A3-0297/94
Risoluzione sulla comunicazione della Commissione sui problemi dell'audiovisivo dopo la direttiva "Televisione senza frontiere": applicazione degli articoli 4 e 5 della direttiva 89/0552/CEE (COM(94)0057 - C3-0124/94)
Il Parlamento europeo,
-vista la Convenzione sulla televisione transfrontaliera approvata dal Consiglio d'Europa il 5 maggio 1989,
-vista la comunicazione della Commissione sulla politica audiovisiva del 28 febbraio 1990 (COM(90)0078),
-visto il proprio parere sull'industria audiovisiva europea "MEDIA" del 23 novembre 1990 ,
-vista la propria risoluzione del 16 settembre 1992 sulla concentrazione dei mezzi di informazione e la pluralità di opinioni ,
-vista la propria risoluzione del 22 gennaio 1993 sull'incoraggiamento della produzione audiovisiva nel contesto della strategia di televisione ad alta definizione ,
-vista la propria risoluzione del 17 dicembre 1993 sulla pornografia ,
-vista la propria risoluzione del 20 gennaio 1994 sul Libro verde della Commissione "Pluralismo e concentrazione dei mezzi di comunicazione di massa nel mercato interno" ,
-vista la propria risoluzione del 20 gennaio 1994 sulla politica comunitaria nel settore culturale ,
-vista la comunicazione della Commissione, del 3 marzo 1994, sull'applicazione degli articoli 4 e 5 della direttiva 89/0552/CEE (COM(94)0057),
-vista la proposta di risoluzione presentata dalla on. Muscardini sullo spazio audiovisivo comunitario (B3-0444/89),
-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Bandres Molet e altri sulla limitazione della libertà di espressione e comunicazione (B3-0052/90),
-visti la relazione della commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi di informazione, nonché il parere della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale (A3-0297/94),
A.considerando opportuno che il Parlamento europeo esprima una sua posizione interlocutoria sulla Conferenza europea sull'audiovisivo che la Commissione organizzerà a Bruxelles nel 1994;
B.considerando che, dopo essersi pronunciato sugli aspetti relativi agli sviluppi tecnologici e alla produzione di programmi dell'industria televisiva europea, è necessario precisare alcuni orientamenti iniziali circa la normativa comunitaria, i risultati della sua applicazione, la verifica della sua efficacia e la sua eventuale revisione;
C.ritenendo utile una tale presa di posizione dopo la conclusione parzialmente soddisfacente per l'Europa della trattativa GATT, che ha in parte considerato la particolarità dell'audiovisivo rispetto ad ogni altro tipo di merce;
D.confermando che gli accordi del GATT non hanno pregiudicato la libertà dell'Europa di adottare le misure necessarie per sviluppare un settore audiovisivo forte e competitivo; che l'audiovisivo non vi è menzionato esplicitamente; che nessun impegno è stato preso né dall'Europa né dagli altri firmatari del GATT in questo ambito,
E.preoccupato delle sorti del film cinematografico nel quadro sempre più complesso dell'audiovisivo dominato dalla televisione;
F.convinto inoltre che le infrazioni alla normativa comunitaria e le autorizzazioni accordate a talune emittenti internazionali che trasmettono via satellite destano vivo allarme;
G.convinto altresì che la fase attuale è favorevole all'avvio di una nuova era di politica dell'audiovisivo concordata e coordinata a livello europeo;
H.consapevole del principio di sussidiarietà e delle nuove potenzialità che discendono dal Titolo IX, "Cultura", e dal Titolo XIII, "Industria" - articoli 128 e 130 - del trattato CE;
I.ricordando il paragrafo 14 g) della summenzionata risoluzione del 17 dicembre 1993 sulla pornografia, in cui chiede che la Commissione recepisca l'articolo 7 della Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera nella direttiva "televisione senza frontiere",
J.considerando le trasformazioni tecnologiche e industriali che influenzano il settore elettronico audiovisivo e il comportamento dei consumatori sia attraverso l'uso diversificato dei mezzi di comunicazione elettronici che con la "Pay-TV" e l'interattività, e l'opportunità di esaminare la loro compatibilità con le normative comunitarie e nazionali in campo amministrativo;
1.riafferma la necessità della direttiva 89/552/CEE come nucleo fondamentale dell'insieme di norme di riferimento per la costituzione di un autentico spazio audiovisivo europeo;
2.ritiene essenziale, nel quadro dell'articolo 130 del Trattato CE finalizzato allo sviluppo della competitività dell'industria europea, dedicare un'attenzione particolare all'audiovisivo, settore in pieno sviluppo e di un'importanza crescente dal punto di vista economico e occupazionale;
3.ritiene tale direttiva valida nella sua struttura fondamentale e del tutto superate o ingiustificate le accuse di eccessiva prescrittività che le vengono rivolte;
4.è dell'opinione che occorra valutare attentamente, da un punto di vista economico e culturale, le modalità del recepimento nei vari Stati membri;
5.reputa essenziale verificare gli effetti della sua parziale attuazione, a partire dalla Comunicazione della Commissione europea relativa agli articoli 4 e 5 della direttiva stessa;
6.considera essenziale che l'esame che la Commissione sta attualmente svolgendo in merito all'eventuale necessità di armonizzare le disposizioni nazionali relative alla concentrazione e al pluralismo nel campo dei mezzi di comunicazione elettronici e della stampa compia rapidi progressi, anche alla luce delle proprie risoluzioni in materia;
7.ribadisce che è essenziale per la difesa e la valorizzazione del pluralismo dei mezzi d'informazione e delle opere culturali disporre di un quadro legislativo europeo atto a controllare e limitare, congiuntamente alle legislazioni nazionali anti-trust, le concentrazioni e le fusioni delle imprese attive nell'ambito dell'informazione audiovisiva e scritta;
8.è dell'opinione che le televisioni di servizio pubblico che hanno una struttura interna di tipo pluralistico e non operano a scopo di lucro, debbano avere, pur senza godere di privilegi inaccettabili, una considerazione specifica quanto all'applicazione delle regole di concorrenza di cui all'articolo 90 del Trattato CE;
9.ritiene che, per il loro compito di formazione e il loro particolare ruolo nella promozione della diversità delle opinioni, le trasmissioni di servizio pubblico siano soggette, in ampia misura, a condizioni di mercato diverse da quelle delle emittenti commerciali;
10.considera opportuno che l'eventuale modifica degli articoli 4 e 5 della direttiva sia presa in considerazione alla luce dei risultati della Conferenza europea sull'audiovisivo e della valutazione delle relazioni sull'attuazione degli Stati membri tenendo presente, tra l'altro, che l'articolo 4 della direttiva stessa non prescrive il conseguimento dell'obiettivo di una proporzione maggioritaria di tempo da accordare alle opere europee attraverso mezzi giuridicamente efficaci bensì con differenziata progressività secondo le situazioni in atto nei vari Stati membri;
11.invita la Commissione a riflettere, in vista della proposta di eventuale revisione del testo da presentare entro la fine del 1994, sulla possibilità di rendere più puntuale e incisivo l'art. 4 della direttiva;
12.invita altresì la Commissione a valutare la possibilità di presentare le modifiche entro il 3 ottobre 1994, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 4, della direttiva onde accertare se l'obiettivo di promuovere la diffusione e la produzione di opere europee possa essere raggiunto meglio aumentando la percentuale di bilancio prevista all'articolo 5 per la realizzazione di programmi destinati alla diffusione di opere europee;
13.invita la Commissione a riflettere sulla possibilità di introdurre indicazioni relativamente alle fasce orarie preferenziali per la diffusione di opere europee;
14.sottolinea a tal proposito che uno dei problemi fondamentali emersi è la possibilità di includere, agli effetti del calcolo della percentuale, programmi delle più varie tipologie, quali i programmi contenitori e quelli di varietà;
15.ritiene comunque utile che all'interno degli spazi di tempo attribuiti a opere europee venga distinta la parte relativa alla fiction e quella accordata ai film cinematografici;
16.è dell'opinione che le conclusioni dei rapporti degli Stati membri relativi al periodo ottobre 91-dicembre 92 risultino difficilmente comparabili a causa dei criteri non omogenei nelle rilevazioni statistiche o per l'assenza di un continuo e penetrante monitoraggio e rendano pertanto difficoltoso giungere a risultati coerenti;
17.giudica ben lontano dall'essere raggiunto l'obiettivo del sostegno alla produzione indipendente anche per la facoltà di opzione, sancita dall'articolo 5, tra il 10% del tempo di trasmissione e il 10% del bilancio riservato dalle emittenti per la programmazione;
18.è dell'opinione che la trascrizione, nella comunicazione curata dalla Commissione, dei rapporti degli Stati membri evidenzi una grave difficoltà nell'ottenimento di apprezzabili risultati consistenti sia per l'incentivazione della produzione indipendente che per l'aiuto alle opere di più recente produzione;
19.invita la Commissione a riflettere, in collaborazione con i professionisti interessati, sull'introduzione di un sistema elastico di incentivazione alla produzione di opere europee, che potrebbe essere basato sul reinvestimento da parte degli organismi di radiodiffusione di una quota progressiva degli utili realizzati;
20.ritiene essenziale che la Commissione si adoperi con ogni mezzo per far rispettare il capitolo dedicato alla pubblicità e alla sponsorizzazione nella sua interezza e particolarmente nei criteri generali;
21.considera decisivo che l'andamento del mercato consenta uno sviluppo adeguato e un'equilibrata distribuzione della pubblicità tra i vari mezzi di informazione, allo scopo di sostenere una corretta espansione dell'intero sistema della comunicazione;
22.si dichiara perplesso sulle facoltà di deroga accordabili alle emittenti nazionali per alcuni aspetti relativi alla pubblicità, anche perché le ritiene difficilmente applicabili in concreto e comunque tali da risolversi in pericolosi squilibri del mercato europeo;
23.ribadisce la sua convinzione sul fatto che deroghe sono plausibili allorché riferite ad ambiti locali o regionali;
24.è preoccupato per la scandalosa sottovalutazione con cui sono considerate le norme per la protezione dell'infanzia e della gioventù e si dichiara contro il dilagare di scene di violenza o comunque offensive della dignità della persona;
25.ritiene debba essere prestata maggiore attenzione al fenomeno della violenza nei mezzi di comunicazione elettronici e invita tutte le parti interessate a cercare adeguate modalità per limitarlo, per esempio mediante forme di autolimitazione;
26.rivolge un pressante invito alla Commissione affinché avvii un dibattito a livello europeo sulla violenza nei mezzi di comunicazione e le possibili soluzioni europee a questo problema, eccetto laddove tali questioni siano già regolamentate a livello nazionale;
27.chiede che nell'ambito del proposto consiglio dei mezzi di comunicazione si crei un'apposita commissione sugli aspetti etici della televisione ;
28.considera insufficiente l'attenzione finora data all'Osservatorio europeo dell'audiovisivo che ha sede a Strasburgo e invita a sostenerlo con maggior impegno dal momento che esso può essere fondamentale per disporre di un panorama di dati continuamente aggiornato del paesaggio audiovisivo europeo;
29.ritiene utile, anche a seguito della complessa problematica insorta, che si chiariscano le modalità di computo nelle percentuali ammissibili di forme di pubblicità nuove, come per esempio, le Dauerwerbesendungen in Germania, le long-lasting features nel Regno Unito e le telepromozioni in Italia;
30.ritiene auspicabile, visti i mutamenti sopra menzionati, una riflessione approfondita su una soluzione europea alle questioni della copia privata e del diritto morale nell'ambito della normativa sul diritto d'autore;
31.ritiene che sia giunto il momento di studiare l'eventualità di una direttiva sul cinema che contribuisca alla costituzione di un mercato europeo in analogia con quanto fatto per la televisione;
32.è convinto che ci si trovi in una fase temporalmente limitata ma ricca di possibilità per dare nuovo impulso all'insieme delle politiche e degli investimenti necessari a un forte potenziamento dell'industria audiovisiva europea;
33.è dell'opinione che le priorità individuate anche nel corso della discussione sulla modifica del programma MEDIA, cioè i meccanismi di finanziamento della preproduzione, della distribuzione e della formazione, siano gli obiettivi più importanti da perseguire per dar vita a sistematiche e solide reti europee;
34.ritiene opportuno che le normative, i programmi e le misure a promozione degli investimenti siano coordinati con istituzioni quali il Consiglio d'Europa e l'UNESCO, tenendo conto in particolare dei paesi dell'Europa centrale e orientale;
35.ribadisce che dopo la conclusione del GATT la questione strategica che si pone all'Unione europea non è quella di innescare una vana guerra commerciale ma di creare con coraggio e spirito di reciprocità una propria industria audiovisiva che possa esistere ed espandersi in un mondo che ha sempre più bisogno di esaltare le culture per arricchire conoscenza e creatività;
36.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri, al Consiglio d'Europa e all'UNESCO.