A3-0254/94
Risoluzione su "Imprese pubbliche, privatizzazioni e servizi pubblici nella Comunità europea"
Il Parlamento europeo,
-vista la sua risoluzione del 12.2.1993 sulla funzione del settore pubblico nel completamento del mercato interno ,
-visto l'articolo 148 del suo regolamento,
-visti i risultati dell'Audizione pubblica sulle Imprese pubbliche organizzata il 27.4.1993 dalla commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale,
-visto il parere di iniziativa del Comitato economico e sociale sul ruolo del settore pubblico nel mercato unico del 22.9.1993,
-visti i risultati del Workshop del 17.03.1994 organizzato dallo STOA in collaborazione con la DG IV del PE, su richiesta della commissione per i problemi economici, in tema di conseguenze della politica di privatizzazione sulla ricerca e l'innovazione,
-visti i risultati dello studio preliminare in tema di imprese pubbliche e obblighi di servizio pubblico nella Comunità redatto dalla DG IV del PE nel febbraio 1994, su richiesta della commissione per i problemi economici,
-vista la relazione di iniziativa della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale (A3-0254/94),
A.considerando che in Europa le imprese pubbliche sono per natura destinate a garantire gli interventi necessari ad uno sviluppo armonioso dell'economia e della società nella misura in cui esse contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi di interesse generale dei pubblici poteri,
B.considerando che l'importanza di tale ruolo emerge in particolare nella presente fase di gravi difficoltà economiche ed occupazionali per affrontare le quali l'Unione Europea ha assunto (con i Consigli europei di Edimburgo e Copenaghen e con l'adozione del Libro bianco sulla crescita e l'occupazione) un orientamento d'intervento nell'economia che necessita di strumenti operativi specifici,
C.considerando tuttavia che tale ruolo rilevante non può essere disgiunto dal perseguimento del risanamento economico e dalla ricerca dell'efficienza delle imprese pubbliche,
D.considerando inoltre che è necessario distinguere, sia sotto il profilo giuridico che sotto il profilo economico, le imprese pubbliche manufatturiere e le imprese pubbliche che gestiscono servizi pubblici a livello locale o nazionale, nel senso che le prime rispondono soprattutto alle esigenze dello sviluppo economico e le seconde alla necessità di compiere delle missioni pubbliche, ma tenendo presente che entrambe concorrono al perseguimento degli interessi generali,
E.considerando che negli ultimi anni si è registrato in Europa il fenomeno molto rilevante, qualitativamente e quantitativamente, delle privatizzazioni delle imprese pubbliche, con forme e finalità diverse nei paesi membri, e che i risultati di tale fenomeno non sono però ancora oggetto di una riflessione ufficiale e approfondita da parte delle istituzioni dell'Unione,
1.riconosce, sul piano generale, l'importanza dei principi dell'investitore privato, della trasparenza finanziaria, delle procedure contrattuali obbligatorie e della privatizzazione, ma considera che essi siano stati definiti e messi in opera in maniera troppo rigida e talvolta con un certo pregiudizio, tale da concretizzarsi sia in un appoggio ad un processo generalizzato di privatizzazioni che in un inasprimento degli obblighi giuridici a carico delle imprese pubbliche, provocando spesso reazioni negative;
2.ritiene che, comunque, nei processi di privatizzazione debbano essere adeguatamente valutate le conseguenze sociali e occupazionali, nonché gli eventuali rischi negativi per i settori sensibili e che, inoltre, bisognerà sempre garantire il proseguimento della ricerca scientifica adottando le misure più adeguate, come per esempio la costituzione di Fondazioni di ricerca fra le imprese privatizzate, anche con la presenza pubblica;
3.ritiene inoltre che tali processi di privatizzazione debbano essere accompagnati da un chiaro disegno di politica industriale e da un'azione di regolazione da parte dello Stato, soprattutto nei casi riguardanti i servizi pubblici;
4.rileva che gli effetti negativi sull'economia e l'incapacità di sbloccare la situazione sono determinati, fra l'altro, dall'esistenza contemporanea delle disfunzioni congenite del mercato e delle disfunzioni operative talora riscontrate nell'impresa pubblica. Infatti, l'impresa privata risponde a logiche che le impediscono di perseguire le finalità strategiche dell'intero sistema (infrastrutture, ricerca e innovazione, coesione, difesa di settori essenziali, servizi diffusi) e l'impresa pubblica tende al gigantismo e all'inefficienza sia finanziaria che produttiva (qualità di beni e servizi in relazione ai costi);
5.ritiene di conseguenza che un'impostazione che determini un conflitto permanente tra questi due poli ugualmente essenziali dell'economia non faccia che aggravare le deficienze reciproche, mentre appare necessaria una loro armonica integrazione; sostiene pertanto la proposta di favorire tutte le forme possibili di collaborazione tra settore pubblico e settore privato;
6.chiede alla Commissione di presentare una comunicazione sulle imprese pubbliche nell'economia dell'Unione Europea, in cui si prendano in esame le seguenti questioni:
a)quadro generale della presenza quantitativa e qualitativa, per dimensioni economiche, per settori e per Stati membri, dell'impresa pubblica nell'Unione,
b)disciplina giuridica dell'impresa pubblica contenuta nel diritto comunitario e sua corrispondenza o contrasto con i diritti nazionali degli Stati membri,
c)forme di collaborazione in atto fra imprese pubbliche e imprese private, loro capacità di ulteriori sviluppi e possibili nuove forme che possono essere sollecitate e sostenute, nonché
d)ipotesi di proposte per una ricollocazione più equilibrata dell'impresa pubblica nel sistema economico europeo, da parte dell'Unione e da parte degli Stati membri;
7.chiede inoltre alla Commissione di presentare, nell'ambito della comunicazione precedente, una valutazione globale, ma distinta per imprese pubbliche manufatturiere e imprese pubbliche di servizi pubblici, relativamente alle questioni seguenti:
-dimensioni delle privatizzazioni operate negli ultimi dieci anni nei paesi dell'Unione, anche in rapporto ai programmi di privatizzazione che detti paesi intendevano e intendono perseguire,
-effettivo raggiungimento degli obiettivi di una maggiore efficienza, della promozione della concorrenza, dello sviluppo del mercato dei capitali e della riduzione del fabbisogno e effetti sull'occupazione, nonché
-opportunità e limiti di una visione omogenea a livello comunitario delle politiche di privatizzazione;
8.constata con preoccupazione che allo stato attuale il concetto di servizio pubblico e quello di interesse generale restano indefiniti a fronte di orientamenti più netti sulla liberalizzazione dei mercati, lo smantellamento dei monopoli e la privatizzazione; afferma quindi che la politica della concorrenza e le altre politiche relative al mercato debbano armonizzarsi con il riconoscimento dell'interesse pubblico e con il diritto dei cittadini a servizi pubblici accessibili e con standard omogenei di prestazione, anche al fine di garantire una reale eguaglianza dei cittadini europei; chiede di conseguenza che questi obiettivi e principi siano considerati pienamente nell'ambito della revisione del trattato prevista per il 1996;
9.chiede alla Commissione di prendere un'iniziativa in vista dell'adozione da parte dell'Unione di una Carta europea dei servizi pubblici che prenda in considerazione i seguenti aspetti:
-individuazione dei principi comuni cui devono rispondere i servizi pubblici in Europa per far fronte alle esigenze di una reale cittadinanza europea,
-uniformità di trattamento degli utenti nei diversi servizi che sono erogati su base nazionale, ma che hanno una dimensione sovrannazionale,
-standard qualitativi e quantitativi da garantire per ogni servizio,
-forme di controllo da parte dell'utente consumatore e
-elenco dei servizi cui i principi precedenti devono applicarsi su base europea;
10.chiede agli Stati membri di impegnarsi per istituire nelle proprie città dei sistemi di informazione, anche per via informatica, immediatamente accessibili a tutti i cittadini, con la descrizione dettagliata dei servizi pubblici disponibili e delle modalità della loro prestazione;
11.propone la costituzione di una commissione parlamentare temporanea che si occupi dei problemi dei servizi pubblici in Europa, almeno fino all'adozione della Carta di cui al punto 9;
12.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio.