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Agenzia Radicale - 14 novembre 1963
LA NOTA: LA SCISSIONE DEL PSI

SOMMARIO: Il giudizio negativo dei dei radicali sulla annunciata scissione della sinistra socialista, contraria al centro sinistra, dal Psi (da cui si formerà nel 1964 il PSIUP). "Imperdonabile" sarebbe l'errore di chi volesse edificare le proprie fortune sulla rovina del Psi.

(AGENZIA RADICALE, 14 novembre 1963)

Tutta la sinistra italiana, e con essa tutti i democratici, devono augurarsi che nelle prossime settimane l'unità e la forza del PSI risultino accresciute e che la grave jattura della scissione venga esorcizzata.

Grave e imperdonabile l'errore di chi sperasse di edificare le proprie fortune, o anche solo di migliorare le proprie posizioni, sulla rovina del Partito Socialista Italiano.

Non v'è obiettivamente, nella realtà del nostro Paese, "concorrenza" possibile e reale tra le forze della sinistra. Le vittorie, il rafforzamento di ciascun partito legato alla classe operaia e al mondo del lavoro, sono vittorie e crescita di ogni altro, e dell'intera sinistra. Ed è vero, purtroppo, anche l'inverso.

Questa verità è per noi radicali incontestabile e chiara. Nessuno può, senza essere setta, fazione, o appendice di altre forze, edificare il proprio successo erodendo o sperando di erodere i margini di questa o di quella forza politica. E' sulla giustezza delle nostre analisi, sulla intransigente affermazione del nostro laicismo e del nostro pacifismo, sul lavoro rigoroso e silenzioso di preparazione che con tanti altri gruppi stiamo conducendo, per una "Seconda costituente radicale", che contiamo; su questo e sul fatto che i grandi partiti della classe operaia non tornino a compiere errori imperdonabili, perché da questi noi stessi saremmo travolti, con loro.

Noi ricordiamo l'accorato discorso dell'on. Nenni al Congresso socialista: la sua volontà di non perdere ancora una volta altri appuntamenti, di non mancare altre occasioni storiche. E' per questo che ci rivolgiamo particolarmente a lui, nel formulare l'augurio che il Partito Socialista non perda questa volta, davvero, l'appuntamento che ha con il paese, con il movimento dei lavoratori, con le grandi masse democratiche.

Mai forse come oggi, se i socialisti avranno giusta coscienza della loro situazione, il movimento operaio è pronto ad accogliere la grande funzione di direzione che il PSI può avere per la conquista di una nuova, migliore società. Mai come oggi, pochi gesti chiari e coraggiosi sarebbero sufficienti per avvicinarsi alla grande alternativa di libertà che il paese attende e che è forse più concreta e vicina o comunque possibile del fecondo connubio che da tre anni ci si annunzia e che da tre anni sta facendo degradare la realtà politica ed il clima morale del nostro Paese.

 
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