A3-0292/94
Risoluzione sulle proposte del Parlamento europeo in vista della Conferenza europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sull'ambiente e la sanità
Il Parlamento europeo,
-vista la proposta di risoluzione presentata dagli onn. Collins, Schleicher, Scott-Hopkins e Iversen sull'ambiente e la sanità (B3-0227/90),
-visto il Trattato sull'Unione europea, in particolare gli articoli 100 A, 3 lettera o), 129 e 130 R - 130 T del Trattato CE,
-visto il risultato della prima conferenza europea dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sull'ambiente e la sanità, svoltasi dal 7 al 9 dicembre 1989 a Francoforte, e in attesa degli ulteriori risultati della seconda conferenza europea dell'OMS, che si svolgerà a Helsinki nel giugno 1994, sul tema "Ambiente e sanità",
-vista la propria risoluzione del 19 novembre 1993 sulla politica della sanità pubblica dopo Maastricht , risoluzione facente seguito all'audizione pubblica del 3 giugno 1993 sullo stesso argomento,
-visti i limiti alla messa in circolazione e all'uso di sostanze e preparati pericolosi previsti dalle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative del diritto comunitario e dalle norme vigenti nei singoli Stati membri,
-vista la strategia dell'Unione in materia di politica sanitaria, illustrata dalla Commissione nel suo documento COM(93) 0559 def. del 24 novembre 1993,
-visto che il quinto programma di tutela ambientale dell'Unione europea chiede di approfondire le conoscenze riguardo al rapporto tra ambiente e sanità,
-viste le conclusioni del Consiglio del 13 dicembre 1993 riguardanti la creazione di una rete in materia di epidemiologia nella Comunità ,
-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,
-vista la relazione della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori (A3-0292/94),
A.considerando la crescente importanza dell'ambiente a livello di Unione e del ruolo che viene attribuito a tale riguardo al Parlamento europeo dai Trattati,
B.considerando le conseguenze che determinati danni ambientali possono avere sulla salute umana (assottigliamento dello strato di ozono, effetto serra, aumento del livello del mare, cambiamenti climatici, degrado del paesaggio ed erosione del suolo, rifiuti),
C.considenrando che i danni all'ambiente e il suo inquinamento nascondono pericoli a livello genetico che in ultima analisi possono portare nell'uomo a mutazioni dei caratteri ereditari,
D.considerando che le norme in materia di tutela ambientale devono essere costantemente adeguate ai più recenti progressi in campo scientifico e tecnologico e quindi applicate,
E.considerando che la politica dell'Unione europea in materia di tutela ambientale si basa sul concetto di accordare priorità alla correzione, anzitutto alla fonte, dei danni ambientali e sul principio "chi inquina paga",
F.considerando che a livello generale e a livello di politica ambientale non esiste un rischio zero,
G.considerando che i rischi in termini ambientali e di salute assumono gradi di importanza diversi e che le relative misure corrispondono al principio di proporzionalità, ossia devono essere necessarie e adeguate al conseguimento dell'obiettivo stabilito,
H.considerando l'oppportunità di mettere a disposizione della politica strumenti che facilitino soprattutto la verifica dell'attendibilità dei risultati delle ricerche rilevanti in campo epidemiologicoe che li rendano trasparenti,
I.considerando che i dati epidemiologici non confermati possono essere fonte di insicurezza e di errate valutazioni a livello di opinione pubblica e di rappresentanti del sistema sanitario, con gravi conseguenze per la società,
J.considerando che è necessario prestare una particolare attenzione a quelle sostanze chimiche e radioattive che vengono prodotte o usate dall'uomo, che sono fonte di inquinamento e di danni ambientali e che infine hanno effetti negativi sulla salute stessa,
K.considerando il crescente numero di elementi che dimostrano l'esistenza di una correlazione tra autorealizzazione e salute,
L.considerando che nel caso dei fenomeni mutageni (mutazione di un gene mediante agenti o sostanze nocive), di quelli teratogeni (intervento a livello prenatale) e di quelli cancerogeni (proliferazione di cellule tumorali dovuta ad agenti o sostanze nocivi), oltre a basarsi sugli indicatori biologici, è necessario adottare un criterio di valutazione che tenga conto anche dei rischi connessi al singolo caso,
M.considerando che l'uomo trascorre circa l'80% della sua giornata in ambienti chiusi; che molti di questi ambienti sono provvisti di impianti di climatizzazione e che è quindi essenziale effettuare ricerche nel campo dell'inquinamento dell'aria negli ambienti chiusi, soprattutto in relazione a quelle malattie che possono essere causate da impianti di condizionamento ("Sick Building Syndrome, Building Related Illness"),
N.considerando che in ambito scientifico si discute attualmente sul rapporto tra agenti atmosferici nocivi (gas di scarico dei motori diesel) e patologie delle vie respiratorie,
1.chiede che nella realizzazione degli obiettivi in materia di politica ambientale e sanitaria si tenga conto del principio di proporzionalità (rapporto mezzi-fine) a livello di esecuzione pratica;
2.chiede che nello studio degli agenti mutageni, teratogeni e cancerogeni si esegua più spesso una valutazione complessiva dei fattori di rischio per la salute già noti;
3.chiede di procedere a uno studio più approfondito delle potenziali conseguenze per la salute derivanti dal ricorso a nuove sostanze chimiche prima che esse entrino in contatto con l'uomo (tossicologia preventiva);
4.chiede una reimpostazione autocritica della politica ambientale e sanitaria in sede di valutazione dei cosiddetti rischi minimi;
5.chiede che, a prescindere dalle norme vigenti, venga potenziata una strategia preventiva per la lotta contro il cancro e contro altre malattie, studiando in particolare la possibile incidenza di sostanze chimiche di recente produzione sull'insorgere di malattie di varia natura per contatto sul posto di lavoro o in altro habitat;
6.chiede uno studio più approfondito ed esauriente delle correlazioni tra le abitudini di vita dell'uomo, un'alimentazione sbagliata e le eventuali conseguenze per la salute, soprattuto per quanto riguarda la carcinogenesi;
7.chiede un esame più approfondito della correlazione tra i casi di morte per cancro, con particolare riferimento alla relativa ripartizione per sesso, e le condizioni di vita e di lavoro nelle varie regioni dell'Unione;
8.chiede la concentrazione delle politiche ambientali e sanitarie al fine di contenere o eliminare i rischi principali mediante il ricorso ad approcci sistematici e basati su analisi e valutazioni preventive dei rischi, tra l'altro attraverso l'esame dei valori limite attuali e l'elaborazione di dell'Unione;
9.chiede un potenziamento della ricerca sull'importanza delle difese immunitarie dell'uomo in rapporto all'inquinamento ambientale;
10.chiede che, nel campo della ricerca biotecnologica, si provveda a ridurre lo stress psichico (fattori di stress) del cittadino, mediante un approccio pragmatico proiettato verso il futuro in base al quale la politica tenga conto dei timori giustificati della popolazione, contribuendo nel contempo a fugare le ansie ingiustificate mediante azioni improntate alla trasparenza e attività informative;
11.chiede che si esegua un'analisi sociologica più approfondita dei rapporti esistenti tra insoddisfazione per le proprie condizioni di vita e di lavoro e l'insorgere del cancro e di altre malattie;
12.chiede che venga eseguita una valutazione responsabile dei risultati delle ricerche tossicologiche ed epidemiologiche (a livello di statistiche mediche) al fine di evitare confusioni nell'opinione pubblica e garantire misure efficaci in campo sanitario;
13.chiede che in futuro la ricerca sanitaria in campo epidemiologico venga promossa in modo sistematico, compatibilmente con la disponibilità dei relativi dati, e che i dati così ottenuti si possano impiegare come base per le decisioni politiche;
14.chiede l'acquisizione di dati epidemiologici e tossicologici comparativi nonché la promozione di uno scambio transfrontaliero di dati in Europa, ponendo l'accento in particolare su una collaborazione a lungo termine tra l'Agenzia dell'ambiente dell'Unione europea e l'Ufficio regionale per l'Europa dell'Organizzazione mondiale della sanità; si compiace inoltre dello scambio internazionale di dati e statistiche in materia ambientale e sanitaria;
15.chiede si pervenga a un'equilibrata educazione dei cittadini, sia per quanto riguarda l'uso responsabile di sostanze stimolanti che per quanto riguarda l'interazione con l'ambiente, al fine di preservare l'habitat umano;
16.chiede un sostegno a favore delle misure intese a migliorare la protezione sanitaria preventiva;
17.chiede una maggiore specializzazione per i medici impegnati nel campo della medicina ambientale;
18.si compiace dell'approvazione della Carta europea dell'ambiente e della sanità, la quale rappresenta il primo passo verso una più stretta collaborazione tra i 32 Stati membri appartenenti alla Regione Europa dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS);
19.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Conferenza dell'OMS sull'ambiente e la sanità, alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.