A3-0333/94
Risoluzione sulla relazione economica annuale della Commissione per il 1994
Il Parlamento europeo,
-vista la relazione economica annuale della Commissione per il 1994 (COM(94)0090 - C3-0232/94),
-vista la relazione della Commissione sui passi avanti in materia di convergenza economica e monetaria (SEC(93)1755),
-vista la dichiarazione della Commissione dinanzi al Parlamento il 23 marzo 1994 secondo cui la sua relazione economica annuale per il 1994 potrebbe essere considerata come il lavoro preparatorio da essa svolto per la definizione degli orientamenti di massima di politiche economiche conformemente all'articolo 103 del TUE,
-visti anche gli articoli 102 A e 103, paragrafo 1, secondo i quali gli Stati membri coordinano le loro politiche economiche e le svolgono in vista di realizzare gli obiettivi di cui all'articolo 2,
-viste le proprie risoluzioni del 10 marzo 1994 sull'occupazione in Europa e sulle conseguenze per la politica sociale del processo di creazione dell'UEM e la propria risoluzione del 19 aprile 1994 sui grandi orientamenti delle politiche economiche ,
-visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale e il parere della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro (A3-0333/94),
A.considerando che la produzione della Comunità nel 1993 è diminuita dello 0,3% in termini reali,
B.considerando che nella storia della Comunità questa è soltanto la seconda flessione in termini reali del PIL,
C.considerando che questa recessione contrasta con la ripresa dell'economia mondiale nel 1993, soprattutto negli Stati Uniti,
D.considerando che la recessione comunitaria del 1993 ha comportato
a)una sospensione della convergenza reale nella Comunità,
b)un aumento del rapporto indebitamento/PIL in tutti gli Stati membri, che nell'Unione è passato dal 60,9% medio del 1992 al 65,9% del 1993,
c)un aumento, per i bilanci nazionali, degli esborsi per gli interessi del debito pubblico, che hanno raggiunto in media il 5,6% del PIL della Comunità,
d)la perdita, mai registrata prima, di 2.400.000 posti di lavoro,
e)l'aumento della disoccupazione, che ha raggiunto il 10,5% nel 1993 rispetto al 9,4% nel 1992 (senza tener conto dei cinque nuovi Länder tedeschi), vale a dire un totale di 18 milioni di disoccupati nell'Unione;
E.considerando che il forte tasso di disoccupazione della UE è in parte imputabile alle difficoltà che tradizionalmente si incontrano nella creazione di nuovi posti di lavoro (dal 1960 l'occupazione è aumentata solo del 6% contro l'84% negli Stati Uniti e il 46% in Giappone),
F.considerando che nonostante la recessione i costi unitari di manodopera sono aumentati, in termini nominali, del 2,7% nel 1993,
G.consapevole tuttavia che
a)la tendenza generale dell'evoluzione salariale è notevolmente moderata (mediamente l'aumento pro capite in termini nominali è soltanto del 4,1% del 1993 contro il 7% del 1992),
b)i salari reali nel 1993 sono aumentati di un punto percentuale in meno rispetto alla produttività,
c)i tassi d'inflazione sono diminuiti in tutta la Comunità e la media dell'inflazione è stata del 3,8% nel 1993 rispetto al 4,6% nel 1992,
d)i tassi d'interesse a breve termine sono diminuiti nella maggior parte dei paesi,
e)la situazione resta ancora assai mediocre per quanto riguarda la domanda, malgrado i segnali di ripresa;
f)la situazione resta ancora assai mediocre a livello della domanda, malgrado i segnali di ripresa;
H.considerando che il livello tuttavia insufficiente di convergenza e l'elevato tasso di disoccupazione pregiudicano le prospettive di un'Unione economica e monetaria,
I.considerando che maggiore convergenza e minore disoccupazione dipendono in ultima analisi dalla crescita economica, realizzata non da ultimo mediante un mercato unico credibile, e da riforme strutturali negli Stati membri,
J.considerando che il mercato unico, pur essendo stato inaugurato il 1· gennaio 1993, resta incompleto e che gran parte degli Stati membri stanno appena cominciando a contemplare indispensabili riforme strutturali,
K.considerando che l'Unione, attraverso il trattato di Maastricht e le iniziative di crescita decise a Edimburgo e a Copenaghen, ha un ruolo importante da svolgere su questi due fronti,
L.considerando che questo ruolo presuppone il rispetto della legislazione comunitaria, la fissazione di orientamenti per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione, la pianificazione di reti transeuropee, l'aumento dell'efficacia degli investimenti dell'Unione, il rafforzamento della coesione UE e il controllo delle politiche economiche e monetarie nazionali,
M.considerando che tale azione, per essere efficace, deve essere corredata da impegni sia a livello di Unione, per superare l'ignoranza dell'opinione pubblica circa la legislazione dell'Unione, sia a livello degli Stati membri per migliorare il funzionamento dei mercati del lavoro,
N.considerando che tale azione deve essere accompagnata anche da una politica commerciale comune che promuova eque condizioni di scambi rafforzando gli strumenti commerciali multilaterali e promuovendo una crescita sostenibile,
O.considerando che senza tali misure, e nonostante la Commissione preveda una crescita del PIL del 1,3% nel 1994, l'Unione continuerà a dover fare i conti con la prospettiva di un relativo declino economico;
MERCATO UNICO
Lotta alla disoccupazione
1.invita la Comunità e gli Stati membri a dare priorità assoluta alla creazione di posti di lavoro, consapevole che fattori esterni possono avere un effetto limitato, quand'anche positivo;
2.invita il Consiglio ad adottare le misure ancora in sospeso contenute nel Libro bianco del 1985;
3.invita gli Stati membri ad attuare tutta la pertinente legislazione dell'Unione europea e in particolare le disposizioni in materia di diritto societario, di appalti pubblici e di libera circolazione dei lavoratori;
4.invita la Commissione a vegliare alla sistematica applicazione della legislazione dell'Unione europea, attualmente messa in pericolo, fra l'altro, dal fatto che sulle 218 misure del Libro bianco ne sono state recepite soltanto 110 dal diritto nazionale di tutti gli Stati membri;
5.invita la Commissione e gli Stati membri a migliorare l'accesso e l'informazione del pubblico rispetto alla legislazione dell'Unione europea, soprattutto per quanto concerne le piccole e medie imprese;
6.sollecita la Commissione e il Consiglio, di concerto con il Parlamento, a concordare misure per l'apertura del mercato nei settori protetti dell'energia, delle telecomunicazioni e dei servizi postali;
CONVERGENZA
7.sottolinea che queste misure relative al mercato unico in ultima analisi faciliteranno la convergenza reale e nominale nell'Unione europea e ribadisce che tale convergenza è praticamente impossibile senza una crescita sufficiente e sostenibile;
8.si dichiara tuttavia preoccupato per le tendenze di convergenza generali nell'Unione europea nel 1993, anno in cui i disavanzi di bilancio sono stati in media pari al 6% del PIL contro il 5% nel 1992;
9.rileva che queste tendenze, continuando a mettere in pericolo l'obiettivo di maggiori risparmi nazionali, la stabilità dei prezzi e una crescita sostenibile a medio termine, evidenziano la necessità di una maggiore stabilità di bilancio in tutta l'Unione;
10.ritiene che questa necessaria ricerca della convergenza nominale debba essere completata da uno sforzo concertato degli Stati membri di convergenza in materia sociale, definita da indicatori rappresentativi dell'evoluzione della situazione sociale degli Stati membri (disoccupazione, salari, protezione sociale, diritti sociali);
11.ritiene che l'andamento attuale sottolinei l'importanza del Libro bianco del 1993 sulla crescita, la concorrenza e l'occupazione, nonché delle iniziative di crescita di Edimburgo e di Copenaghen (1992-1993);
LIBRO BIANCO/INIZIATIVE DI CRESCITA DI EDIMBURGO E DI COPENAGHEN
12.si associa all'appello del Libro bianco a favore della creazione di un mercato del lavoro più flessibile, di un aumento della redditività delle attività di R&S e degli investimenti nonché della rapida creazione di reti transeuropee nei settori dell'energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni;
13.sostiene l'impegno, assunto ai vertici di Edimburgo e di Copenaghen, di coordinare le spese in materia di infrastruttura e di favorire la creazione di posti di lavoro; deplora tuttavia che tali assicurazioni teoriche non siano state seguite da azioni adeguate;
14.sostiene in tale contesto la creazione di un nuovo meccanismo temporaneo di prestiti per un importo di 8 miliardi di ECU, posto sotto la responsabilità della Banca europea per gli investimenti, e di un fondo di investimenti di 2 miliardi di ECU;
15.invita pertanto gli Stati membri ad adottare misure per aumentare la mobilità della manodopera e la formazione;
16.invita a tal fine gli Stati membri a
a)contenere i costi non salariali della manodopera (per esempio, rivedendo i regimi di finanziamento della sicurezza sociale),
b)facilitare l'attuazione di modalità di lavoro flessibile,
c)sfruttare le possibilità di posti di lavoro nei settori dell'ecologia e dei servizi sociali, soprattutto delle regioni periferiche;
17.lancia anche un appello a favore dello sviluppo di un mercato della formazione su scala dell'Unione, nel quale la Commissione avrebbe un ruolo da svolgere attraverso la diffusione delle informazioni e il coordinamento di progetti transfrontalieri;
18.sottolinea la necessità imperativa di migliorare sia il coordinamento delle politiche nazionali di R&S, sia le relazioni tra le imprese, le università e i centri di ricerca impegnanti in progetti di R&S;
19.ritiene che tali miglioramenti, uniti all'istituzione di un mercato effettivamente unificato, aiuteranno l'industria europea a ovviare a una delle sue principali carenze in materia di R&S ossia la sua relativa lentezza nel concretizzare i risultati di tali ricerche in prodotti commercializzabili e competitivi;
20.invita il Consiglio e la Commissione ad adottare un'impostazione coerente per quanto riguarda le reti transeuropee;
21.chiede la rapida attuazione delle iniziative di crescita decise a Edimburgo e a Copenaghen;
POLITICA COMMERCIALE
22.auspica che la conclusione a dicembre dei negoziati dell'Uruguay Round (GATT) e la creazione di un'Organizzazione mondiale del commercio rilanci la crescita e l'occupazione in Europa;
23.ritiene tuttavia che la politica commerciale dell'Unione, attraverso l'Organizzazione mondiale del commercio e gli strumenti ratificati dall'OMC, debba continuare a perseguire l'apertura di mercati esteri vasti quanto quelli dell'Unione e la lotta contro le pratiche commerciali sleali;
24.si compiace pertanto della decisione presa nel dicembre 1993 dai ministri degli esteri della UE di rafforzare la difesa commerciale dell'Unione in linea con le norme del GATT;
25.insiste affinché gli scambi internazionali siano effettuati nel rispetto di esigenze sociali minime, quali il divieto del lavoro per i bambini;
POLITICA MONETARIA
26.si compiace della flessione registrata nel 1993 dei tassi d'interesse a breve termine nella maggior parte degli Stati membri ma ritiene che tale flessione debba ulteriormente accentuarsi per una rapida ripresa; chiede pertanto che nel 1994 questi tassi diminuiscano ulteriormente in un contesto economico sano;
27.invita nel contempo l'Istituto monetario europeo a rafforzare attivamente il coordinamento della politica monetaria, per armonizzare gli strumenti di politica monetaria in vista dell'impiego dell'ECU;
28.invita la Commissione e il Consiglio a esaminare gli altri compiti che potrebbero essere affidati all'IME a norma dell'articolo 109 F del trattato di Maastricht per agevolare la transizione alla fase III dell'UEM;
29.sollecita il Consiglio, se intende mantenere le ampie bande di oscillazione nel meccanismo dei tassi di cambio, a prendere in considerazione alternative all'utilizzo dei tassi di cambio come strumento di convergenza economica e monetaria;
ORIENTAMENTI GENERALI DELLE POLITICHE ECONOMICHE PER IL 1994/PREVISIONI
30.ritiene quindi che lo scopo principe degli orientamenti delle politiche economiche per il 1994 debba essere un sostanziale aumento dell'occupazione a medio termine attraverso
a)l'eliminazione degli ostacoli strutturali alla crescita,
b)la definizione di una struttura macroeconomica coerente,
c)la piena applicazione delle iniziative di crescita decise a Edimburgo e a Copenaghen;
31.ritiene che tali misure, che a loro volto presuppongono un mercato unico più credibile e tendenze di bilancio e salariali compatibili con l'obiettivo della stabilità, contribuiranno a creare le condizioni per una flessione dei tassi di interesse, un aumento della redditività degli investimenti e un aumento del risparmio a livello nazionale;
32.ritiene che questo modello di crescita, in cui gli investimenti aumenteranno più velocemente dei consumi, amplierà le prospettive di una crescita sostenibile dell'Unione;
33.rimane tuttavia scettico, finché non saranno adottate queste misure, non solo nei confronti delle previsioni della Commissione concernenti la crescita del PIL dell'Unione, che secondo la Commissione dovrebbe passare dall'1,3% nel 1994 al 2,1% nel 1995 e al 3% almeno nel 1996, ma anche nei confronti delle prospettive di crescita dell'occupazione a lungo termine;
o
o o
34.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri.