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Parlamento Europeo - 6 maggio 1994
ECU

A3-0099/94

Risoluzione sulla dimensione internazionale dell'ECU

Il Parlamento europeo,

-visto il Libro bianco della Commissione sulla rimozione degli ostacoli giuridici all'impiego dell'ECU (SEC(92)2472 - C3-0040/93),

-viste le sue risoluzioni del 27 ottobre 1993 sul sistema monetario europeo e il programma 1992: conclusioni da trarre per l'attuazione dell'U.E.M. e sulla rimozione degli ostacoli giuridici all'impiego dell'ECU ,

-visto l'articolo 148 del proprio regolamento,

-vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale (A3-0099 /94),

A.considerando che se il processo di integrazione europea progredisce come previsto dal trattato sull'Unione europea, la trasformazione della Comunità in un blocco regionale avente una politica monetaria e di cambio unica influenzerà il suo ruolo nella cooperazione internazionale,

B.considerando che nel corso della trasformazione, durante la terza fase, l'ECU potrà gradualmente assumere le funzioni di mezzo di pagamento, unità di conto e riserva valutaria e di conseguenza avrà implicazioni sul funzionamento del sistema monetario internazionale, in particolare sulla predominanza attuale del dollaro,

C.considerando che gli effetti positivi dell'adozione dell'ECU come moneta unica nella terza fase dell'UEM si tradurranno in

a)una diminuzione delle riserve degli Stati membri dell'Unione europea poiché non sarà più necessario contenere le variazioni delle parità intracomunitarie sui mercati dei cambi,

b)una riduzione dei costi di transazione per il settore privato poiché l'ECU diventerà la moneta veicolare delle operazioni di cambio,

c)una riduzione dei costi di informazione derivante dall'uso dell'ECU come moneta unica,

d)una riduzione del valore delle transazioni per la fatturazione del commercio intracomunitario; questo potrebbe essere il guadagno più consistente,

e)un miglioramento della coerenza del mercato unico, incentivando le iniziative delle PMI, indotte alla prudenza dalle fluttuazioni monetarie, e un miglioramento della competitività dei prodotti destinati al mercato mondiale (esempio: Airbus, industria automobilistica),

D.considerando che l'ECU faciliterà la cooperazione monetaria internazionale in quanto la sua adozione nella terza fase dell'UEM come moneta unica dell'Unione europea potrebbe trasformare il sistema di coordinamento, attualmente asimmetrico, in un sistema tripolare, basato sul dollaro americano, lo yen e l'ECU, più simmetrico in quanto

a)la riduzione del numero di partner internazionali faciliterà lo scambio di informazioni,

b)il coordinamento fra i tre blocchi regionali sarà più facile e più efficace,

E.riconoscendo che gli elementi che contribuiscono all'integrazione europea e cioè la tecnologia, il commercio e i movimenti dei fattori di produzione, nonché la globalizzazione dei mercati, favoriscono una crescente interdipendenza dell'economia dei tre principali blocchi regionali, vale a dire gli Stati Uniti, il Giappone e l'Unione europea, e un mondo tripolare, costituito da blocchi di influenze regionali e basato su monete di riferimento, il dollaro, lo yen e l'ECU, che richiederà una nuova organizzazione degli affari commerciali, monetari e finanziari,

1.ritiene che per divenire una divisa internazionale e assolvere alle funzioni di mezzo di pagamento, unità di conto e riserva valutaria, l'ECU debba rispondere a criteri specifici, e si attende che i seguenti quattro criteri siano rispettati, allorché l'ECU diventerà la valuta uniforme della terza fase:

a)una moneta stabile associata a un ridotto tasso di inflazione,

b)una moneta che goda di un'elevata fiducia,

c)il sostegno di un'economia forte, aperta e sana che svolga un ruolo di preminenza negli scambi internazionali, il che contribuirà alla stabilità del tasso di cambio,

d)un'appropriata struttura istituzionale nel quadro del trattato sull'Unione europea;

2.ritiene che per beneficiare della funzione dell'ECU come riserva valutaria, che si sostituisca progressivamente al dollaro, l'UE dovrebbe promuovere

a)un mercato finanziario europeo unificato,

b)l'ampliamento e l'approfondimento della Comunità,

c)la stabilità monetaria e finanziaria dei suoi mercati;

3.ritiene inoltre che la fiducia accordata all'ECU non dipenderà solo dalla politica monetaria ma anche dalle disposizioni da adottare per poter attuare in modo coerente i "policy mix", intendendo per "policy mix coerente" che le politiche economiche degli Stati dell'Unione europea siano compatibili, con conseguente adeguamento delle loro politiche di bilancio, fiscali e finanziarie;

4.è convinto che il criterio della fiducia nell'ECU sarà rispettato se continuerà il processo di unione politica e ritiene che l'aumento dei depositi e dei prestiti in ECU sia possibile a partire dalla seconda fase dell'UEM se

a)vi sarà la possibilità di effettuare pagamenti in ECU, e a tal fine propone di calcolare una parte del nuovo debito pubblico in ECU,

b)le banche, le società che lavorano con le carte di credito e le società di credito (per il pagamento degli alberghi, dei viaggi e degli operatori turistici), le aziende di trasporto e tutte le società analoghe faciliteranno fin dalla seconda fase dell'UEM il pagamento di conti in ECU;

5.propone che allo scopo di assistere i paesi dell'Europa centrale e orientale nella loro transizione verso l'economia sociale di mercato, l'IME studi gli aspetti internazionali di una zona dell'ECU istituita secondo le seguenti caratteristiche:

a)il Consiglio dell'IME e i governatori delle banche centrali di quei paesi dell'Europa centrale e orientale che desiderino essere legati all'ECU costituirebbero, a norma dell'articolo 109 F, paragrafo 7, un consiglio di sorveglianza della zona dell'ECU responsabile per i seguenti punti b) e c),

b)la creazione di un fondo di riserva e di un sistema di convertibilità garantiti da riserve in valute dei paesi associati alla zona dell'ECU,

c)la creazione di un meccanismo di tassi di cambio delle monete associate all'ECU;

6.ritiene che, se lo spazio dell'ECU è ben definito e se la zona di influenza può estendersi ai paesi dell'EFTA e a taluni paesi dell'Europa centrale, ciò comporterà un aumento dei guadagni e una riduzione dei costi;

7.propone che, quando taluni paesi dell'Europa centrale si attribuiranno lo statuto di "terzi detentori di ECU" - perché questi paesi avranno scelto di essere legati a una moneta stabile per i loro scambi con l'Unione europea e perché le loro riserve in ECU aumenteranno - siano avviate relazioni privilegiate;

8.chiede all'IME, conformemente all'articolo 6.3 del suo protocollo sugli statuti, di esaminare la situazione economica e monetaria di questi paesi terzi, tenendo conto che il processo di integrazione commerciale rafforzerebbe i rapporti di questi paesi con l'Unione europea, prima di concedere alle autorità monetarie di questi paesi terzi lo statuto di "terzi detentori di ECU";

9.chiede informazioni all'IME sull'impatto economico e finanziario della riforma monetaria preannunciata da diversi anni e sulla nostra capacità di neutralizzare la speculazione finanziaria suscitata da questo tipo di annuncio;

10.incoraggia i quattro paesi dell'EFTA che hanno chiesto di aderire all'Unione europea, attualmente "terzi detentori di ECU", a mantenere il legame della loro moneta con l'ECU, creando il più grande mercato del mondo che beneficia della stabilità monetaria;

11.auspica che l'IME, in cooperazione con la Commissione, responsabile per i negoziati con i paesi dell'EFTA, si ispiri ai criteri di convergenza dell'UEM, tenga conto delle specificità di questi paesi e li solleciti a integrarsi gradualmente nell'UEM attraverso un legame più stretto con l'ECU;

12.incarica il suo Presidente di trasmette la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, al Comitato dei governatori delle banche centrali degli Stati membri, agli Stati membri e ai parlamenti degli Stati membri e dei paesi che hanno chiesto di aderire all'Unione.

 
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