B4-0986, 1051, 1052, 1055, 1057 e 1065/95
Risoluzione sul regime agromonetario
Il Parlamento europeo,
-vista la risposta della Commissione in data 22 giugno 1995 alle interrogazioni orali sulle decisioni del Consiglio in materia agromonetaria,
-visto il regolamento (CEE) n. 3813/92 del 28 dicembre 1992 e vista la decisione del Consiglio del 22 giugno 1995,
-vista la decisione adottata dal Consiglio europeo di Edimburgo per far fronte agli eventuali aumenti delle spese inerenti al finanziamento della politica agricola comune, comprese le conseguenze dell'evoluzione del rapporto di cambio ECU/dollaro,
A.considerando che i disordini monetari possono avere gravi ripercussioni sui mercati agricoli e sul reddito degli agricoltori e che il riordino del regolamento agromonetario sta risvegliando negli ambienti agricoli dell'Unione dei timori sul futuro della PAC,
B.considerando che le decisioni del Consiglio in materia agromonetaria consentono agli Stati membri di concedere aiuti nazionali allorché i redditi agricoli risultano svantaggiati dalle oscillazioni monetarie,
C.considerando che né gli agricoltori né la politica agricola comune sono in alcun modo responsabili delle perturbazioni monetarie,
1.prende atto delle modifiche apportate al regime agromonetario per proteggere il reddito degli agricoltori e invita la Commissione a effettuare una valutazione dettagliata di tutte le implicazioni della suddetta decisione del Consiglio nonché delle sue incidenze finanziarie sul bilancio dell'Unione;
2.considera che le decisioni del Consiglio del 22 giugno 1995 rischiano di minare le basi stesse della PAC e di condurre col tempo alla rinazionalizzazione dell'unica politica comunitaria e ricorda la necessità di salvaguardarne i principi comunitari fondamentali;
3.constata che queste decisioni non sono sufficienti a compensare interamente le perdite di reddito che gli agricoltori subiscono a causa delle oscillazioni monetarie;
4.invita la Commissione ad assicurarsi che questi aiuti nazionali non provochino distorsioni di concorrenza sui mercati e che gli Stati membri non li utilizzino per incrementare indebitamente la loro quota di mercato in un altro Stato membro;
5.invita la Commissione e il Consiglio a far sì che in futuro, fin quando sussisterà il problema delle turbolenze monetarie, il finanziamento dei relativi costi sia coperto da una rubrica di bilancio distinta dal finanziamento dalla politica agricola comune, in quanto si tratta di un onere esterno all'agricoltura e agli agricoltori;
6.ritiene che i problemi provocati dalle fluttuazioni monetarie non potranno essere risolti senza realizzare l'Unione monetaria e che la coerenza e l'equità del mercato interno potranno essere garantite soltanto con l'istituzione di una vera e propria politica economica comune;
7.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.