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Notizie Radicali - 18 maggio 1970
L'accordo elettorale del P.R. con il P.S.I.

SOMMARIO: Sotto un'unica intestazione si registrano qui una serie di documenti diversi, relativi alle scelte politiche del P.R. in occasione delle prossime elezioni amministrative.

1) DOCUMENTO POLITICO SULL'ACCORDO P.S.I./P.R.

La "direzione nazionale del P.R. ha ratificato...gli accordi intervenuti tra i due partiti dopo le deliberazioni"... del Congresso straordinario radicale del 9 e 10 maggio. Dopo l'accordo "concluso dalle segreterie politiche", e vista "la convergenza su alcuni punti qualificanti"... il partito radicale sosterrà il partito socialista alle elezioni "regionali, provinciali e comunali". I due partiti concordano sulla necessità "di condurre rapidamente a termine l''iter' parlamentare della legge per il divorzio", di "contrastare ogni ipoteca sulla autonomia e laicità dello Stato", di rivedere i "criteri di accesso alle trasmissioni politiche della Rai-TV", di giungere rapidamente al voto sulla legge per l'obiezione di coscienza. I due partiti assumeranno, sui vari temi, iniziative comuni.

2) LE DICHIARAZIONI

Seguono dichiarazioni di Marco Pannella ("il Partito radicale intende restare una intransigente forza di opposizione..."), Riccardo Lombardi ("il significato dell'accordo consiste nel porre in primo piano... temi ...destinati ad essere elemento permanente e determinante di una linea alternativa di governo e di regime"...), della LID (.. che rileva ..."il carattere estremamente positivo ed esemplare" dell'accordo...)

3) I DOCUMENTI

Si riportano, infine, i documenti con i quali i segretari dei due partiti (Giacomo Mancini e Angiolo Bandinelli) hanno ratificato l'accordo. In particolare, nella sua lettera, Bandinelli puntualizza "i punti specifici e operativi dell'accordo" circa i vari temi e iniziative operative: Concordato, divorzio, democratizzazione delle radio- e telediffusioni, obiezione di coscienza, manifesto elettorale del P.R. e sua diffusione da parte del P.S.I., articoli da far pubblicare su "l'Avanti", comizi comuni, testo dell'appello comune, ecc.

4) INIZIATIVE COLLATERALI

Segue poi l'informazione sul documento inviato al Presidente della Repubblica, ai presidenti del Senato e della Camera, al presidente della Corte Costituzionale in merito all'informazione politica fornita dalla RaiTV (..."abusiva spartizione del monopolio pubblico dell'informazione di massa radiotelevisiva tra i partiti già rappresentati in Parlamento"...), nonché la risposta di accettazione del colloquio da parte del presidente della Camera on. Pertini e del presidente della Corte Costituzionale, prof. G.Branca.

5) INIZIATIVA SULLA RAITV

Si riporta il testo della protesta inviata dal segretario del Partito Radicale ai membri della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla RaiTV e ai dirigenti dell'Ente televisivo, in cui si chiede la "realizzazione di una serie di trasmissioni per i gruppi extraparlamentari".

(NOTIZIE RADICALI - FASCICOLO SPECIALE PER LE ELEZIONI RISERVATO AGLI ISCRITTI - 18 MAGGIO 1970)

1) L'accordo elettorale del P.R. con il P.S.I.

I documenti relativi all'accordo

2) L'azione del P.R. per la democratizzazione della RAI-TV

Roma, 16 maggio 1970

IL P.R. PARTECIPERA' ALLA BATTAGLIA PER LE PROSSIME ELEZIONI DEL 7 GIUGNO MEDIANTE UNA CAMPAGNA DI APPOGGIO ESTERNO ALLE LISTE DEL P.S.I.

LA DIREZIONE NAZIONALE DEL P.R. HA RATIFICATO INFATTI CON DUE SOLE ASTENSIONI GLI ACCORDI INTERVENUTI TRA I DUE PARTITI DOPO LE DELIBERAZIONI ADOTTATE DAL CONGRESSO STRAORDINARIO DEL 9 E 10 MAGGIO. NEI GIORNI SUCCESSIVI AL CONGRESSO VI ERANO STATI NUMEROSI COLLOQUI E INCONTRI DI ESPONENTI RADICALI E SOCIALISTI - ANCHE A LIVELLO DELLE SEGRETERIE DEI DUE PARTITI - ED ERA STATA ESAMINATA LA POSIZIONE CONGRESSUALE DEL P.R. ERA COSI' MATURATA LA POSSIBILITA' CHE L'ACCORDO ELETTORALE PREVISTO IN SUBORDINATA NELLA MOZIONE APPROVATA DAL CONGRESSO POTESSE CONCRETARSI.

I documenti

Ecco il testo del comunicato con il quale le segreterie del PSI e del PR hanno annunciato congiuntamente l'intervenuto accordo:

Il Partito Socialista Italiano e il Partito Radicale hanno raggiunto un accordo per le prossime elezioni regionali ed amministrative del 7 giugno. L'accordo è stato concluso dalle segreterie politiche dei due Partiti.

La convergenza su alcuni punti qualificanti e il comune impegno su di essi nel paese e nel Parlamento - pur nella autonomia e differenza delle rispettive posizioni e linee politiche - hanno consentito tale accordo che si tradurrà nel sostegno del Partito Radicale alla campagna elettorale del PSI e nella indicazione di voto alle liste socialiste nelle elezioni regionali, provinciali e comunali.

Il Partito Socialista Italiano e il Partito Radicale concordano sulla necessità di condurre rapidamente a termine l' "iter" parlamentare della legge per il divorzio con l'iscrizione della legge stessa al primo punto dell'ordine del giorno del Senato, subito dopo la riapertura delle Camere, e con il proseguimento del dibattito fino al voto conclusivo senza interruzioni e prima della sospensione dei lavori per le ferie estive.

I due Partiti convengono sulla necessità di contrastare ogni ipoteca sulla autonomia e laicità dello Stato e di sviluppare in tal senso il dibattito nel Paese. In questo quadro si collocano sia l'adesione data da tempo a titolo personale da oltre trenta parlamentari socialisti al "Comitato di sostegno della campagna per un referendum abrogativo del Concordato, promossa dal Partito Radicale", sia la campagna per la raccolta delle firme indetta a questo scopo dalla "Lega Italiana per il divorzio" d'intesa con il Partito Radicale.

I due Partiti ritengono inoltre che sia necessaria una immediata revisione dei criteri di accesso alle trasmissioni politiche della RAI-TV per assicurare un pieno confronto democratico fra tutte le forze politiche, confronto che non si realizza senza la partecipazione anche di quelle forze extra-parlamentari che rappresentano una reale espressione di posizioni e battaglie politiche condotte nella società.

A questo scopo i due Partiti prenderanno tutte le iniziative necessarie perchè tale partecipazione si attui prima del 7 giugno con una trasmissione riservata alle forze extraparlamentari.

Socialisti e radicali, nel quadro della politica dei diritti civili, affermano l'urgenza di giungere finalmente ad un rapido riconoscimento legislativo dell'obiezione di coscienza. I gruppi parlamentari socialisti si impegneranno di conseguenza ad accelerare la discussione in commissione e a richiamare comunque in aula i progetti di legge sull'obiezione di coscienza entro la fine del prossimo mese di settembre.

Per quanto riguarda l'attuazione dell'accordo, nel corso della prossima settimana sarà reso noto il testo di un appello dei due Partiti all'elettorato. Il Partito Radicale inoltre pubblicherà un manifesto in cui illustrerà i motivi di questa scelta politica. La campagna di sostegno del Partito Radicale alle liste del PSI si svolgerà sia con manifestazioni comuni sia con manifestazioni ed iniziative autonome.

Il Partito Socialista Italiano e il Partito Radicale, nel rivolgere un appello in particolare ai laici, ai divorzisti, ai libertari affinchè sostengano le liste socialiste indicano nell'accordo raggiunto tra i due Partiti, basato su precisi impegni a sostegno di specifiche battaglie, uno dei modi per la sinistra in generale e per i socialisti in particolare di avviare processi di rinnovamento democratico delle lotte politiche nel Paese.

Sul significato dell'accordo sono state rilasciate dichiarazioni politiche di notevole rilievo:

MARCO PANNELLA della Direzione del P.R.:

"Riteniamo che l'accordo realizzato con il PSI, con le precise e concrete conseguenze politiche e parlamentari, rafforzi i contenuti più autenticamente socialisti e unitari dei due Partiti, e l'emergere di prospettive alternative all'attuale vecchio equilibrio di regime.

"Il Partito Radicale è e intende restare una intransigente forza di opposizione, ed è alle componenti più radicali e consapevoli delle forze della nuova sinistra, ai laici anticlericali, ai libertari antistalinisti, agli antimilitaristi, ai divorzisti che noi proponiamo di usare e di far pesare in queste elezioni la loro forza contro il monopolio di regine dei due massimi Partiti italiani, contro la gestione ugualmente burocratica e autoritaria delle forze che pretendono di rappresentare e che in realtà condizionano e soffocano, che proponiamo il voto libero coraggioso e efficace.

"Sul divorzio, sul Concordato, sull'obiezione di coscienza, sulla correttezza del gioco democratico, oggi così palesemente violata da questo incontro va al di là, per tutte le forze di movimento e di radicale riforma, di un limitato scambio di collaborazione elettorale".

RICCARDO LOMBARDI, leader della sinistra socialista:

- La sinistra socialista non vede nell'intesa tra PSI e PR un accordo puramente elettorale o peggio ancora di commistione o inserimento tra forze nell'area di governo e gruppi tradizionalmente di opposizione.

Al contrario, il significato dell'accordo consiste precisamente nel porre in primo piano nella battaglia della sinistra quei temi - dal divorzio all'abrogazione del concordato alla lotta antimilitarista per i diritti civili, alla presa di coscienza delle strutture feudali dello Stato e del parastato - destinati ad essere elemento permanente e determinante di una linea alternativa di governo e di regime.

LA LEGA ITALIANA PER IL DIVORZIO, dopo l'approvazione da parte della Commissione giustizia del Senato del progetto di legge sul divorzio, ha inviato alle segreterie del PCI, del PSIUP, del PSI, del PRI, del PSU e del PLI, ed alla presidenza del gruppo di sinistra indipendente del Senato un messaggio di plauso per la vittoria riportata dal fronte laico, e per l'impegno dimostrato in questa occasione in tutte le sue componenti.

Inoltre, a proposito dell'accordo intervenuto fra PSI e Partito Radicale, la segreteria nazionale della LID ne ha rilevato - in un comunicato - il carattere "estremamente positivo e esemplare". Tale accordo - ha affermato la LID - costituisce un nuovo definitivo passo per la realizzazione del divorzio entro l'estate del 1970,

IL P.R. E IL P.S.I. SONO GIUNTI ALLA RATIFICA DELL'ACCORDO ATTRAVERSO LO SCAMBIO DEI SEGUENTI DOCUMENTI.

L'on. Giacomo Mancini, segretario del P.S.I. ha inviato al prof. Angiolo Bandinelli, segretario del P.R. la seguente lettera:

"Cari compagni,

abbiamo avuto comunicazione delle deliberazioni assunte dal Vs. Congresso straordinario nazionale, in merito alle elezioni del 7 giugno, che prendono atto delle assunzioni di responsabilità del PSI nei problemi indicati dalla discussione congressuale: l'immediata realizzazione del divorzio e l'avvenuta adesione di numerosi dirigenti e parlamentari socialisti al Comitato per il referendum abrogativo del Concordato.

Su questi, ed anche su altri punti della piattaforma che il Vs. Congresso ha approvato, l'impegno ad accelerare l'iter delle leggi sulla obiezione di coscienza e l'apertura delle trasmissioni RAI-TV alle forze extraparlamentari c'era e c'è da parte nostra una impostazione sostanzialmente concorde con le posizioni da Voi assunte.

I contatti intercorsi in questi giorni tra le segreterie dei nostri partiti, hanno ribadito, a nostro giudizio, l'accertamento positivo della convergenza delle posizioni dei socialisti e dei radicali sui temi suddetti; e, quindi, la sussistenza delle condizioni che rendono possibile l'accordo per un autonomo sostegno del PR alla campagna elettorale del PSI e quindi all'indicazione per il voto alle liste socialiste nelle elezioni regionali, provinciali e comunali.

Da parte nostra è infatti già stata assunta la decisione che il Comitato Direttivo del Gruppo socialista al Senato, di intesa con la Direzione del Partito, proponga la immediata discussione in aula del progetto per il divorzio, subito dopo la riapertura delle Camere, come il primo punto all'ordine del giorno, nonchè il proseguimento del dibattito fino al voto conclusivo, senza interruzioni e prima che intervenga la chiusura del Senato per le ferie estive.

Abbiamo espresso ripetutamente la nostra convinzione che sia necessaria una revisione degli attuali criteri di accesso alle trasmissioni politiche della RAI-TV anche alle forze extraparlamentari che rappresentino una reale espressione di posizioni e battaglie politiche condotte nella società italiana.

Per l'andamento della campagna elettorale in corso, Vi abbiamo, altresì manifestato il nostro impegno di chiedere agli organi competenti del Parlamento e dell'Ente Radio Televisivo che venga riconosciuta la possibilità di queste forze di esprimere in vista del 7 giugno il loro giudizio e le loro indicazioni agli elettori con una trasmissione a tal fine programmata. Infine i gruppi parlamentari socialisti sono impegnati ad operare affinchè le discussioni in Commissione e poi il richiamo in aula sulla legge per l'obiezione di coscienza siano effettuati entro la fine del prossimo mese di settembre.

Siamo lieti, pertanto, di confermarVi che da parte del PSI si ritiene sussistano le condizioni politiche per una proficua e comune collaborazione rivolta al raggiungimento degli obiettivi suddetti, e, conseguentemente, per il rafforzamento, su queste basi, della campagna elettorale del PSI, sulla base di un appello comune agli elettori chiamati ad esprimere il loro voto da concordare tra gli organi dirigenti dei nostri partiti subito dopo le deliberazioni della Vs. Direzione politica".

ANGIOLO BANDINELLI, segretario del P.R., HA SUBITO DOPO FORMULATO LE SEGUENTI DETTAGLIATE RICHIESTE CHE SONO STATE ACCOLTE DAL P.S.I.

"Abbiamo ricevuto la Vostra lettera e siamo lieti di constatare - anche come risultato dei colloqui avuti e in corso - che sussistono le condizioni essenziali per portare avanti fino a compimento la convergenza dei nostri due partiti sui temi dell'accordo politico e della campagna elettorale.

Ritengo perciò tempestivo e necessario elencare i punti specifici ed operativi dell'accordo.

1) Concordato: D'accordo che il PSI non prenda su questo punto nuove posizioni ufficiali. Resta inteso che solleciterete l'adesione di un consistente gruppo di compagni parlamentari al "Comitato nazionale di sostegno per la campagna per il referendum abrogativo del Concordato promossa dal Partito Radicale" e che, immediatamente, inviterete le federazioni ad ospitare, assecondare e potenziare la raccolta delle firme promosse, in vista di questo obiettivo, dalla LID d'intesa col PR. Per i motivi già illustrati, sarebbe poi di interesse comune (e di evidente utilità) che l' "Avanti" in un numero non troppo inoltrato (diciamo domenica 23 maggio) pubblichi come inserto il modulo LID per la stessa raccolta.

2) Divorzio: Come hai visto, la polemica molto dura condotta negli ultimi giorni dalla LID (ma sicuramente anche la notizia ormai circolante a Roma da tre giorni che il punto centrale del nostro accordo è l'impegno alla approvazione della legge entro l'estate) ha portato comunisti, socialdemocratici, indipendenti di sinistra, PSIUP e anche liberali ad anticipare abbastanza clamorosamente la conclusione dei lavori di commissione. Temiamo che nei prossimi giorni cercheranno di svuotare con qualche altra trovata elettorale la portata del nostro accordo. Donde l'utilità che venga marcata, magari con opportune dichiarazioni di alcuni senatori, la decisione di "non andare in ferie se il divorzio non è approvato".

3) Democratizzazione delle radio e telediffusioni: faremo avere lunedì mattina una lettera alla Commissione parlamentare di vigilanza e alla Presidenza della RAI-TV - e per conoscenza a Voi - contenente una richiesta precisa e tassativa affinchè si realizzi prima del 7 giugno la presenza dei movimenti extraparlamentari nel dibattito e nell'informazione radiotelevisiva. Subito dopo, sottolineando - se volete - che questa è anche una Vostra autonoma decisione, visto che siamo agli ultimi giorni utili per una iniziativa del genere, sarà opportuno che prendiate una posizione pubblica dura, perchè in tal modo metteremo certamente in grossa difficoltà il PCI per il "Manifesto" e la DC per l'ACPOL.

Questo punto ha poi i seguenti altri aspetti: a) una parte del tempo di trasmissione elettorale dedicato a esponenti radicali; b) segnalazione delle posizioni - anche non direttamente elettorali o "pro PSI" - del nostro partito nei giornali radio e telegiornali; c) un analogo comportamento per manifestazioni congiunte o solo radicali durante la campagna.

Anche per questo punto sarà opportuno che singoli esponenti del PSI, come già indicato per il divorzio, facciano dichiarazioni che rendano più accessibile all'opinione pubblica il valore concreto della nostra convergenza (per esempio "... non si andrà sicuramente mai più ad elezioni con regolamenti e criteri di questo tipo, democraticamente inaccettabili...").

4) Obiezione di coscienza: ripetiamo il suggerimento dei punti precedenti: sono necessarie dichiarazioni di parlamentari ed esponenti che valorizzino questo punto dell'accordo. Potrebbe essere il caso di pensare ad una pagina dell' "Avanti" (speciale) per la quale cercheremo di assicurare contributi di obiettori di coscienza, antimilitaristi (magari anche di quelli attualmente in carcere).

Avremmo però bisogno di una Vostra immediata assicurazione per un impegno per la costituzione di una Commissione di informazione parlamentare sulle Associazioni d'Arma e i loro rapporti con l'Amministrazione dello Stato. Vista l'urgenza, se non ce la farete come partito, diteci se almeno la cosa possa essere assicurata come iniziativa parlamentare di tre o quattro deputati particolarmente rappresentativi.

Passerei poi alla parte che si può ritenere di attuazione tecnica dell'accordo, ma che in realtà rappresenta forse l'aspetto più delicato ed importante del lavoro politico comune delle prossime settimane.

1) Entro martedì Vi consegneremo il manifesto radicale che il PSI si impegna a fare affiggere in tutto il territorio nazionale. Non avanziamo, perchè abbiamo fiducia che la sostanza dell'accordo anche in questo punto sarà rispettata, numeri e cifre precise; ma ti prego di tenere presente che io stesso, Pannella, Teodori e gli altri amici che riferiranno e garantiranno in Direzione la tenuta dell'accordo, saremo impegnati agli occhi del partito circa la realizzazione di questo punto.

2) per l' Avanti: nelle tre domeniche da qui alle votazioni e in due giovedì, invieremo articoli al giornale di nostri esponenti nazionali che dovrebbero essere pubblicati in prima pagina come spalla. Non ci raccomanderemo però mai abbastanza nel ricordare che ancora più importante ed essenziale è che, nei normali articoli politici dell' Avanti, come nei discorsi in televisione, venga riferito qualcosa che valorizzi il nostro accordo in termini di impostazione politica generale.

3) Comizi: quanto ai comizi comuni Vi preghiamo di considerare che saremo pienamente disponibili soprattutto negli ultimi dieci giorni perchè da oggi ad allora saremo al massimo impegnati nel produrre giornali, materiale di propaganda e nella preparazione di alcune serie manifestazioni elettorali. Ci auguriamo, non per ragioni di prestigio, ma per elementari valutazioni di efficacia, che nei manifesti annunciati comizi comuni i nomi degli oratori radicali siano graficamente equiparati a quelli dei pur certamente più prestigiosi esponenti nazionali del PSI. Questo perchè la nostra presenza vale nella misura in cui potrà richiamare dei non socialisti che si sentano così pienamente coinvolti nella manifestazione. Vi segnaliamo queste cose perchè non essendo affatto ovvie, solo una Vostra segnalazione alle federazioni potrà avere l'effetto di renderle operanti.

4) Vi faremo avere lunedì una proposta di appello comune che potrà poi essere stampato anche come materiale propagandistico. Non riteniamo infatti che, anche per l'assenza Vostra in questi due giorni, si possa già farlo pubblicare domenica. Per questo, nel caso di ratifica della nostra Direzione e di definitiva ratifica dell'accordo, domani in fine mattinata bisognerà che due incaricati delle direzioni elaborino un comunicato comune o, in comune, due comunicati per garantire sulla stampa di domenica il massimo, più fedele riscontro. In tal senso Pannella ci ha riferito del tuo intervento presso la direzione dell'Avanti per assicurare il miglior lancio alla notizia.

Sarebbe anche opportuno (sia detto inter nos) che costringiate almeno Pietra ad occuparsi della cosa con il dovuto risalto, facendo violenza alle abitudini sempre più democristiane del Giorno.

5) Abbiamo pensato, visto i tempi estremamente ristretti sul piano delle ore a nostra disposizione, visto che la Vostra lettera arriverà tra poco, e che dovremo però proporre all'approvazione della direzione un programma preciso (stiamo cercando di anticiparla al pomeriggio), che l'unica soluzione tecnica adeguata fosse di inviarti questa lettera, pregandoti di annotarla a margine sui vari punti, e di restituircela nel primo pomeriggio in fotocopia.

La prenderemo così come base anche formale della nostra riunione di direzione.

Indipendentemente da quanto accadrà e da quanto faremo nelle prossime ore, ci teniamo a ringraziarti per l'evidente spirito di collaborazione e di stima politica che hai così concretamente manifestato in questa occasione".

In assenza di uno specifico protocollo le due lettere innanzi riportate costituiscono il testo dell'accordo.

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L'azione del P.R. per la democratizzazione della RAI-TV

Il PR ha inviato al Presidente della Repubblica, ai presidenti del Senato e della Camera dei deputati e al Presidente della Corte Costituzionale un documento con il quale si denunciava il vero tradimento della Costituzione e del gioco democratico e il gravissimo attentato ai diritti politici del cittadino che si va perpetuando attraverso la sistematica esclusione di qualsiasi forza, che non sia tradizionalmente già rappresentata in Parlamento della lotta politica democratica e dalle competizioni elettorali.

Anche se non operata con esplicite leggi o dirette azioni di polizia, essa viene oggi egualmente raggiunta con l'abusiva spartizione del monopolio pubblico dell'informazione di massa radiotelevisiva tra i partiti già rappresentati in Parlamento che si somma alla pratica del finanziamento occulto, attraverso il pretesto pubblicitario, della stampa così detta indipendente e dei suddetti partiti da parte degli enti economici di stato o parapubblici.

Il documento ricorda come perfino nella Francia gollista esista una situazione più aperta per quanto concerne l'utilizzazione dei mass-media, mentre in Italia anche i partiti di estrazione democratica e socialista - di opposizione non meno che di governo - sono pienamente corresponsabili di un'operazione anticostituzionale e di gravissima violenza statuale, che trova ogni giorno conferme sempre più gravi, come quella che, in fatto, nel progetto di legge per l'istituzione del referendum, esclude dall'uso dei mezzi di informazione e di propaganda le organizzazioni promotrici di eventuali referendum abrogativi.

L'ON.LE PERTINI (PRESIDENTE DELLA CAMERA) E IL PROF. G.BRANCA (PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE) si sono dichiarati disposti al colloquio richiesto.

UNA DELEGAZIONE DEL PR, di conseguenza, è stata ricevuta dall'On.le Pertini al quale è stato illustrato il significato dell'iniziativa, chiarendo in particolare che la posizione antiparlamentare, ma che anzi vuole rendere pienamente operanti i diritti politici del cittadino e le istituzioni democratiche, che il PR riconosce come conquiste storiche della classe lavoratrice.

IL SEGRETARIO DEL PARTITO RADICALE HA INVIATO IL 16 MAGGIO UNA VIBRATA PROTESTA AI MEMBRI DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA SULLA RAI-TV NONCHE' AI DIRIGENTI DELL'ENTE TELEVISIVO, CHIEDENDO INSIEME FORMALMENTE LA REALIZZAZIONE DI UNA SERIE DI TRASMISSIONI PER I GRUPPI EXTRAPARLAMENTARI.

Di tale lettera riassumiamo il contenuto essenziale:

La politica dell'informazione della RAI-TV, il sindacato dei partiti di regime che attorno ad essa si è costituito, la volontà della maggioranza della Commissione parlamentare e l'impegno verticistico e troppo spesso corporativo e partigiano della minoranza, il sistema di premiare soprattutto le capacità cortigiane dei dipendenti e dei collaboratori dell'Ente costituiscono non solo un gravissimo esempio di malcostume politico ma un attentato in buon parte riuscito contro la democrazia repubblicana e contro la costituzione e la legge...

Non intendiamo offrire al sistema, al regime, a Voi stessi il comodo alibi polemico che Vi viene offerto da chi risponde alla Vostra violenza di Stato invocando una astratta "violenza rivoluzionaria" contro il metodo democratico...Il gioco di regime in Italia tende a ridurre a forze antiparlamentari le forze extraparlamentari e non democraticistiche, spinge all'evasione e all'illusione della violenza ogni movimento nuovo che non abbia rinunciato alle proprie ragioni ideali per quelle più corpose della partecipazione alla gestione del potere...Certo esistono al Vostro interno delle contraddizioni...E' tempo di introdurre anche il Vostro interno quei fronti di lotta senza i quali non v'è difesa possibile dell'interesse pubblico e del gioco democratico. E' tempo di assicurare l'appoggio dell'opinione pubblica...

Per prima cosa chiediamo formalmente la realizzazione di una serie di emissioni rediotelevisive che assicurino ai principali gruppi e movimenti extraparlamentari la possibilità di illustrare all'opinione pubblica i loro giudizi e i loro comportamenti in vista del 7 giugno. In particolare: Acpol, il Manifesto, Partito Radicale, LID, Comitati civici, Nuova Repubblica; per proprio conto il PR non accetterà di usufruire di questa possibilità ove non fossero invitati anche l'Acpol e il Manifesto.

Denunciata infine la violazione degli stessi regolamenti antidemocratici vigenti per non aver consentito che in cronache dei partiti il PSI potesse usufruire di una dichiarazione di sostegno a proprio favore fornita da esponente radicale nonchè il fatto che il Telegiornale di sabato, nel dare notizia dell'accordo tra PSI e PR, abbia censurato un punto essenziale degli accordi stessi relativo appunto alla democratizzazione dell'Ente radiotelevisivo.

 
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