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Barbani Mario, Fabbrini Fabrizio, Pannella Marco, Pinelli Giuseppe, Pinna Pietro, Rossi Aldo, Tata Edmondo - 25 ottobre 1965
MANIFESTO PER L'OBIETTORE IVO DELLA SAVIA
di Mario Barbani, Fabrizio Fabbrini, Marco Pannella, Giuseppe Pinelli, Pietro Pinna, Aldo Rossi, Edmondo Tata

SOMMARIO: In occasione della condanna dell'obiettore di coscienza anarchico Ivo Della Savia, viene diffuso un documento con cui si denunciano le responsabilità di chi non vuole assicurare in Italia il diritto a questa "affermazione rigorosa di una volontà di pace e di libertà" che può essere ripudiata solo da "un regime autoritario e con propositi aggressivi". Il proseguirsi di tale stato di fatto "comporterebbe necessariamente la radicale contestazione così della legge come dei giudici ed una recisa affermazione dello specifico diritto al rifiuto dell'autorità dello Stato, manifestamente scaduta al riguardo in arbitrio e oppressione".

(Documento ciclostilato, Roma 25 ottobre 1965)

I sottoscritti, in occasione della condanna del giovane anarchico Ivo Della Savia da parte del Tribunale Militare di Roma - riconosciuto reo d'aver proclamato e difeso la libertà di coscienza ed affermato concretamente i doveri e i diritti del cittadino di difendere secondo le proprie convinzioni la società.

Elevano con sdegno la loro protesta contro le leggi inique che continuano a violare la coscienza e libertà dei cittadini; ad esprimere posizioni ideologiche ed una idea dello Stato profondamente separate dalla coscienza morale della società civile; a perseguitare - come e peggio dei delinquenti comuni - giovani che assumono sulla propria esistenza il peso di una lotta intransigente e drammatica per la difesa dei più alti valori comuni;

rilevano che il processo contro Ivo Dalla Savia ha mostrato chiaramente - per la simbolica diminuzione della gravità della pena nei confronti di quelle tradizionali; per l'evidente rispetto impostosi al tribunale militare ed alla stessa accusa verso l'imputato e le sue motivazioni - ed in modo inoppugnabile quanto sia colpevole ed irresponsabile il potere legislativo rispetto al diritto all'obiezione di coscienza.

L'obiezione di coscienza è l'affermazione rigorosa di una volontà di pace e di libertà e solo da un regime autoritario e con propositi aggressivi può essere ripudiata.

Affermano che il proseguirsi di tale inammissibile stato di fatto e di diritto - che ha posto finora l'obiettore di coscienza di fronte ad un meccanismo legale sordo alle più umane istanze di giustizia - comporterebbe necessariamente la radicale contestazione così della legge come dei giudici ed una recisa affermazione dello specifico diritto al rifiuto dell'autorità dello Stato, manifestamente scaduta al riguardo in arbitrio e oppressione.

La responsabilità di questa denuncia - e conseguente rottura di una forma di dialogo eccezionalmente rispettosa delle stesse contraddizioni dello Stato - risalirebbe unicamente a chi difende in pratica principi contrari alla libertà ed alle esigenze di pace.

Rivolgono un appello a quanti si sentono responsabili verso fondamentali valori della vita sociale perché affermino, in ogni forma loro possibile, l'indilazionabile necessità di assicurare al nostro paese il diritto all'obiezione di coscienza.

Firmato (in ordine alfabetico)

Mario Barbani - anarchico

Fabrizio Fabbrini - assistente universitario di diritto romano; cattolico

Marco Pannella - giornalista; radicale

Giuseppe Pinelli - anarchico

Pietro Pinna - del Movimento nonviolento per la pace; obiettore di coscienza

Aldo Rosi - anarchico

Edmondo Tata - anarchico

 
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