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Antonini Fausto - 13 gennaio 1968
(4) Oppressione sociale e repressione sessuale - CONVEGNO - TEATRO PARIOLI - Roma - Viale Parioli
Sabato 20 gennaio, ore 10 13, 16 19 / Domenica 21 gennaio, ore 9,30 13

Opinioni sul convegno:

UN MOMENTO Dl CHIARIFICAZIONE E CONOSCENZA

Fausto Antonini

SOMMARIO: Pur esprimendo riserve sulla possibilità di una evoluzione libertaria sensibilmente rapida del costume in Italia, Fausto Antonini riconosce che il Convegno può costituire una tappa importante nel lento cammino per la liberazione della emotività individuale e per la più ambia diffusione di elementi di conoscenza sul rapporto tra le strutture politico-sociali e le dinamiche legate alla relazioni affettive e sessuali.

(Agenzia Radicale, n. 145 - 13 1 1968)

In genere io sono piuttosto prevenuto sulla possibilità di una evoluzione libertaria sensibilmente rapida del costume in Italia. Le forze che impediscono non solo l'espressione, la liberazione della emotività più profonda, ma perfino l'aperta discussione di questi temi sono infatti istituzionalizzate in potenti organizzazioni di potere. Ciò, d'altra parte, non sarebbe di per sé sufficiente a costituire un efficace ostacolo se la sensibilità di gran parte della opinione pubblica non fosse, come invece è, assai limitato se non narcotizzata o addirittura recalcitrante di fronte a ciò che coinvolge i problemi dell'emotività, dell'affettività più profonda.

In genere uso dire che i problemi che si riferiscono alla vita sessuale e che riguardano l'autorità sono quelli che scatenano, anche indipendenti gli uni dagli altri, i più colossali corti circuiti nella ragione umana: figuriamoci poi quando essi vengono collegati! D'altra parte ciascuno di noi porta, in maggiore o minore misura il suo limitato contributo all'evoluzione della società; cercare di fare avanzare le proprie idee, sopratutto quando esse sono frutto di lungo studio ed amore, è un dovere morale al quale non ci si può sottrarre senza venire meno al proprio senso della vita.

Questo convegno, a mio avviso, può costituire una tappa importante nel cammino, purtroppo lento e faticoso, verso una adeguata consapevolezza di ciò che più profondamente desideriamo nella nostra vita individuale e sociale. La discussione può portare ad un più vasto pubblico elementi di chiarificazione e di conoscenza sui seguenti punti:

I. Il rapporto fra strutture politico sociali e caratteriologiche individuali;

II. La concezione scientifica della vita sociale armonicamente integrata con le più profonde necessità affettive;

III. L'eliminazione di pregiudizi e banalità con cui si tenta di ridurre l'eros ai puri e semplici bisogni fisiologici;

IV. La relatività storico antropologica del nostro costume;

V. L'analisi dei dinamismi psico sociologici del potere, analisi già iniziata da circa mezzo secolo in altri paesi occidentali e da noi pressoché sconosciuta;

VI. La conoscenza dei dinamismi profondi dell'autoritarismo, inteso non tanto come superficiale metodo di potere, quanto come tendenza psicologica profonda;

VII. La formazione di una psicologia concreta, storica, esistenziale, realistica, impegnata;

VIII. La priorità anche politica delle questioni di costume, di morale, di cultura, su cui vi è una quasi unanime congiura del silenzio da parte delle maggiori forze politiche;

IX. Il contrasto con la cultura più viva di altri paesi e la promozione di analoghe spregiudicate analisi scientifiche delle forze sociali e psicologiche reali che sono attualmente operanti nel nostro paese;

X. La sintesi armonica scientifica, filosofica profonda tra quanto di meglio vi è nella nostra tradizione spiritualistica e di più valido è stato conquistato dalle indagini delle scienze umane.

 
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