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Bandinelli Angiolo - 15 ottobre 1970
UN ANNO DI LOTTA
di Angiolo Bandinelli

SOMMARIO: Mentre la battaglia per il divorzio si avvia alla conclusione parlamentare, occorre una attenta vigilanza ed una immediata mobilitazione per assicurare la definitiva approvazione alla Camera della legge Fortuna. Battersi col Partito radicale - nei propri partiti, nella vita civile - perché la vittoria del divorzio sia innanzitutto una affermazione rigorosa - nello scontro con le strutture clericali del regime - di volontà libertaria nel Pese. Portare dovunque l'iniziativa anticlericale e antimilitarista, nella società e nel confronto con le istituzioni. Individuare già nel dibattito congressuale ed avviare assieme altre grandi lotte sociali che rappresentino tappe vittoriose nella conquista di una società più libera ed avanzata.

(NOTIZIE RADICALI N. 103, 15 ottobre 1970)

Arriviamo al congresso dopo un anno di intensa attività e di crescita politica e di credibilità. Non una delle battaglie che in concreto individuano il fronte radicale - anche se non a tutte il partito ha saputo o potuto fornire una risposta adeguata, una sufficiente mobilitazione - ha visto cessare o diminuire il nostro impegno. Se è vero che l'indicazione per un ampliamento della campagna per il referendum abrogativo del concordato, affinché essa trovi il principale fondamento ``nelle scuole negli uffici, nelle fabbriche, nelle campagne'', non è stata sviluppata, è però solo per l'intransigente posizione del Partito su questo punto che sempre più, ormai, forze tradizionali o nuove e la stessa opinione pubblica si mostrano attente e consenzienti alla battaglia anticoncordataria. Così, definitivamente battuta appare ormai la tesi dell'opportunità e della possibilità della ``revisione'' dei patti; soprattutto, ma non solo, la LID ha proseguito, in ogni ambiente e in ogni occasione, la raccolta delle firme pr

la campagna per l'abrogazione, promossa dal P. Radicale; consistenti settori della gioventù repubblicana e della nuova sinistra liberale hanno assunto come propria la posizione radicale, hanno collaborato alla raccolta; l'on. Basso ha annunciato, attraverso il P.R. e la LID, che prenderà al più presto una iniziativa parlamentare per l'abolizione dell'art. 7.

Attraverso una campagna per l'abolizione della festività dell'11 febbraio e per propagandare l'esenzione dall'insegnamento della religione nella scuola, portata avanti insieme all'ALRI, a gruppi cattolici, libertari, repubblicani, insegnanti sindacalisti e studenti, è stata aperta una strada per la lotta di laicizzazione della scuola. Nella quotidiana lotta per il divorzio, abbiamo denunciato e certamente messo in difficoltà il monopolio matrimoniale della Sacra Rota e, necessariamente, il condizionamento che attraverso di essa il mondo clericale esercita su strutture profonde della società italiana.

Nel momento in cui, da diversi settori, si comincia a mettere in moto un processo, potenzialmente pericoloso, di revisione e riorganizzazione dell'apparato militare italiano, la spinta radicale, in collaborazione continua con gruppi e movimenti di nuovo antimilitarismo, anche e soprattutto attraverso la IV marcia antimilitarista Milano-Vicenza, ha consentito di avviare il consolidamento di un fronte di iniziativa essenziale per la ricostruzione e il rinnovamento della sinistra.

Abbiamo tenuto, nel corso dell'anno, un congresso straordinario dal quale è uscita l'indicazione all'appoggio, dall'esterno e su condizioni rigorosamente determinate, alle liste del PSI. Sul divorzio, l'obiezione di coscienza, la democratizzazione della Rai-TV sono stati assunti, congiuntamente, impegni sui quali i due partiti dovranno ancora misurare la propria volontà di lotta. A partire dal divorzio, il Partito Radicale ha sostenuto la priorità del momento extraparlamentare e popolare di iniziativa, come unica necessaria condizione per impegnare realmente le grandi masse popolari.

Su questa attività, nel suo complesso e nei suoi diversi momenti, il congresso di Napoli dovrà dare un giudizio, che offra indicazioni immediate di lotta, agli organi che verranno eletti dal congresso stesso per l'anno prossimo. Insieme, il congresso dovrà fermamente saper valutare quante manchevolezze il partito ha manifestato anche quest'anno.

Ancora una volta, rivolgiamo un appello ai cittadini democratici, laici ed anticlericali, divorzisti, libertari, antimilitaristi, per una larga partecipazione al congresso. Assieme ai sostenitori non iscritti, che anche quest'anno hanno largamente contribuito a finanziare le attività del partito, questi militari democratici rappresentano il concreto, quotidiano momento di confronto con quella società alle cui esigenze, ai cui bisogni di riferimento nella scelta degli obiettivi di lotta da perseguire. Il nostro essere extraparlamentari si misura con la nostra intransigente volontà di restare ogni giorno, nella lotta, accanto, a fianco di questo ``paese reale'' che troppo sovente è sacrificato nell'estenuante opera di mediazione e di contrattazione in cui si conferma da sempre quel regime controriformista, clericale, classista che detiene la sostanza, in Italia, del potere. Se col divorzio abbiamo dimostrato che "è possibile" assestare un primo, irreversibile, colpo alle sue strutture, solo attraverso il pazie

nte, umile confronto con le esigenze di libertà delle masse popolari potremo individuare gli obiettivi essenziali per una lotta avanzata, che possa conseguire, su questa linea, altri determinanti successi.

 
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