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Partito radicale - 24 marzo 1968
DOCUMENTO APPROVATO AL TERMINE DEI LAVORI DELLA DIREZIONE DEL P.R. IL 23 E 24 MARZO

SOMMARIO: In seguito alla non accettazione da parte del Ministero degli interni del simbolo elettorale del Comitato d'azione per i diritti civili, il divorzio e la laicità dello Stato, la Direzionale nazionale del Pr invita le organizzazioni radicali a procedere nell'azione di preparazione per la presentazione delle liste, ove vi siano effettive possibilità di svolgere una efficace, autonoma campagna elettorale; a studiare altre forme di concreta partecipazione alla campagna elettorale in quelle circoscrizioni dove non esistevano le condizioni per la presentazione di liste autonome promosse dal Partito Radicale, non escludendo l'indicazione di votare scheda bianca in quelle circoscrizioni dove i partiti di sinistra non diano, sia per i candidati proposti all'elettorato, sia per la loro politica alcuna seria garanzia per un'azione di rinnovamento

(NOTIZIE RADICALI N. 21, 25 marzo 1968)

La Direzione Nazionale del PR

"preso atto" della decisione del ministero dell'Interno di non accettare il simbolo presentato dal comitato d'azione per i diritti civili, per il divorzio e per la laicità dello Stato;

"preso atto" della dichiarazione del comitato d'azione per i diritti civili, per il divorzio e per la laicità dello Stato di non proporre appello contro la decisione del ministero dell'Interno e di accettare di proseguire l'azione intrapresa in vista della presentazione delle liste con il simbolo tradizionale del partito;

"esaminate" le prime liste già predisposte per la presentazione nelle circoscrizioni di Milano-Pavia, Roma-Frosinone-Latina-Viterbo, L'Aquila-Chieti-Pescara-Teramo;

"ha approvato" il seguente documento politico:

L'iniziativa indicata dal Segretario del partito e raccolta dalle organizzazioni radicali di promuovere liste autonome per i diritti civili, il divorzio e la laicità dello Stato, ha consentito di verificare come esistano nel paese forze che aspirano a dare una risposta positiva ai problemi del rinnovamento della sinistra e a quelli della costruzione di una effettiva alternativa al regime clerico-autoritario che si è venuto consolidando in Italia.

E' questa una ulteriore espressione di quello schieramento di forze che non accettano la logica del regime e più in generale l'attuale equilibrio politico, che dal movimento studentesco delle università e delle scuole medie, ai gruppi che rifiutano il ricatto della unità politica dei cattolici, al moltiplicarsi delle iniziative minoritarie si estende fino a larghi strati elettorali dei tradizionali partiti di sinistra.

Questo largo movimento di opinione avverte, alla vigilia delle elezioni, di trovare dei limiti precisi alle proprie possibilità di organizzazione ed espressione politica elettorale: 1) nel modo con il quale gli apparati dei partiti della sinistra procedono alla formazione delle liste e alla definizione delle proprie piattaforme politiche per la prossima legislatura; 2) nel massiccio controllo da parte delle forze del regime dei grandi mezzi di comunicazione e di informazione di massa e in particolare della RAI-TV, che impediscono ogni possibilità di libero confronto politico e falsano in partenza la stessa competizione elettorale.

In questa situazione i partiti della sinistra hanno la grave responsabilità di accantonare temi ed obiettivi di lotta, che dovrebbero invece essere al centro della campagna elettorale. Temi come quelli del divorzio dei diritti civili, della protesta libertaria, antiautoritaria e antimilitarista, della riconquista della laicità dello Stato, dovevano essere raccolti e portati avanti come grandi temi di scontro e di alternativa contro le forze del regime. Assistiamo invece all'emarginazione della battaglia divorzista, proprio ad opera di forze che si proclamano di sinistra socialista e che boicottano nel PSU la candidatura dell'on. Fortuna a Roma e a Milano e, attraverso di essa, una chiara presa di posizione del partito in nome di gretti interessi elettoralistici e di meschini calcoli preferenziali. Assistiamo alla preoccupazione di contrapporre i propri meriti nella battaglia sul SIFAR attraverso le candidature delle persone che ne sono state protagoniste in Parlamento e in tribunale. Assistiamo alla sistemat

ica e corruttrice azione clientelare di un partito il PRI che maschera dietro una falsa azione critica e qualunquistica le sue gravi complicità con il regime.

Temi che potevano risultare grandi elementi di unità e di rinnovamento della sinistra vengono quindi o accantonati e dimenticati o strumentalizzati al fine di erodere frange elettorali ai partiti concorrenti dello stesso schieramento di sinistra.

In questa situazione la stessa tendenza ad esprimere negativamente la protesta attraverso la scheda bianca si va sempre più configurando non come una reazione qualunquistica e di generico scontento, ma come una ancora confusa eppure consapevole manifestazione di dissenso, che appare sempre più destinata a trasformarsi al di là del momento elettorale in un dato di rottura e di rinnovamento. Di questa tendenza il Partito Radicale avverte tutti i pericoli e sa di avere operato in questi anni per offrire diverse prospettive ed espressioni politiche e questo movimento di protesta. Rifiuta tuttavia di liquidarlo attraverso facili condanne di eresia e di qualunquismo.

Il Partito Radicale mentre riconferma - sulla base delle deliberazioni dei congressi di Bologna e di Firenze - la necessità di operare perché la sinistra italiana torni ad essere una grande e unitaria forza di alternativa, rivolge un appello a tutte le forze di rinnovamento che esistono nel paese, e che operano all'interno e all'esterno delle tradizionali organizzazioni della sinistra, perché coordinino fin da questa campagna elettorale la loro azione.

La prossima legislatura dovrà essere la legislatura della costruzione di una nuova sinistra, capace di esprimere questo vasto movimento di rinnovamento.

La direzione del Partito Radicale:

1) invita le organizzazioni radicali

a) a procedere nell'azione di preparazione per la presentazione delle liste, ove vi siano effettive possibilità di svolgere una efficace, autonoma campagna elettorale;

b) a studiare altre forme di concreta partecipazione alla campagna elettorale in quelle circoscrizioni dove non esistevano le condizioni per la presentazione di liste autonome promosse dal Partito Radicale, non escludendo l'indicazione di votare scheda bianca in quelle circoscrizioni dove i partiti di sinistra non diano, sia per i candidati proposti all'elettorato, sia per la loro politica alcuna seria garanzia per un'azione di rinnovamento.

2) dà mandato al segretario del partito e alla giunta esecutiva

a) di esprimere la protesta del partito e di promuovere specifiche iniziative rivolte a denunciare l'incostituzionale disposizione che preclude alle forze non rappresentate in Parlamento la utilizzazione degli strumenti radio-televisivi;

b) di convocare, in concomitanza con la prossima riunione della direzione del 30 e 31 marzo, tutti i dirigenti delle organizzazioni del partito per un convegno nazionale che dovrà approvare il programma di iniziative elettorali.

 
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