A3-0319/94
Risoluzione sugli obiettivi e gli strumenti di una politica monetaria
Il Parlamento europeo,
-visti gli articoli 105 e 109F, paragrafo 3, primo comma del trattato CE,
-visto l'articolo 8 dello statuto dell'Istituto monetario europeo,
-vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale (A3-0319/94),
A.considerando che il compito principale e più importante dell'Istituto monetario europeo (IME) è di preparare la politica monetaria comune per la terza fase dell'Unione economica e monetaria, prevista all'articolo 109F del trattato CE e all'articolo 4.2 dello statuto dell'IME e che al più tardi entro il 31 dicembre 1996 l'IME dovrà definire il "quadro regolamentare, organizzativo e logistico necessario affinché il SEBC possa svolgere i suoi compiti nella terza fase";
B.considerando che il Parlamento europeo, in quanto rappresentante dei popoli europei, può contribuire al dibattito sulla definizione di una politica monetaria nel rispetto dell'articolo 8 dello statuto dell'IME che impegna le istituzioni comunitarie a non cercare di influenzare il consiglio dell'IME nell'assolvimento dei suoi compiti;
C.considerando che, in base all'articolo 105 del trattato CE, l'obiettivo principale del sistema europeo di banche centrali (SEBC) e della Banca centrale europea (BCE) è di mantenere la stabilità dei prezzi;
D.considerando che, conformemente all'articolo 109 L del trattato CE, il Consiglio, deliberando all'unanimità degli Stati membri senza deroga, adotta alla data di inizio della terza fase i tassi di conversione ai quali le rispettive monete sono irrevocabilmente vincolate e il tasso irrevocabilmente fissato al quale l'ECU viene a sostituirsi a queste valute, e che spetta ugualmente al Consiglio, sulla base del'articolo 109 dello stesso trattato, determinare i tassi centrali dell'ecu all'interno del sistema dei tassi di cambio;
E.considerando che la politica monetaria unica dovrà necessariamente essere attuata fin dall'inizio della terza fase dell'UEM e che la BCE dovrà acquisire una reale credibilità presso i mercati finanziari e l'opinione pubblica,
F.considerando che le decisioni relative alla definizione della politica monetaria devono essere adottate secondo i criteri di buona gestione economica;
1.invita l'Istituto monetario europeo (IME) a dare priorità a uno dei suoi compiti più importanti che consiste nel preparare, secondo l'articolo 109F, paragrafo 3 del trattato sull'UE, "gli strumenti e le procedure necessarie per attuare la politica monetaria unica nella terza fase";
2.ricorda che, nella terza fase dell'UEM, la BCE dovrà condurre la politica monetaria nella completa trasparenza e rendere conto delle sue attività alle istituzioni comunitarie, analogamente a quanto dovrà fare l'IME durante la seconda fase;
3.ritiene che la determinazione e la dichiarazione pubblica di uno o più obiettivi monetari ("obiettivi intermedi") da parte della BCE non solo sarebbero conformi al rispetto di tali principi di trasparenza e responsabilità, ma altresì essenziali per conseguire l'obiettivo della stabilità dei prezzi ("obiettivo finale"), favorendo nel contempo la crescita e l'occupazione;
4.ritiene che il conseguimento dell'"obiettivo finale" presupponga uno o più "obiettivi intermedi" che la BCE e il SEBC avrebbero la possibilità di controllare al fine di contribuire alla credibilità indispensabile della politica monetaria europea;
5.ricorda che la maggior parte delle banche centrali della Comunità europea utilizza attualmente uno o più aggregati monetari quali "obiettivi intermedi" oppure un obiettivo di tassi di cambio;
6.ricorda inoltre che il principio fondamentale dell'indipendenza della BCE e delle banche centrali nazionali vieta alle istanze politiche di imporre obiettivi monetari;
7.ritiene che l'omogeneità e l'efficacia della politica monetaria comune presuppongano che tale politica sia di esclusiva responsabilità della BCE;
8.ritiene al contrario che occorra garantire l'attuazione di tale politica monetaria comune secondo i principi della sussidiarietà in modo che la partecipazione delle banche centrali nazionali sia quanto più elevata possibile;
9.ritiene pertanto che gli strumenti della politica monetaria che saranno utilizzati nel corso della terza fase debbano permettere un'attuazione decentralizzata della politica monetaria comune e che per tale motivo detti strumenti debbano rispondere a criteri di efficacia riconosciuta, di omogeneità di applicazione tra i paesi e di compatibilità con il funzionamento dei mercati:
10.auspica che l'IME esamini tale questione, in particolare per quanto concerne l'impiego e il ruolo delle riserve obbligatorie;
11.si interroga sulla situazione che rischierebbe di creare il passaggio senza transizione dalle politiche monetarie nazionali a una politica monetaria comune a partire dalla terza fase dell'UEM;
12.propone pertanto di avviare, non appena saranno presenti le condizioni necessarie all'adozione di una moneta unica, e prima dell'entrata in vigore della terza fase, una fase sperimentale di conduzione di una politica monetaria comune tra le banche centrali nazionali indipendenti, conformemente all'articolo 109J, paragrafo 3, primo comma del trattato CE; tale politica si fonderebbe sulla libera scelta degli Stati membri e potrebbe essere sospesa in ogni momento;
13.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Istituto monetario europeo nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.