B4-1127/95
Risoluzione sull'ISTITUZIONE DI UN SERVIZIO CIVILE EUROPEO
Il Parlamento europeo,
-vista la dichiarazione della Commissione,
-viste le idee illustrate dal commissario signora Cresson alla commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi di informazione il 23 marzo 1995 e al Consiglio "gioventù" il 31 marzo 1995,
A.considerando l'esigenza di contribuire a dar vita a un'efficace politica comune per i giovani cittadini dell'Unione europea attraverso l'individuazione e l'attuazione di talune idee concrete,
B.considerando il fatto che numerosi Stati europei hanno già introdotto nel proprio ordinamento la possibilità di sostituire il servizio militare con un servizio civile,
C.considerando le nuove esigenze e le nuove sfide dell'Unione europea dopo la fine della divisione dell'Europa in due blocchi e lo sviluppo di una cooperazione sempre più stretta con i paesi dell'Europa centrale e orientale,
D.considerando la crescente necessità di azioni significative a favore dei paesi in via di sviluppo,
E.richiamandosi alla sua risoluzione del 19 gennaio 1994 sull'obiezione di coscienza negli Stati membri della Comunità , con particolare riferimento al paragrafo 7, in cui si chiede alla Commissione di presentare una proposta mirante alla creazione di un servizio civile europeo aperto sia agli obiettori di coscienza che ai volontari degli Stati membri,
F.richiamandosi alla sua risoluzione del 17 maggio 1995 sul funzionamento del Trattato sull'Unione europea nella prospettiva della Conferenza intergovernativa del 1996 ,
1.chiede alla Commissione di elaborare e di presentare al Parlamento e al Consiglio una comunicazione sull'istituzione di un servizio civile europeo, allo scopo di aprire un'ampia consultazione con le organizzazioni non governative interessate e di riflettere sui mezzi concreti per realizzarlo; chiede inoltre alla Commissione di far sì che detto servizio sia basato interamente sul volontariato e di elaborare un preciso statuto giuridico per i volontari;
2.reputa che la realizzazione di un servizio civile europeo non possa sostituirsi al servizio militare obbligatorio né ai servizi civili nazionali; ritiene per contro che la detta azione specifica dell'Unione europea a favore dei giovani di ambo i sessi possa essere resa compatibile con i servizi civili nazionali ed essere integrata nell'ambito di detti servizi;
3.è del parere che questa azione, che dovrebbe riguardare i giovani di ambo i sessi, potrebbe rafforzare e completare gli scambi tra giovani cittadini dell'Unione che si svolgono specialmente attraverso i programmi "Socrates" e "Gioventù per l'Europa" e che occorrerà prestare un'attenzione specifica a un accesso prioritario al servizio civile europeo dei giovani di ambienti sociali sfavoriti; al fine di conseguire tale obiettivo risultano necessarie misure mirate ai giovani più sfavoriti e riguardante in particolare l'informazione, l'accesso, la preparazione e l'accompagnamento;
4.suggerisce alla Commissione di cogliere l'opportunità di lanciare progetti pilota, per esempio nei settori del lavoro con i giovani e i gruppi marginali, delle attività nel campo dell'ambiente, della cultura, della promozione della tolleranza, della pace e della solidarietà internazionale;
5.è del parere che, sulla base degli elementi acquisiti attraverso la consultazione sulla comunicazione della Commissione e i risultati dei progetti pilota, le istituzioni dell'Unione potranno esaminare la possibilità di dar vita a uno strumento comunitario permanente, dotato di mezzi giuridici e finanziari adeguati;
6.chiede alla Commissione di elaborare un documento di formale riconoscimento di partecipazione al servizio civile europeo;
7.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni.