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Bandinelli Angiolo - 1 marzo 1972
LA NOTA: L'ALTERNATIVA ALLA DC
di Angiolo Bandinelli

SOMMARIO: Si avverte in questi giorni la grande quantità di equivoci e di illusioni che hanno accompagnato questi venticinque anni di governo della Dc alla quale non hanno saputo affiancarsi i partiti della sinistra in un rapporto dialettico valido. Si avverte in queste elezioni la profonda mancanza di prospettive, e tuttavia i partiti laici e la Dc sferreranno sicuramente il loro attacco contro l'astensionismo e contro la scheda bianca, che invece sono le uniche manifestazioni di dissenso a questo regime. Mai come in questa occasione l'elezione deve rappresentare la presa di coscienza radicale per esprimere la volontà autentrica di rinnovamento. Il PR rappresenta, non per sua scelta, l'unica valida alternativa di sinistra all'attuale regime. La Direzione dell'11 marzo deciderà in via definitiva il comportamento elettorale del partito e consentirà di effettuare delle scelte attraverso le quali sarà possibile la costruzione del Partito Radicale.

(NOTIZIE RADICALI n. 151, 1 marzo 1972)

Emergono in questi giorni, a livello delle istituzioni, con violenza lacerante, tutti gli equivoci, gli errori, le illusioni di venticinque anni duranti i quali i partiti della sinistra non hanno voluto, o saputo, affrontare il problema storico e politico dei rapporti con la Democrazia Cristiana, con il mondo, le ingerenze, le pretese clericali. Dall'epoca del CLN, questi partiti hanno fornito alla DC una patente di partito antifascista perché popolare; oggi, essi si trovano ad avallare, o a subire in silenzio, il fatto compiuto di elezioni anticipate gestite - e sappiamo bene cosa ciò significhi - dal governo monocolore ed "extraparlamentare" di Leone, Forlani, Andreotti.

Invece di una chiara indicazione alternativa, quei partiti presentano al paese, alle speranze di milioni di elettori, un rinunciatario appello a mantenere inalterato il cosiddetto "quadro istituzionale", a difendere la costituzione repubblicana, a restare fedeli, insomma, all'attuale, fradicio, sistema di valori e di equilibri. Si avverte insomma, anche in questa occasione elettorale che pure presenta caratteri drammatici, una profonda mancanza di prospettive, di coraggio, di onestà politica e civile in partiti che pure si offrono a garanti della crescita del paese.

Per mantenere questo quadro, ancora una volta il paese, le coscienze dei militanti, di quanti hanno voltato le spalle a patteggiamenti e collusioni per ritrovare, sia pure tra errori e incertezze, la dignità e la pulizia di una militanza politica autentica, si vedono riproporre dalla classe dirigente il ricatto dell'antifascismo. Sale da ogni parte l'appello ad un voto, ancora una volta "decisivo", che sia innanzitutto "contro il fascismo". In questi giorni preelettorali assisteremo all'attacco forsennato, ingiurioso e cieco contro la "scheda bianca", il voto "disperso", le sperimentazioni, i tentativi, le ripulse e le scelte che in qualche modo vogliano rappresentare, rigorosamente, un "no" contro gli attuali fallimentari equilibri, per cominciare a prefigurare altre volontà, più radicalmente alternative, sostanzialmente democratiche e di rilancio delle istituzioni.

Saranno in parecchi a compiere quest'atto di violenza, morale e politica. Il PCI che pure, appena tre mesi fa, osò presentare a piazza del Popolo, incurante dei fischi della folla esasperata, il sindaco di Roma, Darida, quale campione e rappresentante di antifascismo; che fece naufragare le iniziative del referendum abrogativo delle norme fasciste del codice Rocco, sostenuta in prima linea vigorosamente, dall'ANPI e dai partigiani; che sperò per mesi di poter condizionare l'elezione del presidente della Repubblica attraverso accordi sottobanco con Forlani, mentre questi firmava la richiesta di referendum contro il divorzio. Il PSI con il PCI. E perfino la DC, nel momento stesso in essa calpesta il quadro repubblicano con lo scioglimento del Parlamento ad opera di un governo monocolore minoritario cui - come abbiamo denunciato - noi radicali "neghiamo ogni legittimità"; nel momento cioè in cui il Presidente da essa espresso, Leone, ha insediato "un suo personale governo", cessando quindi di essere "irresponsa

bile", come vuole la Costituzione, "al di sopra delle parti e garante della Costituzione e dell'unità nazionale".

Nessuno, che avverta quanto questi fatti stiano deteriorando e mettendo in forse il quadro istituzionale, può davvero cedere al ricatto "antifascista". Mai come questa volta un'elezione deve rappresentare una presa di coscienza radicale, una occasione per esprimere, con durezza, dissenso e volontà autentica di rinnovamento. Solo un netto rifiuto di corresponsabilità e una decisa volontà di lotta - a partire da una indicazione di alternativa - possono oggi richiamarsi ad un significato antifascista.

Il congresso di novembre ha affermato che il Partito Radicale si trova oggi, "non per sua scelta", a rappresentare "l'unica ipotesi costitutiva a rappresentativa" di quel "partito laico" senza il quale non è possibile neppure concepire una svolta alternativa contro la forza che è esponente e rappresentante del fascismo di oggi, la Democrazia Cristiana.

La Direzione di gennaio ha rivolto a tutti i gruppi e militanti

un appello perché siano apprestati strumenti atti a consentire la presentazione elettorale di liste autonome radicali. La Direzione che si terrà a Roma l'11 e il 12 marzo deciderà in via definitiva il comportamento elettorale del Partito. La riunione dell'11 e 12 marzo è importantissima, "e per questo sono invitati a parteciparvi tutti i militanti che ritengono necessario un sereno, comune esame della situazione". Ogni decisione sarà condizionata dalla verifica delle forze, delle iniziative, degli strumenti preelettorali, che i compagni avranno potuto apprestare nelle sedi dove i radicali sono presenti. Ma dobbiamo augurarci in primo luogo di saperci fermamente sottrarre al ricatto oggi imposto, per effettuare una scelta, prendere decisioni responsabili e rigorose, a partire dalle quali si possa, già duramente la campagna elettorale, portare avanti il programma, gli obiettivi che ci siamo posti per quest'anno: la costruzione del Partito Radicale.

 
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