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Parlamento Europeo - 21 luglio 1994
Consiglio europeo di Corfù

B4-0003, 0004, 0005, 0006, 0007 e 0008/94

Risoluzione sulle conclusioni del Consiglio europeo di Corfù del 24 e 25 giugno 1994

Il Parlamento europeo

-vista la sua risoluzione del 4 maggio 1994 sul Consiglio europeo di Corfù ,

-viste le conclusioni del Consiglio europeo di Corfù del 24 e 25 giugno 1994,

A.considerando che il Consiglio europeo si è tenuto in un periodo difficile della costruzione europea e compiacendosi per i successi ottenuti dalla Presidenza ellenica specialmente nei seguenti campi: l'ampliamento della Comunità, i negoziati del GATT, il settore sociale, dove si è avuta l'adozione del regolamento sul comitato d'impresa europeo e del Quarto programma quadro di ricerca,

I.Nomina del Presidente della Commissione :

1.reputa che l'intera procedura di nomina del Presidente della Commissione debba essere rivista in occasione della Conferenza intergovernativa del 1996 per essere resa più democratica e trasparente;

II.Occupazione

2.si dichiara d'accordo con l'analisi del Consiglio europeo secondo la quale il ritorno alla crescita economica non basterà, da solo, a risolvere il problema della disoccupazione; deplora che il problema dell'occupazione sia stato trattato solo dal punto di vista della deregolamentazione del mercato del lavoro; reputa essenziale che l'Unione affronti anche gli ostacoli all'investimento produttivo, che crea posti di lavoro, e lotti in modo più coordinato ed efficace contro i disordini monetari che alimentano la speculazione e ostacolano il commercio internazionale, le cui gravi ripercussioni sociali ed economiche minacciano l'economia europea;

III.Libro bianco

3.accoglie favorevolmente le conclusioni adottate dal Consiglio europeo di Corfù sul Libro bianco e in particolare quelle relative alle piccole e medie imprese e alle reti transeuropee nei settori dei trasporti, ma è preoccupato per il ritardo registrato nei settori dell'energia, delle comunicazioni e dell'ambiente; ricorda il ruolo determinante delle PMI e dell'ambiente in materia di creazione di posti di lavoro nella Comunità;

4.si compiace per l'accordo in ordine agli undici progetti prioritari di reti transeuropee, ma si preoccupa per le condizioni in cui tali progetti saranno finanziati; chiede che gli vengano presentate anche le proposte relative a questo finanziamento;

IV.Relazioni esterne e PESC

5.si compiace per l'ampliamento dell'Unione ai quattro nuovi Stati; auspica che, sull'esempio del popolo austriaco, i popoli svedese, finlandese e norvegese si pronuncino a favore dell'adesione;

6.si compiace altresì per il riconoscimento da parte del Consiglio europeo dei notevoli progressi realizzati per quanto riguarda le candidature di Cipro e Malta; auspica che venga stabilito rapidamente un calendario di negoziati che si concluda, in un adeguato ambito istituzionale, con la loro adesione;

7.ricorda che il Consiglio europeo del giugno 1993 ha schiuso ai paesi associati dell'Europa centrale e orientale la prospettiva di un'adesione all'Unione e prende atto con interesse della domanda di adesione dell'Ungheria e della Polonia;

8.è nel contempo pienamente consapevole dell'interesse fondamentale dell'Accordo di partnership e di cooperazione con la Russia, Stato vicino dell'Unione dei Sedici, accordo che contribuirà alla stabilizzazione economica, politica e sociale di tale paese;

9.rileva con soddisfazione la conclusione degli accordi con l'Ucraina; chiede la chiusura immediata della centrale di Cernobyl; deplora l'insufficienza degli stanziamenti a tal fine destinati e sollecita l'attuazione di una strategia globale in materia energetica per tale paese; chiede che alle nuove centrali nucleari non siano destinati stanziamenti fintanto che l'Ucraina non avrà firmato le convenzioni internazionali sulla responsabilità civile ed eseguito il cosiddetto "least-cost planning study";

10.deplora la passività della comunità internazionale e dell'Unione europea di fronte al genocidio nel Ruanda; esige che il Consiglio e gli Stati membri, in coordinamento con l'Unione dell'Europa occidentale, forniscano il loro sostegno al potenziamento del contingente MINUAR, allo scopo di proteggere gli sfollati, i profughi e i civili in pericolo in Ruanda, e che l'Unione europea elabori con urgenza un'azione comune nel quadro della PESC allo scopo di far fronte, senza indugio e con i mezzi necessari, a questa catastrofe umana che rischia di estendersi all'intera regione;

11.sottolinea l'interesse di sviluppare maggiormente iniziative come il Patto di Stabilità in Europa; per quanto riguarda il Bacino mediterraneo, auspica una conferenza di tipo CSCE nonché un approccio globale per l'intera regione, che si concreti in un secondo tempo in una conferenza dell'Unione con i suoi partner di tale regione;

12.condanna gli atti di violenza che hanno causato la perdita di numerose vite umane in Algeria e riafferma il suo incoraggiamento a tutte le forze di progresso in questo paese; chiede segnatamente che l'aiuto supplementare di 200.000.000 ECU previsto per l'Algeria sia rapidamente sbloccato e che gli Stati membri prendano decisioni per alleviare il suo debito;

13.prende atto dell'impegno di portare a conclusione il processo di pace in Medio Oriente ma chiede un potenziamento della cooperazione europea in tale regione, specialmente per aiutare il popolo palestinese ad assicurare il proprio sviluppo;

14.si rallegra della Conferenza ministeriale con la SADCC e il Sudafrica che si svolgerà il 5 e 6 settembre 1994 a Berlino; si attende da questa conferenza che essa contribuisca alla stabilizzazione e allo sviluppo dell'Africa australe onde poter rispondere alle esigenze e aspirazioni dei popoli di tale regione; chiede a tal fine la rapida conclusione di un accordo di cooperazione economica e politica con il Sudafrica;

15.si compiace per l'adozione di un'azione comune per la preparazione della Conferenza del 1995 dei firmatari del trattato di non proliferazione degli armamenti nucleari, che dovrebbe concretarsi nella sua proroga illimitata e incondizionata;

16.plaude ai progressi compiuti nella riconciliazione tra i bosniaci e i croati di Bosnia e reputa che si potrà pervenire a una pace durevole soltanto concludendo un accordo analogo con i serbi, che rispetti il carattere multietnico e le frontiere internazionali della Bosnia Erzegovina; ricorda peraltro che nella sua dichiarazione del 10 luglio sul Vertice di Napoli la Presidenza del G7 ha esortato le parti in conflitto in Bosnia ad accettare entro il 19 luglio il piano che era stato loro presentato il 6 luglio a Ginevra, sottolineando che "si garantirà la messa in atto delle misure rese note alle parti in conflitto sia in caso di accettazione che di rifiuto";

17.ribadisce che non potrà esservi pace senza giustizia e a tal riguardo plaude, oltre la nomina del Procuratore generale, alla revoca dell'ultimo ostacolo che si frapponeva all'effettiva entrata in funzione del Tribunale internazionale ad hoc sui crimini commessi nella ex-Jugoslavia; insiste altresì sulla necessità che tale Tribunale non limiti la sua azione ai soli esecutori materiali dei crimini ma arrivi al nòcciolo delle responsabilità politiche;

18.ribadisce che se si vuole che la realizzazione del piano non incoraggi altre azioni di forza o di epurazione etnica occorrerà, in modo diverso dal passato, offrire un sostegno politico e materiale alle forze civiche democratiche e della riconciliazione interetnica, così come all'informazione libera; occorrerà altresì garantire ai profughi la possibilità di far ritorno alle proprie case, preservare l'integrità delle frontiere internazionali e assicurare un sostegno economico e politico generoso al processo di ricostruzione della vita civile;

19.reputa che l'Unione europea debba impegnarsi a fondo nel processo di ricostruzione della Bosnia Erzegovina, una volta raggiunte le condizioni, e a tal riguardo plaude alla firma, il 5 luglio 1994 a Ginevra, del memorandum sull'amministrazione della città di Mostar; chiede che sia preso in esame con urgenza il ricorso a strumenti o programmi già esistenti, quali il programma PHARE, al quale il nuovo governo di Sarajevo dovrebbe poter partecipare, al pari della Croazia;

V.Lotta contro il razzismo e la xenofobia

20.si compiace per l'iniziativa franco-tedesca e la decisione del Consiglio mirante ad attuare un programma di lavoro contro il razzismo e a sviluppare una strategia globale su scala dell'Unione per combattere gli atti di violenza razzista e xenofoba; chiede che esso venga attuato immediatamente ma deplora che sia basato sul titolo VI del Trattato sull'Unione europea, il che esclude il Parlamento europeo dal processo decisionale;

VI.Conferenza intergovernativa del 1996

21.registra con interesse la decisione di creare un Gruppo di riflessione al quale potranno partecipare due rappresentanti del Parlamento europeo; ovviamente questi ultimi parteciperanno su un piede di parità con i rappresentanti dei ministri degli affari esteri degli Stati membri;

22.deplora tuttavia che la richiesta formulata nella summenzionata risoluzione del 4 maggio 1994 relativa alla composizione e alla rappresentanza parlamentare non sia stata pienamente presa in considerazione dal Consiglio europeo;

23.deplora che la composizione del Gruppo di riflessione, vale a dire rappresentanti personali dei ministri degli affari esteri, non sia basata sulle esperienze anteriori e che l'inizio dei lavori di tale gruppo sia stato rinviato al secondo semestre del 1995, il che lo priva di qualsiasi possibilità di presentare in tempo opportuno i suggerimenti più utili per le modifiche dei trattati;

24.chiede che i parlamenti degli Stati membri siano associati al processo di revisione del Trattato sull'Unione europea, che deve tener conto delle aspirazioni dei cittadini al controllo e alla democrazia;

25.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi degli Stati membri e dei paesi candidati all'adesione.

 
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