operatori del settore nel corso dell'intero processo, comportamenti che è possibile educare mediante campagne adeguate di promozione,
H.considerando che la relazione fra qualità dei prodotti e conservazione delle risorse può avere aspetti positivi, come l'uso di tecniche più selettive e meno dannose per il pesce, ma anche aspetti negativi, dato che le risorse sovrautilizzate lo sono proprio perché offrono le migliori opportunità commerciali e che in qualche caso la domanda si orienta verso le specie o gli individui più vulnerabili, come gli avannotti, le autorità pubbliche dovrebbero intervenire con maggiori controlli e armonizzando le dimensioni minime,
I.considerando che lo sviluppo delle parassitosi deve essere studiato con la massima attenzione, in quanto comporta un deprezzamento dei prodotti e può risultare deleterio alla salute dei consumatori,
J.considerando i rischi connessi alla concentrazione nelle catene alimentari di inquinanti chimico-organici e radioattivi,
K.considerando l'efficacia generalmente constatata delle organizzazioni interprofessionali nella messa a punto di procedure e di metodi di gestione della qualità e nella promozione di etichette di qualità nei settori, in particolare agricoli, in cui tali organizzazioni esistono,
1.accoglie con favore la comunicazione della Commissione, condividendone il desiderio di affrontare in modo globale la problematica della qualità;
AMBIENTE
2.ritiene che la fragilità dell'ambiente marino, soprattutto in talune zone costiere in cui viene esercitata un'attività tradizionale di pesca artigianale, richieda misure positive di controllo e di sostegno alla conservazione o al ripristino della qualità delle acque e deplora lo scarso successo delle misure attuali;
3.riconosce che la conservazione dell'ambiente marino è il primo passo verso l'ottenimento di un prodotto di qualità e ricorda il suo impegno a favore di norme più rigide in materia di inquinamento chimico, organico o nucleare, sia diretto che indiretto;
4.ribadisce la necessità di normative e controlli più rigorosi per quanto concerne l'inquinamento marino e l'introduzione di sanzioni veramente dissuasive nei settori dei trasporti marittimi e del trattamento delle acque reflue;
5.ribadisce ancora una volta la necessità di programmi di ricerca biologica più ampi e dotati di fondi sufficienti, che consentano di acquisire sicure conoscenze sulla situazione delle risorse e in particolare sui fattori ambientali o di altro tipo che la influenzano;
6.ritiene che questa preoccupazione debba incidere anche sulla futura politica comune della pesca per il Mediterraneo;
NORME SANITARIE
7.approva il principio secondo cui la qualità sanitaria deve essere sottoposta alla massima vigilanza e all'applicazione delle norme sanitarie assolutamente indispensabili per ottenerla; ciò per chiari motivi di sanità pubblica nonché per le conseguenze negative che possono avere incidenti in campo sanitario sull'opinione pubblica; dà inoltre una valutazione positiva sia sull'attuale livello della normativa comunitaria in materia sanitaria sia sull'efficacia della sua applicazione da parte degli Stati membri;
8.auspica l'attuazione di un ambizioso programma di ricerca sullo sviluppo delle parassitosi nei pesci e sulla diffusione delle tossine nei molluschi;
ORGANIZZAZIONE COMMERCIALE
9.ritiene che questa valorizzazione dei prodotti possa aver luogo soltanto nel quadro di strutture di commercializzazione efficaci e trasparenti;
10.ritiene che il miglioramento della qualità commerciale sia in fase di produzione che lungo tutto il processo di trasformazione o di distribuzione sia di natura tale da aumentare il valore aggiunto del settore e quindi da favorire l'ottenimento di migliori margini di accrescere da parte di quei produttori che si orientino in questo senso;
11.sostiene quindi le azioni miranti ad accrescere la qualità commerciale dei prodotti e ritiene che i progetti miranti a tale fine, sia che riguardino investimenti in pescherecci o attrezzature di pesca o impianti di trasformazione sia che riguardino azioni di formazione degli operatori professionisti, debbano godere di un'attenzione particolare al momento dell'attribuzione di risorse comunitarie a titolo dello SFOP come pure delle iniziative comunitarie;
12.ricorda che i prodotti della pesca e dell'acquicoltura non rappresentano un mercato omogeneo, ma che i vari prodotti si indirizzano a segmenti di mercato caratterizzati da attese diverse e che la definizione dei criteri e dei livelli di qualità deve dunque provenire dai consumatori grazie a studi effettuati da operatori del settore;
LEGISLAZIONE
13.invita la Commissione a favorire, tramite strumenti legislativi nonché strutturali, l'emergere in seno al settore in parola di strutture interprofessionali, onde definire obiettivi e metodi per migliorare e gestire la qualità nonché per creare e promuovere etichette regionali, nazionali o addirittura comunitarie, senza tuttavia violare le norme dell'articolo 85 del trattato CE, e a ispirarsi a tal fine a quanto da essa già fatto nel settore agricolo;
14.ritiene che la politica di qualità abbia necessariamente un duplice aspetto: da un lato, un aspetto operativo, per esempio tramite azioni che la promuovano o la migliorino nel quadro della politica strutturale con i mezzi concessi dallo SFOP e, dall'altro, un aspetto normativo, tramite la messa a punto graduale di precise norme di qualità, elaborate con il consenso degli operatori del settore e adeguate a una domanda effettiva del consumatore, e per cui e se possano comunque risultare vincolanti;
15.è invece contrario a qualsiasi definizione arbitraria per via regolamentare della nozione di qualità, dei criteri o dei loro livelli, che non si basi esclusivamente sulle conclusioni degli operatori del settore;
16.incarica il suo Presidente di trasmettere il presente parere al Consiglio e alla Commissione.