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- 29 marzo 1995
CASO LEPEKHIN

Cari amici,

per quella che spero sia l'ultima volta, devo di nuovo adoperare del tempo su questo argomento. Dico, però, "adoperare" e non "perdere": perché ritengo sia una questione non trascurabile per tutto il partito.

Credo che Nikolay sappia - come Luca e come me - che invitare al Congresso un "fascista" non sarebbe, in sé, una cosa tanto sbagliata. Non è però certamente questo il criterio con cui effettuare gli inviti: se così fosse, ci sarebbe una bella gara fra chi è più "fascista", in particolare in Russia. Come Pinocchio, che imprigionato innocente non veniva liberato in forza di un'amnistia "per i malandrini" fino a che non gridava "Son malandrino anch'io!", basterebbe autoaccusarsi delle peggiori ignominie per ricevere in cambio un biglietto dell'Alitalia.

Sapete quanti parlamentari di diversi Paesi, nostri iscritti da mesi o da anni, sempre pronti a rispondere attivamente alle richieste di mobilitazione, non possiamo invitare? Da questo punto di vista, sarei disposto ad accettare l'idea di far venire a nostre spese Lepekhin soltanto quando fosse già stato invitato fino al'ultimo dei nostri parlamentari iscritti.

Sulla comunicazione della sua iscrizione: non è stata inoltrata il 22 perché il suo denaro ed il suo modulo non sono giunti alla sede di Mosca del partito né il 22, né il 23, né il 24, né il 25, né il 26, né il 27, né il 28, né il 29. Maria Ivanjan - che nell'ufficio di Mosca negli ultimi due anni è passata poche unità di volte ed ancor meno, nello stesso periodo, mi ha inviato messaggi in Agorà (sul costo del cui uso da parte sua Luca non ci ha relazionato) - si è incontrata un paio di giorni fa con la nostra cassiera Anja Morozova ma da parte di Lepekhin non le ha dato alcuna quota di iscrizione, bensì delle foto-tessera.

Del resto, come ci siamo chiariti più volte, il solo fatto di essere un parlamentare iscritto al partito non dà diritto automaticamente ad essere invitato al Congresso a nostre spese.

Perché mai, poi, quanto riteniamo Mamuka, Nikolay, Olga ed io stesso non dovrebbe essere tenuto in considerazione, e quanto proposto da altri - non particolarmente attivi per il partito - sì? Se nel merito non sono d'accordo nella maniera più assoluta sul pagare il viaggio del Lepekhin, già nel metodo il discorso dovrebbe essere chiaro. Mamuka od io non interveniamo sulle liste di invitati dalla Bulgaria o dall'Ungheria non perché consideriamo quelle terre come tabù, ma perché non ne conosciamo bene la situazione; ma su quella russa dobbiamo chiedere che le nostre responsabilità ci siano riconosciute.

Personalmente, accetterò che sia Maria Ivanjan a stabilire chi si debba invitare dopo che il Congresso o il prossimo segretario le avrà affidato un incarico in questo senso, lei avrà trascorso per mesi giorni e notti a cercare di costruire il partito in Russia e magari Mamuka ed io stesso ci saremo ritirati a vita separata dal partito almeno quanto lei ha fatto in questi ultimi anni. Oggi, però, così certo non è; il che non vuol dire naturalmente che lei od altri non possano fare proposte, che sono tutt'altra cosa.

Dunque, per ora chiudiamo qui il caso - NON invitando a nostre spese il Lepekhin. Per il futuro, qualsiasi sia l'esito delle elezioni regionali in Italia, non posso che confermare tutta la mia disponibilità a lavorare per il partito che speriamo di far vivere, in Russia come dovunque.

 
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