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Notizie Radicali - 26 gennaio 1968
CASO PETRUCCI: "Risposta all'editoriale dell``Osservatore Romano'' della domenica"

SOMMARIO: In seguito all'accusa di voler scatenare una campagna anticlericale, lanciata dall'"Osservatore Romano" nei confronti di "elementi del Pr", la segreteria del Pr rivendica all'intero partito la convinzione che anticlericalismo e antimilitarismo sono gli strumenti caratterizzanti della lotta radicale per abbattere il regime clericale, corporativo, interclassista e repressivo in cui si sostanzia già ora in larga parte lo stato nazionale italiano.

(NOTIZIE RADICALI N. 10, 26 gennaio 1968)

Lunedì 22 gennaio u.s. appariva, sull'``Osservatore Romano della Domenica'', un editoriale in cui si denunciava l'intento, attribuito ad elementi del P.R. di scatenare una campagna anticlericale, a partire dal caso Petrucci. Nell'editoriale, prendendo a pretesto una cronaca, sostanzialmente inesatta apparsa su ``La Luna'', della conferenza stampa tenuta da Marco Pannella dopo il rinvio a giudizio di Petrucci, si auspicava anche un intervento dell'autorità giudiziaria. Immediatamente la Segreteria del P.R. diffondeva il seguente comunicato stampa.

``Il Partito radicale respinge fermamente il tentativo, messo in atto in alcuni ambienti e fatto proprio in un editoriale dell'ultimo numero dell'``Osservatore Romano della Domenica'', di personalizzare, in alcuni ``elementi'' del Partito, la responsabilità di una campagna anticlericale che oggi colpisce, in Petrucci e nella classe dirigente romana, un caso clamoroso, ma non certamente unico nella cronaca e nella politica del nostro Paese.

Nei suoi congressi di Bologna e Firenze il Partito Radicale ha approvato specifiche mozioni in cui si sottolineava l'importanza e le necessità di una vigorosa ripresa della lotta anticlericale, alla quale sono chiamati, cattolici e no, quanti vogliono l'effettiva democratizzazione del Paese in settori essenziali (quale quello, appunto, dell'assistenza pubblica) di vastissimo interesse popolare''.

``Anticlericalismo ed antimilitarismo - affermava la mozione generale approvata all'unanimità a Firenze - sono gli strumenti caratterizzanti, "insuperabili e sufficienti", di questa fase della lotta radicale per l'edificazione di una società e per abbattere il regime clericale, corporativo, interclassista e repressivo in cui sostanzia già ora in larga parte lo stato nazionale italiano'', ed a questa lotta anticlericale e antimilitarista i radicali invitavano tutte le altre forze della sinistra proponendo ad esso, tra l'altro, in questo quadro, ``la confisca dei beni ecclesiastici e clericali, l'istituzione del divorzio, l'affermazione di una coscienza sessuale laica e libertaria''.

In questa lotta, i radicali non possono dimenticare - per stare nell'ambito del ``caso'' Petrucci - che proprio Paolo VI, nel momento in cui le responsabilità del Sindaco di Roma e del gruppo che ad esso faceva capo già erano ampiamente note alla magistratura, recandosi in Campidoglio, ritenne possibile, opportuno e necessario rivendicare esplicitamente il diritto della ``Chiesa'' a gestire l'assistenza, ed elogiare pubblicamente Amerigo Petrucci, non già sul piano religioso ma su quello della specifica politica amministrativa e sociale da lui svolta''.

IL SOVRAINTENDENTE DEL PIO ISTITUTO SANTO SPIRITO Prof. ALONZO, NON VUOLE DIMETTERSI.

Il Prof. Alonzo, onnipotente sovraintendente degli Ospedali Riuniti di Roma (dal 1950) - Pio Istituto di Santo Spirito - più volte attaccato dal Partito Radicale come tipico esponente del potere clericale e delle sue malefatte nel campo dell'assistenza pubblica - sta tentando con tutte le sue forze di resistere alla decisione del Prefetto Longo, onesto anche se non sempre sufficientemente energico Commissario dell'Istituto, che lo accantona dell'incarico, in attesa di poterlo ufficialmente e definitivamente defenestrare.

La decisione è già presa: lo sostituirà d'ora in poi - fino a nuova soluzione formale - il Prof. Carlo Costanzi, direttore del Policlinico.

L'ondata di ``grande paura'' determinata dall'arresto di Petrucci ha in un primo momento fatto accettare all'Alonzo la decisione comunicatagli privatamente dal prefetto Longo; ma oggi egli ha comunicato che intende per il momento accettare solo che venga comunicato che il Prof. Costanzi lo sostituirà in occasione di un suo brevissimo periodo di ferie.

 
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