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La Prova Radicale - 31 gennaio 1972
Vilipendio, oltraggio e calunnia: capi di imputazione al processo dell'Aquila

SOMMARIO: L'ordinanza di rinvio a giudizio di Loteta, Pannella, Signorino per i reati di diffamazione, calunnia e oltraggio in relazione al "caso Braibanti".

(LA PROVA RADICALE N.2, BENIAMINO CARUCCI EDITORE, Inverno 1972)

IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA

presso il Tribunale di L'AQUILA

Letti gli atti del procedimento penale

CONTRO

1) LOTETA Giuseppe Maria, nato a Messina il 15-11-1931 - residente a Roma - Via Coletti n. 35;

2) PANNELLA Giacinto Marco, nato a Teramo il 2-5-1930 - residente a Roma - Via Collalto Sabino n. 40;

3) SIGNORINO Mario Matteo, nato a Messina il 10-3-1938 - residente a Roma - Via Pietro Fedele n. 22.

IMPUTATI

come da fogli allegati A-B-C-D-E che formano parte integrante della presente richiesta.

Visti gli artt. 396 e 407 Cod. di proc. pen.

CHIEDE

Che il Signor Presidente del Tribunale voglia emettere decreto di citazione pel dibattimento, ed ordinare che per l'udienza che sarà stabilita vengano citati anche i testimoni appresso elencati comprese le persone offese dal reato.

PERSONE OFFESE DAL REATO

1) Dott. Loiacono Antonino - S. Procuratore della Repubblica - Roma;

2) Dott. Falco Orlando - Consigliere di Corte di Appello - Roma.

IL 1· E IL 2·

A) - del delitto di cui agli artt. 81 cpv., 110, 341, II e III comma C.P. per avere in concorso tra loro, in esecuzione del medesimo disegno criminoso, offeso l'onore e il prestigio del dr. Orlando FALCO Consigliere di Corte di Appello, a causa delle sue funzioni di Presidente della I Sezione della Corte di Assise di Roma, nonché del dr. Antonino LOIACONO, magistrato di Tribunale, a causa delle sue funzioni di Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, inviando loro uno scritto denominato »Notizie Radicali n. 59 datato Roma 15 gennaio 1969 contenente tra l'altro le seguenti espressioni oltraggiose: »Ritengo che sia urgente spezzare una catena di violenza che abusa della giustizia e del suo nome (pag. 1). »Opero dove mi sembra che la prevaricazione e l'iniquità si affermino senza nemmeno più un'ombra di pudore (pag. 1). »Quest'affare Braibanti, che in realtà è l'affare Loiacono . »Quando le leggi diventano misteriosamente violabili da coloro che ne sarebbero custodi e ne diventano

i padroni all'ombra di interpretazioni alienate, alienanti, capziose e mendaci (pag. 1)...

Le tesi false o errate della pubblica accusa (pag. 6). »L'illegalità o almeno l'anormalità patente, scandalosa, puntuale dell'istruttoria non giustificata da nulla, gratuita incredibile.

Per tacere della sua parzialità, per tacere dell'incredibile massacro del giovane Sanfratello, per tacere delle miserabili astuzie (anche se abituali) che portarono a mascherare perfino il nome dei plagiati (pag. 7). »Un'istruttoria e un processo con aspetti da pochades nella quale magistrati, periti, difensori non disdegnavano di discutere convivialmente del caso e in cui, sulla pelle di un uomo, anzi di due uomini, si riuscivano a realizzare minuetti di cortesie e ammiccamenti tra i vari operatori della giustizia (pag. 8). »Chiaro è che abbia davvero complessi di rivalsa, nostalgia o ansia di carriera, aspirazione frustrate e frustanti alla cultura, sete mortificata di prestigio e di riconoscimenti, volontà di convincere ad ogni costo, pur a costo di legge ed a prezzo di reati; cupa vocazione a rovistare con la lama della inquisizione e della persecuzione nelle coscienze di ciascuno; l'ossessivo e allucinato bisogno del sessuofobo e dell'impotente a parlare di sesso e a vederlo ovunque, dell'oppressore a

d evocare la vera libertà e dignità della persona; del costitutore di disordine ad inchiodarvi chi lo contesta (pag. 9). »Nemmeno varranno la loro legge, la loro giustizia, il loro ordine. Consapevoli e spaventati, non hanno avuto altro che il ricorso alla truffa, alla violenza, al reato (pag. 10).

»Ma la violenza vi caratterizza e vi appartiene; è ormai solo vostra, vostro principio e vostra fine (pag. 10), - attribuendo altresì al dr. Loiacono i seguenti fatti determinati:

1 - di aver istruito in modo illegale il processo intentato contro A. Braibanti;

2 - di aver discusso convialmente del caso con periti e difensori;

3 - di aver violato il segreto istruttorio per favorire determinati giornalisti.

B - del delitto di cui agli artt. 595, I, II e III comma, 61 n. 10 C.P. e 13 Legge 8-2-1948 n. 47, per avere, in concorso tra loro, pubblicato a diffuso il Bollettino »Notizie Radicali n. 59 datato Roma 15 gennaio 1969, nel quale offendono la reputazione del dr. Antonino Loiacono nei termini e con le espressioni indicate al capo a).

Con l'aggravato di aver commesso il fatto contro un pubblico ufficiale a causa delle sue funzioni.

C) - del delitto di cui agli artt. 110, 81 cpv., 368 e 61 n. 10 C.P., per avere in concorso tra loro in esecuzione del medesimo disegno criminoso, trasmesso all'Autorità Giudiziaria il Bollettino di cui sopra nel quale si denunciavano, pur sapendoli innocenti, il dr. Loiacono di aver rivelato segreti istruttori informando la stampa dello svolgimento dell'istruttoria in corso contro Aldo Braibanti e di avere, allo scopo di danneggiare Aldo Braibanti, condotto una istruttoria abusiva, persecutoria e parziale;

- nonché il dr. Falco di aver trascritto nella sentenza una motivazione diversa da quella espressa dai giurati della I Sezione della Corte di Assise.

Con l'aggravante di aver commesso il fatto nei confronti di pubblici ufficiali.

In Roma nella terza decade del gennaio 1969.

TUTTI E TRE

del delitto di cui agli articoli 110, 595 p.p., 1· e 2· cpv. 61 n. 10 C.P. - 13, 21 Legge 8-2-48 n. 47 per avere pubblicato, in concorso tra loro, sul periodico »L'ASTROLABIO del 30-3-1969, di cui Signorino è direttore responsabile, un articolo - da intendersi qui riprodotto - redatto dal Loteta e intitolato »BRAIBANTI - IL DEMONIO IN CORTE d'APPELLO con il quale, anche riportandosi un'intervista del Pannella, veniva offesa, attribuendo fatti determinati, la reputazione di LOIACONO Antonino - a causa delle sue funzioni di Pubblico Ministero in un procedimento penale per il reato di plagio - a carico di BRAIBANTI Aldo - affermandosi, tra l'altro: »Non v'è che da colpire i potenti;... l'esistenza di un processo aberrante contro BRAIBANTI, ma soprattutto di un affare Falco, Loiacono, Sanfratello. C'è da tirar fuori il condannato, ma ancor più, da portare dentro chi ha abusato della legge per realizzare un ignobile linciaggio ; e, inoltre, usando frasi quali: »Reagire all'ingiustizia condanna... la mostruosità

di una decisione importante..... ; »Dall'altro il gruppo dei radicali o di amici di Aldo che fa capo a Pannella. Per loro ormai il processo vero è quello che deve essere promosso contro giudici e accusatori, contro i promotori e i realizzatori della congiura ordita contro Aldo ; »Il suo caso si trasforma nel caso dei magistrati che hanno permesso e favorito il complotto contro l'imputato. Il processo, quello vero, deve essere ancora celebrato. Non mancheranno richieste di inchiesta disciplinari e denunce penali .

Querela del 15-6-1969.

 
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