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Spadaccia Gianfranco - 24 maggio 1968
LA NOTA: LE ELEZIONI DEL 19 MAGGIO

SOMMARIO: Secondo il segretario radicale Gianfranco Spadaccia, i risultati delle elezioni del 19 maggio 1968 non rappresentano un premio alla politica di dialogo della sinistra ma al contrario una netta indicazione per l'alternativa. La crescita delle schede bianche.

(NOTIZIE RADICALI N. 27, 24 maggio 1968)

Il Segretario nazionale del Partito Radicale ha rilasciato a "Notizie Radicali" la seguente dichiarazione a commento dei risultati elettorali del 19 maggio:

"Il voto del 19 maggio ha determinato una ulteriore radicalizzazione a sinistra dell'elettorato quale positiva e coerente conseguenza della radicalizzazione della lotta politica che si era determinata in precedenza nel paese. Le sinistre di opposizione si sono avvantaggiate di questa situazione, ottenendo un risultato che più che un premio alla loro politica è l'espressione da parte degli elettori di sinistra di una chiara volontà di alternativa.

Mentre i socialisti unificati pagano giustamente un duro prezzo alla collaborazione con le forze clericali, PCI e PSIUP sbaglierebbero nel considerare in questi risultati un successo della loro politica di dialogo. Al contrario il voto ha dimostrato che solo una chiara lotta politica di alternativa nel paese può determinare oggi le condizioni di una avanzata della sinistra. PCI e PSIUP sono avanzati dappertutto ma i loro successi sono stati più netti e marcati lì dove si era verificata la ripresa della lotta operaia: lo provano i successi del PSIUP nei quartieri operai di Torino; lo provano i risultati di Valdagno, dove il PCI raddoppia i suoi voti, il PSIUP ottiene risultati migliori della media nazionale e perfino il PSI riesce a mantenere i voti del 1963.

Se non può esservi dubbio sull'influenza che su questi risultati hanno avuto la ripresa delle lotte operaie e le agitazioni di massa del movimento studentesco, meno apparente ma non meno importante è stato il dissenso cattolico che nasce e si sviluppa ormai su posizioni dichiaratamente laiche o di nuova sinistra. Ugualmente importante, anche se difficilmente valutabile, dobbiamo ritenere che sia stata la battaglia divorzista che ha consentito a migliaia di cittadini di prendere coscienza della propria ingiusta condizione civile. Una prova indiretta ci viene fornita dal successo di voti preferenziali ottenuto da Fortuna nelle liste del PSU a Milano, che costituisce una indicazione significativa se raffrontata all'insuccesso del suo partito.

Le opposizioni di sinistra non devono neppure trascurare l'indicazione che viene dalle schede bianche, che hanno raggiunto al Senato la cifra di un milione (quasi il doppio di quelle registrate alla Camera) e che assumono quindi il significato di un dissenso verso un accordo - quello raggiunto dai due partiti al Senato - a torto o ragione considerato una ripetizione di vecchie esperienze frontiste.

Questi risultati costituiscono dunque per le forze radicali che esistono nel paese un ulteriore incoraggiamento a proseguire la loro lotta per una alternativa democratica e socialista al regime e per il rinnovamento dei contenuti e dei metodi di organizzazione politica della sinistra.

 
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