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Notizie Radicali - 16 luglio 1968
LA NOTA: LA CEDOLARE VATICANA

SOMMARIO: La "cedolare vaticana" consentirà, per la prima volta, un confronto con i problemi aperti dal Concordato e fino ad oggi amministrati solo dalla DC.

(NOTIZIE RADICALI N. 38, 16 luglio 1968)

Siamo stati fra i primi ad occuparci della "cedolare vaticana". Utilizzando gli strumenti, pochi, che abbiamo a disposizione, giungemmo a denunciare alla magistratura i tre ministri responsabili della scandalosa esenzione.

Oggi che il governo pubblicamente rinuncia, attraverso le dichiarazioni, programmatiche del Presidente del consiglio, a ripresentare al Parlamento il disegno di legge destinato a sanzionare l'esenzione, possiamo prendere atto che almeno in parte una delle nostre tante battaglie anticlericali ha avuto successo.

Fu proprio il Governo Leone a rendersi responsabile, con la circolare Martinelli dell'ottobre 1963, della esenzione. A quasi cinque anni di distanza, Leone afferma che le condizioni di fatto sono mutate, per giustificare oggi la diversa decisione.

Occorre chiedersi in che cosa siano mutate. Francamente non riusciamo a comprendere a cosa si riferisca l'on. Leone. L'unica modificazione che crediamo si sia verificata è di natura politica: grazie alla battaglia che insieme ad altre forze politiche abbiamo intrapresa, non era più possibile riproporre con qualche speranza di successo il disegno di legge. Il tentativo di colpo di mano effettuato da Leone e da Martinelli per conto della DC nel 1963 è fallito. La DC, che non vuole andare incontro ad una sconfitta parlamentare su questo problema, è naturale che affidi ora allo stesso Leone il compito di liquidare la faccenda, in modo che il problema, che chiama in gioco i rapporti con la chiesa, non debba riproporsi a futuri governi di centro-sinistra.

E la chiesa? Le reazioni vaticane dimostrano che da oltre Tevere non si è affatto disposti a fare buon viso a cattivo gioco. Si è subito chiamato in causa il concordato e si è denunciata la decisione unilaterale del Governo. Si può esser certi che se anche la S. Sede si rassegnerà a pagare, non rinuncerà a contrattare questo pagamento con altri vantaggi.

Muta dunque la strategia della DC su questi problemi: il Partito clericale si tira apparentemente indietro e lascia che sia la chiesa a farsi avanti come parte contraente del concordato. Saranno dunque tutti i partiti del centro-sinistra ad essere investiti dei problemi dei rapporti politici e diplomatici con il vaticano.

E' comunque un passo avanti, perché consentirà di confrontarci direttamente, per la prima volta, con i problemi aperti dal concordato e fino ad oggi liquidati e amministrati sotto banco direttamente dalla DC.

Altro punto sul quale dovremo iniziare la battaglia, sarà quello della entità delle proprietà azionarie del Vaticano. Le cifre dell'ex ministro Preti non ci convincono neppure un po' perché le norme sulla tassazione delle proprietà azionarie lasciano troppe scappatoie.

Concluderemo per ora con un commento alla spudorata nota del portavoce vaticano e precisamente a quella parte in cui, per giustificare l'esenzione, si esaltano i vantaggi turistici che l'Italia trarrebbe dalla presenza della Santa sede in Roma. E' un argomento che i clericali avrebbero fatto meglio a non toccare. L'organizzazione turistica cattolica che dispone a Roma di centinaia di piccoli alberghi e pensioni, esenti da tasse di soggiorno, e con molte altre agevolazioni nei costi di gestione è un altro degli strumenti di scandaloso potere clericale.

 
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