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Sinistra Radicale - 31 maggio 1962
VOTATE RADICALE

SOMMARIO: Si afferma l'intenzione della Sinistra radicale (vedi la scheda su "Sinistra Radicale", a.b., nel testo n. 3669) di far partecipare il Partito radicale, con il suo simbolo, alle elezioni amministrative del 10 giugno 1962, caratterizzate dalla spinta ormai inarrestabile alla costituzione di una amministrazione capitolina di centro-sinistra. Purtroppo, il peso della presenza radicale, all'opposizione rispetto a tale scelta, verrà sminuito dalla volontà di assenza di molti radicali. Sono riportati i nominativi delle personalità che hanno dato l'adesione alla lista radicale.

(SINISTRA RADICALE N. 7, maggio 1962)

"Dicono che a Roma il centro-sinistra sia già fatto, contrattato nelle stanze del Ministro Sullo.

Forse è per questo che rimangono fuori dalla odierna campagna elettorale i temi che hanno caratterizzato le precedenti: le gravi responsabilità della D.C, il potere pesante del Vaticano, i legami organici del potere politico e di quello religioso con i padroni della Città (gli speculatori delle aree, le grandi società immobiliari, le cento famiglie che controllano la Capitale).

Tutto cassato da un compromesso, avvenuto alle spalle del Consiglio Comunale e sulla testa dell'opinione pubblica romana?

Non discutiamo la soluzione giuridica (se il commissario prefettizio sia o no legittimato a deliberare mettendo praticamente il Consiglio Comunale di fronte al fatto compiuto; se si possa giuridicamente parlare o no di un "piano dei vincoli"; se questo piano possa o no essere invalidato di fronte al Consiglio di Stato). Guardiamo oltre. Sappiamo che tutte le posizioni di potere economico che gravano sulla città e che, per oltre quindici anni, ne hanno impedito lo sviluppo, fanno tutte capo, direttamente o indirettamente, alla Democrazia Cristiana. Non si intaccano queste posizioni di potere con un compromesso di tavolino. Per questo riteniamo un errore aver avallato la soluzione Sullo.

I socialisti (la destra autonomista di Palleschi e di Grisolia) hanno fatto di tutto per limitare lo spazio politico dei radicali, fino a cercare nelle nostre file - senza trovarne - candidati indipendenti. In questo momento Ugo La Malfa scende in campo alla testa della lista repubblicana a difendere un compromesso equivoco e molti radicali, con i quali abbiamo combattuto nel passato queste battaglie, disertano la lotta.

Noi saremo presenti, nella competizione elettorale del 10 giugno, col nostro simbolo e la nostra autonomia, coscienti delle difficoltà e della nostra debolezza, ma decisi a portare avanti la politica che per dieci anni ha caratterizzato il Partito Radicale a Roma.

Il peso politico della lista è sostenuto dalla "Sinistra Radicale" e per essa da Marco Pannella, Giuliano Rendi, Gianfranco Spadaccia, Massimo Teodori, Angiolo Bandinelli. Siamo confortati dalla presenza di alcuni soci fondatori del Partito, quali l'avvocato Roberto Ascarelli, membro della direzione nazionale e la signora Sandeschi Scelba, una delle personalità più impegnate del movimento femminile italiano; di alcune personalità indipendenti quali l'attore Enrico Maria Salerno, i registi Lucignani e Quilici, il dott. De Marchi, Segretario dell'AIED, l'arch. Vieri Quilici, del direttivo romano di "Italia Nostra"; di alcuni federalisti, di alcuni pacifisti, di molti universitari impegnati nell'Unione Goliardica Italiana.

Lottiamo per fiaccare la volontà integralistica della D.C., manifestatasi nel corso delle votazioni presidenziali; per impedire che le forze laiche e di sinistra si arrendano alla volontà di poteri del mondo cattolico; per rompere l'equilibrismo tattico che tiene uniti i diversi interessi e perfino gli opposti schieramenti.

Contro i compromessi equivoci, per una politica di sinistra a Roma.

Per una Italia e una Europa moderna e democratica".

 
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