A4-0212/95
Risoluzione sul Libro verde "Per una politica energetica dell'Unione europea" (COM(94)0659 - C4-0026/95)
Il Parlamento europeo,
-visto il Libro verde della Commissione "Per una politica energetica dell'Unione europea (COM(94)0659 - C4-0026/95),
-vista la sua risoluzione del 12 marzo 1992 sulla politica energetica comune ,
-visto il Libro bianco della Commissione su crescita, competitività e occupazione (COM(93) 0700),
-vista la comunicazione della Commissione "Crescita economica e ambiente: implicazioni per la politica economica" (COM(94)0465),
-visti l'articolo B del trattato sull'Unione europea, concernente la coesione economica e sociale, e l'articolo 2 del trattato CE, concernente uno sviluppo sostenibile,
-visti la relazione della commissione per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'energia e i pareri della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale, della commissione per gli affari sociali e l'occupazione, della commissione per la politica regionale, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori e della commissione per le relazioni economiche esterne (A4-0212/95),
A.considerando che il mercato dell'energia nell'Unione è caratterizzato dall'esistenza di soggetti nazionali (produttori, aziende di distribuzione, fornitori di energia prodotta a livello decentralizzato, piccoli e grandi consumatori) e di pubbliche autorità nazionali e considerando che, in vista del funzionamento del mercato interno, della sicurezza dell'approvvigionamento a lungo termine e di fattori ambientali e di sicurezza è necessario che le istituzioni dell'Unione assumano in tale settore un ruolo più importante,
B.rammaricandosi nuovamente per il fatto che i negoziatori del trattato sull'Unione europea abbiano respinto nella sua globalità la proposta della Commissione in materia di energia, che avrebbe consentito di fissare i principi di un'autentica politica energetica delineando gli obiettivi nonché le misure necessarie per raggiungerli e definendo il rango delle norme giuridiche destinate a tal fine,
C.considerando che l'Unione può soltanto creare le condizioni per una politica a lungo termine in relazione alla sicurezza dell'approvvigionamento, il che esclude un ruolo direttivo e pianificatore della Commissione,
D.considerando che tra il settore dell'elettricità e quello del gas esistono differenze sostanziali che impongono trattamenti diversi,
E.considerando che il mantenimento della sicurezza dell'approvigionamento a livello dell'Unione costituisce una condizione per la creazione di un maggiore spazio per la concorrenza e la liberalizzazione, quale base per un'ottimizzazione della formazione dei prezzi e della prestazione dei servizi,
F.considerando che nel precitato Libro bianco su crescita, competitività e occupazione si presta giustamente attenzione al potenziamento della capacità concorrenziale delle imprese nell'Unione, considerando altresì che una sana economia comporta elevati livelli occupazionali e che prezzi competitivi dell'energia sono pregiudiziali a tal fine,
G.considerando che è quindi necessario deregolamentare il mercato dell'energia e accrescere la concorrenza tra produttori e imprese di distribuzione senza tuttavia compromettere la sicurezza degli approvvigionamenti, l'ambiente e la protezione dell'utente,
H.considerando che la sicurezza degli approvvigionamenti, oltreché una questione di disponibilità delle fonti energetiche, è soprattutto il risultato di una politica in materia di organizzazione del mercato energetico, di promozione delle relazioni commerciali dell'Unione con i paesi terzi, di una politica di ricerca da perseguire oltre che di una politica in materia di risorse energetiche in seno all'Unione,
I.considerando che la diversificazione e la flessibilità (anche su piccola scala) degli approvvigionamenti, la ricerca e la tecnologia sono altresì strumenti fondamentali ai fini della sicurezza degli approvvigionamenti,
J.considerando la necessità di richiamare l'attenzione sull'importanza dell'efficace attuazione delle necessarie norme in materia sanitaria e di sicurezza nelle industrie per la produzione di energia,
1.afferma l'opportunità che, sulla base dell'articolo 130 del trattato CE, il Consiglio e la Commissione indichino chiaramente qual è la politica a lungo termine dell'Unione nel settore dell'energia, quale rapporto intercorre con la politica in oggetto per gli Stati membri e in quali campi è necessaria una convergenza;
2.auspica che la Commissione, sulla base degli articoli 130 F, 130 R e 130 S del trattato CE e in conformità delle conclusioni del Consiglio sull'energia del 1· giugno 1995, definisca una metodologia atta a equilibrare nel breve e nel lungo termine, nel quadro generale delle regole economiche e delle libertà previste dal trattato, i tre obiettivi della politica energetica, ossia sicurezza dell'approvvigionamento, prezzi competitivi e protezione dell'ambiente per i vari settori sociali (industria, piccoli e grandi consumatori, ecc.) e di concerto con essi;
3.richiama l'attenzione sul fatto che la difficoltà di coniugare sicurezza dell'approvvigionamento, prezzi ragionevoli e protezione dell'ambiente non dovrebbe essere ulteriormente inasprita da eventuali politiche energetiche contraddittorie a livello di Stati membri;
4.ritiene che, dato che la produzione e il commercio di energia avvengono in prevalenza a livello internazionale, l'Unione potrà difendere più efficacemente i propri interessi in materia energetica se i Quindici daranno l'impressione di parlare con una voce sola; a questo proposito, ricorda che si prevede che la dipendenza dell'Unione nel settore dell'energia passerà entro il 2020 dall'attuale 50% al 70%;
5.invita la Commissione a inserire nel suo prossimo Libro bianco una chiara indicazione delle priorità concernenti l'inquinamento ambientale in relazione all'energia;
6.invita la Commissione e gli Stati membri a inserire l'obiettivo della coesione economica e sociale nella politica energetica e, al tempo stesso, a utilizzare la politica energetica per contribuire al rafforzamento di tale coesione;
7.sottolinea che gli elementi dei trattati CECA e CEEA inerenti alla politica energetica nonché altre considerazioni concernenti l'energia dovrebbero essere integrati in un quadro energetico comune, che contribuisca a garantire una cooperazione globale con riferimento alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla protezione dell'ambiente, e invita la Commissione a inserire nel suo prossimo Libro bianco un progetto di proposta di capitolo sull'energia, da presentare alla Conferenza intergovernativa del 1996 ai fini del suo inserimento nel trattato;
8.chiede altresì che la Commissione e il Consiglio formulino, tenendo adeguatamente conto del principio di sussidiarietà, una politica energetica coerente che serva da cornice per le iniziative individuali dei vari soggetti e autorità nazionali e che questi ultimi abbiano presso la Commissione un interlocutore in materia di politica energetica;
9.ribadisce la necessità di fondare la futura PEC sui seguenti criteri:
-efficacia, il che significa incoraggiare la concorrenza,
-rispetto delle regole di mercato per adeguare la produzione alle varie esigenze,
-sicurezza massima nell'approvvigionamento,
-ricerca permanente di nuove energie e uso delle fonti tradizionali,
-padronanza della tecnica per evitare rischi,
-sviluppo sostenibile, rispettoso dell'ambiente;
10.dichiara che, tenendo conto dell'esigenza di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento, il servizio pubblico e la protezione dell'ambiente, resta necessaria una regolamentazione del mercato dell'energia sia da parte delle autorità nazionali che dell'Unione, riducendo al minimo la portata della regolamentazione, onde assicurare una certa flessibilità e garantire il funzionamento del mercato entro tali limiti; inoltre, la protezione dell'ambiente merita una particolare attenzione in quanto in questo caso le forze di mercato non esercitano un'influenza adeguata; i costi ambientali devono riflettersi nei prezzi dell'energia;
11.chiede alla Commissione di negoziare con le banche, soprattutto con la BEI, le modalità per la concessione di crediti al fine di prefinanziare misure di risparmio energetico e di riferire a tempo debito a questo Parlamento in merito alle condizioni e alle misure che vanno attuate;
12.afferma la necessità di precisare cosa si intenda nel settore energetico per prestazione pubblica di servizi ("universal service"), quali servizi e quale livello qualitativo siano offerti all'utente e afferma inoltre che l'"universal service" può parimenti essere offerto da imprese private;
13.reputa indispensabile sviluppare un autentico mercato interno dell'energia definendone le regole con la massima tempestività; la progressiva attuazione del mercato interno deve basarsi sui principi fondamentali adottati da questo Parlamento:
-rispetto per la compatibilità ambientale;
-competitività fra le aziende che producono energia nel rispetto della sicurezza degli approvvigionamenti;
-rispetto delle missioni di interesse economico generale e di servizio pubblico, specie a livello di distribuzione, tenendo conto della concorrenza e delle condizioni in cui determinate attività accessorie delle aziende di distribuzione, non collegate al settore energetico, possono essere espletate ai sensi del titolo V del trattato CE;
-accrescimento delle possibilità di cooperazione fra i vari soggetti in tale settore, fatta salva la trasparenza dei prezzi, e necessità che la Commissione definisca a tal fine orientamenti e meccanismi;
-trasparenza della contabilità, in particolare nelle imprese integrate verticalmente, e contemporanea salvaguardia, a tale proposito, dei principi di reciprocità, trasparenza e non discriminazione fra i diversi fornitori;
-creazione di possibilità atte ad attribuire una posizione sul mercato dell'energia a nuovi soggetti (quali i fornitori di energia a livello locale), promuovendo al tempo stesso gli approvvigionamenti di energia elettrica prodotta utilizzando fonti energetiche rinnovabili;
-promozione dell'armonizzazione fiscale per quanto riguarda i prezzi dell'energia, anche tra le diverse materie prime, riservando un trattamento particolare alle fonti energetiche rinnovabili nell'Unione, nonché promozione della trasparenza per l'utente in merito alla quota del prezzo dell'energia imputabile alla tassazione e a quella rappresentata dai costi ambientali;
-sostegno altresì al principio dell'accesso di terzi alle infrastrutture;
-organizzazione dell'accesso alla rete sulla base della reciprocità, della salvaguardia delle funzioni del servizio pubblico e della conclusione di contratti a lungo termine;
-necessità di continuare a tutelare gli interessi del consumatore vincolato (captive consumer);
14.ritiene che la definizione dell'obiettivo della competitività globale debba essere chiarita tenendo conto del fatto che l'introduzione di un maggior grado di flessibilità nei sistemi di produzione, trasporto e distribuzione, la promozione della decentralizzazione della produzione, evitando in tal modo trasmissioni dispendiose di energia elettrica su lunga distanza e la razionalizzazione della produzione, nonché di metodi e capacità produttive, rappresentano modi per contribuire sia alla competitività e all'efficienza dei mercati energetici sia alla protezione dell'ambiente;
15.propone di dare maggiore importanza ai nuovi compiti e al ruolo dei fornitori e dei servizi pubblici nel settore energetico per quel che concerne la gestione della domanda, ossia la gamma e la qualità dei servizi; un aumento della concorrenza deve condurre a una maggiore efficienza energetica, realizzando risparmi energetici a tutti i livelli della catena, e in particolare essere utilizzato per promuovere servizi basati sull'efficienza energetica quale mezzo per ridurre i costi per il consumatore finale, anziché concentrarsi sul prezzo dell'energia in quanto tale;
16.chiede che, nel procedere alla graduale liberalizzazione del settore, la Commissione si limiti nel ricorso agli atti normativi, a eccezione delle norme volte a controllare le emissioni di CO2, per prendere invece in considerazione altri strumenti, in particolare una tassa sull'energia/CO2 da applicare uniformemente ai combustibili fossili e all'energia nucleare, e mettere a punto una strategia distinta per il settore del gas e quello dell'elettricità;
17.ritiene che, ai fini della sicurezza a lungo termine degli approvvigionamenti nell'Unione, sia compito della Commissione creare le condizioni accessorie per il potenziamento della politica di diversificazione mediante
-lo sviluppo e la maggior utilizzazione di fonti energetiche rinnovabili in modo da ridurre le emissioni di CO2 nonché il coordinamento e la promozione delle attività di ricerca e dei progetti di dimostrazione in tale settore;
-la creazione di un contesto inteso a consentire una più stretta cooperazione in materia di politica energetica con la Russia e i paesi dell'Europa centrale e orientale, mediante la conclusione della seconda Carta dell'energia, nonché con i paesi del bacino mediterraneo, dell'Africa, dell'Asia centrale e della regione del Mar Nero;
-la formulazione di obiettivi e di un programma comune in materia di efficienza e risparmio energetico nonché di fonti energetiche rinnovabili, conformemente agli obiettivi concernenti le emissioni dei gas responsabili dell'effetto serra concordati a Rio de Janeiro (1992) e Berlino (1995);
-un riconoscimento decisamente maggiore, a livello politico, degli effetti in termini economici e di costi e dei vantaggi a livello di efficienza e di ambiente della CHP (cogenerazione di energia elettrica e termica), tecnologia che presuppone condizioni di mercato più competitive basate sul risparmio energetico che essa comporta; si invitano pertanto gli Stati membri a rimuovere gli ostacoli amministrativi concernenti la CHP;
-la messa a punto di una gamma il più possibile ampia di fonti energetiche cui ricorrere, essendo inteso che va presa in considerazione anche la produzione di energia a partire dai rifiuti;
-la promozione, da parte dell'Unione, di un clima favorevole a investimenti nel settore dell'energia atti a stimolare l'occupazione, la competitività industriale, la ricerca e lo sviluppo, nonché a migliorare l'efficienza energetica e la protezione dell'ambiente;
e prende atto del fatto che sebbene la scelta delle fonti energetiche sia tuttora attuata autonomamente dagli Stati membri dell'Unione in sintonia con l'opinione pubblica nazionale, la rinuncia all'energia nucleare non facilita il raggiungimento dell'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2, fermo restando, tuttavia, che la decisione in merito alla localizzazione delle centrali nucleari dovrebbe restare una questione di politica nazionale, a condizione che siano rigorosamente rispettate le norme di sicurezza internazionali e che lo Stato in questione abbia sottoscritto il trattato di non proliferazione;
18.invita la Commissione a promuovere la ricerca onde accrescere la sicurezza dell'energia nucleare mediante
-lo sviluppo di "nuovi reattori nucleari avanzati" estremamente sicuri;
-il ritrattamento delle scorie in condizioni di sicurezza e l'attuazione delle teorie concernenti future tecniche sicure per il ritrattamento;
-la riutilizzazione del combustibile (combustibile MOX);
-la messa a punto e lo sviluppo di tecnologie in materia di medicina nucleare e di future applicazioni e possibilità al momento non ancora individuabili;
-la creazione di possibilità di assistenza ai paesi dell'Europa centrale e orientale attraverso un piano di sviluppo energetico inteso a ottimizzare le fonti di produzione di energia elettrica;
-la prosecuzione della ricerca sulla fusione termonucleare;
-la promozione della ricerca in merito agli effetti sulla salute umana dell'esposizione a radiazioni;
-il potenziamento di una ricerca avanzata in merito alla vetrificazione di residui altamente radioattivi;
19.sottolinea che la ricerca deve comprendere altresì i costi reali connessi al magazzinaggio e al trattamento delle scorie nucleari per evitare che i costi siano scaricati sulle generazioni future;
20.ribadisce ancora una volta che l'obiettivo da conseguire è l'assegnazione alle energie rinnovabili della stessa quantità di fondi attribuita alla fusione termonucleare;
21.chiede alla Commissione di
-elaborare standard comuni europei di sicurezza per le centrali nucleari nell'Unione europea;
-definire gli orientamenti in ordine ai requisiti di sicurezza delle centrali cui l'Unione europea intende concedere crediti;
-mettere a punto una strategia per la gestione dei residui nucleari, con particolare riferimento ai residui di combustibili contenenti plutonio e di altri combustibili altamente radioattivi;
22.chiede alla Commissione e agli Stati membri di adottare un programma vincolante e con chiare scadenze per quanto riguarda la riduzione di CO2, che dovrà tra l'altro articolarsi come segue:
-un ambizioso programma che consenta di introdurre e sviluppare energie rinnovabili, incentrato sull'utilizzo della biomassa, dell'energia eolica e di quella solare nell'area del Mediterraneo,
-un programma di sviluppo, d'intesa con l'industria, volto a ridurre il consumo specifico di energia di automobili, treni e aerei,
-la riforma fiscale ecologica;
23.ritiene che, prima della costruzione di una nuova centrale, si debba valutare l'opportunità di dare la priorità a misure di risparmio energetico secondo il metodo del cosiddetto Least-Cost-Planning;
24.auspica che la Commissione, in cooperazione con la BERS e la Banca mondiale, formuli un programma ambizioso di concerto con i paesi dell'Europa centrale e orientale per quanto riguarda la progressiva riduzione della dipendenza nucleare di tali paesi, l'applicazione delle norme di sicurezza occidentali ai loro controlli nucleari, l'eliminazione dell'inquinamento e dei rifiuti nucleari, in modo ecologicamente responsabile, la riduzione dell'inquinamento ambientale provocato dai produttori di energia (NOX - CO2, SO2), il miglioramento della diversificazione, dando la priorità al potenziale di risparmio energetico e all'utilizzo di energie rinnovabili, e che la Commissione garantisca che anche le imprese dell'Unione possano partecipare pienamente a tale programma;
25.chiede alla Commissione e agli Stati membri di favorire il disarmo nucleare nella cornice di SALT I e SALT II mettendo a disposizione il sapere e le capacità delle strutture di ricerca e dell'industria europee nell'eliminazione del plutonio usato come arma e dell'uranio arricchito;
26.chiede alla Commissione che, nell'elaborare il suo Libro bianco sulla politica energetica dell'Unione, dedichi una maggiore attenzione alla protezione dell'ambiente, fissando gli orientamenti per gli Stati membri in modo da incorporare i costi di protezione ambientale nei prezzi di produzione dell'energia;
27.invita la Commissione a partecipare attivamente alla commissione di Oslo e di Parigi (OSPAR) per quanto riguarda il processo decisionale relativo allo smantellamento e alla distruzione degli impianti offshore in mare; la scelta di una soluzione sarà effettuata in base ai seguenti criteri: tutela dell'ambiente, salvaguardia della sicurezza e implicazioni di tutte le possibili opzioni sotto il profilo dell'efficienza energetica;
28.ritiene molto importante che la Commissione, oltreché elencare le varie metodologie circa i risparmi e la produzione energetici, ne indichi le incidenze positive in materia di occupazione;
29.ritiene che il compito dell'Unione in materia di politica energetica contempli quanto segue:
-la formulazione di una politica energetica comune dotata di coerenza interna e che tenga conto della posizione delle competenti autorità di ciascuno Stato membro e degli altri soggetti, pubblici e privati, conformemente al principio di sussidiarietà;
-il rafforzamento della politica di diversificazione energetica nell'Unione in vista della sicurezza degli approvvigionamenti a lungo termine e della competitività dell'industria;
-la promozione di una graduale liberalizzazione e il rafforzamento del mercato dell'energia nonché la previsione di forme di arbitrato in caso di conflitti sui prezzi delle importazioni o esportazioni transfrontaliere;
-la formulazione di una politica ambientale dell'Unione, con indicazione degli obiettivi in materia di efficienza e risparmio energetico e degli strumenti appropriati, nonché di norme minime, ecc;
-il raggruppamento e la promozione di programmi di ricerca nazionali e dell'Unione e di programmi dimostrativi nel settore nonché il pieno sviluppo di tecnologie per un utilizzo più efficace delle fonti energetiche esistenti, incluse nuove tecniche di impiego del carbone (gassificazione del carbone), garantendo che l'Unione conservi nel settore energetico la sua posizione di preminenza (nuove fonti energetiche, combustibili biologici, compresi il legname, la torba, la biomassa e i rifiuti biologici di origine agricola, risparmio energetico, sicurezza, tecnologia, ecc.);
-l'intensificazione degli sforzi comunitari e nazionali per sviluppare le fonti autoctone di energia rinnovabile (solare fotovoltaica, solare termica, idraulica, eolica, della biomassa, geotermica, della maree, ecc.) affinché entro il 2010 esse possano soddisfare il 15% della domanda di energia primaria convenzionale nell'Unione;
-l'utilizzo di impianti con celle a combustibile per la generazione di energia elettrica e termica nel quadro di un sistema decentralizzato;
-la creazione di un contesto favorevole per le reti transeuropee nel settore dell'energia;
-la formulazione e l'applicazione di un ambizioso programma energetico con i paesi dell'Europa centrale e orientale e i paesi del Mediterraneo, dell'Africa, dell'Asia centrale e della regione del Mar Nero;
-la creazione di un clima favorevole agli investimenti nel settore energetico che favorisca l'occupazione, rafforzi l'economia e contribuisca alla tutela dell'ambiente; ritiene che la Commissione debba dedicare un allegato del Libro verde agli aspetti positivi in termini di posti di lavoro dei progetti volti al risparmio di energia e a programmi per la generazione di energia su piccola scala;
30.auspica che la Commissione tenga conto delle richieste di cui sopra nel Libro bianco sulla politica energetica di cui ha annunciato la pubblicazione e si attende soprattutto le seguenti misure concrete:
-indicazione di un nesso più chiaro fra i tre obiettivi;
-analisi del mercato energetico, del ruolo che la Commissione si assegna in esso e di quello degli altri soggetti;
-definizione del ruolo che la Commissione intende svolgere in materia di risparmio ed efficienza energetica attraverso progetti concreti da avviare quanto prima possibile;
-un regolamento a livello europeo che stabilisca per il futuro un basso consumo di energia per tutti i nuovi edifici pubblici;
-un programma SAVE II notevolmente ampliato rispetto a SAVE I;
-una rielaborazione del programma THERMIE, nel cui contesto privilegiare maggiormente i prestiti per il prefinanziamento di investimenti nel settore energetico, accanto ai contributi a fondo perduto;
-la promozione, nel quadro delle nuove previsioni di politica energetica della Commissione, del ruolo della cogenerazione e dei cicli combinati - soprattutto nel caso di impiego di combustibili gassosi - al fine di migliorare l'efficienza energetica e compiere ulteriori passi avanti sul piano del risparmio energetico;
-l'indicazione dei valori limite auspicabili e raggiungibili per CO2, NOx e SO2;
-la valutazione della possibilità di introdurre meccanismi di mercato come, per esempio, i permessi negoziabili di emissione;
-una proposta di maggior cooperazione con i paesi terzi per quanto concerne la politica energetica e il suo finanziamento;
-lo stanziamento di maggiori risorse finanziarie per la ricerca e lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili;
-uno studio comparato sui costi esterni dei vari combustibili;
31.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.