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Partito radicale - 16 dicembre 1957
ORDINE DEL GIORNO APPROVATO DAL CONSIGLIO NAZIONALE DEL 14/15 DICEMBRE 1957

SOMMARIO: Il testo della lettera di accompagnamento e dell'ordine del giorno del Consiglio nazionale del Partito radicale sulla prossima competizione elettorale.

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Cari Amici,

ieri sono terminati i lavori del Consiglio Nazionale del Partito, che avevano avuto inizio sabato 14 con una relazione politica e organizzativa del Segretario della Giunta Esecutiva, Dr. Arrigo Olivetti.

Dopo una lunga e approfondita discussione, nella quale sono intervenuti Piccardi, Radetti, Luppi, Pannella, Bodrero, Contarello, Rossi, Ciantelli, Bertoni, Calogero, La Rocca, Teresi, Paltrinieri, Libonati, Rollier, Luzzatto, Bracaloni, Garofalo, Ferrara, de Monte, Rea e Scalfari, veniva approvato l'o.d.g. che vi alleghiamo.

Il Consiglio Nazionale, al termine della sua riunione, approvava anche un ordine del giorno a carattere interno con cui dà mandato alla Giunta Esecutiva di portare a termine, secondo le indicazioni contenute nella relazione Olivetti, le trattative col Partito Repubblicano.

Secondo una raccomandazione rivoltagli dal Consiglio Nazionale, in data odierna l'on. Villabruna ha presentato al Ministro della Pubblica Istruzione una interrogazione "per conoscere se, in occasione del decimo anniversario della Costituzione italiana, non ritenga doveroso indire nelle scuole statali di ogni ordine e grado una "giornata della Costituzione", in cui vengano illustrati agli studenti gli atti principali di libertà e di rinnovamento sociale sanciti dalla Costituzione italiana".

Vi comunichiamo che a parte vi sarà spedito il testo della relazione politica svolta dal Dr. Olivetti e il testo della relazione programmatica svolta dall'Avv. Piccardi.

Vogliate gradire i nostri migliori saluti.

ORDINE DEL GIORNO

APPROVATO DAL CONSIGLIO NAZIONALE DEL 14/15 DICEMBRE 1957

Il Consiglio Nazionale del Partito Radicale, riunito in Roma il 14 e 15 dicembre 1957, nell'imminenza della prossima competizione elettorale, indica all'attenzione dell'opinione pubblica i seguenti temi fondamentali, la cui soluzione è indispensabile al progresso civile ed economico del paese:

1) affermazione dei valori della Resistenza contro i tentativi di chi vuole offuscare la memoria e il significato, sottraendo alla reverenza degli italiani una delle più alte pagine della loro storia nazionale;

2) lotta risoluta per una netta separazione tra potere civile e potere ecclesiastico, contro la crescente penetrazione clericale nella vita pubblica italiana;

3) difesa dei principii dello Stato di diritto, dell'indipendenza della Magistratura, della giustizia amministrativa, di tutte le libertà dei cittadini contro gli arbitrii del potere esecutivo e il malgoverno della cosa pubblica;

4) ricostruzione dell'apparato amministrativo dello Stato al fine di renderlo idoneo all'esercizio dei compiti che gli spettano in una democrazia moderna;

5) primato della scuola statale sulla scuola privata e confessionale che tende ad espandersi addirittura col concorso finanziario dello Stato in contrasto con le norme costituzionali; svecchiamento e potenziamento strutturale della scuola di Stato per renderla più adeguata alle esigenze della nazione, e provvedimenti che assicurino ai cittadini di ogni condizione l'accesso all'istruzione di ogni grado;

6) lotta contro i monopoli e i privilegi economici e contro le strutture corporative che mortificano la libera iniziativa dei cittadini;

7) lotta contro la disoccupazione e politica economica tendente a superare gli intollerabili dislivelli tra le varie zone del Paese;

8) nazionalizzazione dell'industria elettrica e dell'energia nucleare, sull'esempio di quanto già da tempo attuato nei maggiori paesi dell'Occidente e controllo parlamentare sulle partecipazioni economiche dello Stato;

9) politica fiscale ispirata ai criteri di progressività sanciti dalla Costituzione e difesa del principio della nominatività azionaria che ne costituisce uno dei presupposti.

Su queste linee programmatiche e su questa piattaforma di lotta, risoluti ad opporsi ad ogni involuzione reazionaria e all'avvento di un regime clericale attraverso il prepotere della Democrazia Cristiana, i radicali fanno appello a tutti coloro che amano la democrazia e la libertà perché diano il loro fervido concorso alla costruzione di uno Stato moderno, prospero e civile, elemento attivo e pacifico della comunità europea ed atlantica.

Il Consiglio Nazionale ravvisa pertanto in un accordo elettorale tra radicali e repubblicani il primo importante segno di ripresa delle forze laiche, che è necessità assoluta per la salvezza dell'autonomia morale, politica e giuridica dello Stato italiano, e un passo decisivo verso la formazione di uno schieramento di sinistra democratica, alternativa alla Democrazia Cristiana.

 
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