Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
sab 20 lug. 2024
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Partito radicale
Orlando Ruggero, Moretti Livio, Stampa alternativa, Meyer Gertrud - 21 gennaio 1973
LA MARIJUANA E I GIOVANI (3)
Interventi di Ruggero Orlando, Livio Moretti, Stampa Alternativa, Gertrud Meyer, "Lettera firmata"

SOMMARIO: In seguito alla pubblicazione sul IL MESSAGGERO di una lettera di Marco Pannella (testo n.1071) che, prendendo spunto dall'arresto di 17 studenti accusati di fumare hascisc, sostiene la necessità di depenalizzare le "non-droghe", si apre sul quotidiano romano un dibattito sulla droga.

(IL MESSAGGERO, 21 gennaio 1973)

(Siamo alla terza puntata del dibattito aperto dalla lettera di Marco Pannella sulla marijuana e gli arresti di giovani. L'esponente radicale sosteneva - sintetizziamo per comodità del lettore - che la caccia agli studenti fumatori è una persecuzione perché non si tratta di delinquenza ma di atti pressoché innocui repressi in base a una legge che tutti riconoscono assurda (ma se ne sta facendo un nuova che sarebbe peggiore) e annunciava che per protesta avrebbe fumato pubblicamente hascisc. Nella seconda puntata, tra le lettere polemiche con Pannella, facevano spicco quella del prof. Rocci e del lettore Anania cui oggi si riferiscono alcuni degli scriventi. Forse per naturale alternarsi di opinioni, non sono arrivate sino a ieri sera altre lettere di oppositori che ora sollecitiamo a vincere la pigrizia e a prendere la penna in mano, perché abbiamo inteso aprire un dibattito che cesserebbe d'esser tale se fosse monocorde. Alcune avvertenze: stiamo ricevendo lettere troppo lunghe e invitiamo tutti a prendere

esempio da Ruggero Orlando il cui intervento è conciso come dovrebbero essere tutti. In secondo luogo, dobbiamo avvertire che non pubblicheremo lettere anonime. Che gli interessati ce lo chiedano o meno, abbiamo abbastanza buon senso per omettere certe firme, ma chi scrive senza avere il coraggio di comunicare neppure a noi la sua identità, sarà senz'altro cestinato. Il problema è serio, molte sono le sue facce: va discusso in modo serio e responsabile.)

"L'esperienza americana di Ruggero Orlando"

"Condivido il senso di urgenza espresso da Marco Pannella circa il bisogno di legiferare a nuovo sulla droga.

"Ho vissuto diciotto anni negli Stati Uniti. Possibile che in Italia non si approfitti delle tragiche esperienze altrui?

La marijuana o l'hascisc, entrambi derivati dalla canapa indiana, non sono assuefacenti né estremamente pericolosi. Sono semplicemente sconsigliabili, come gli alcoolici, specie per chi guida l'automobile.

"La proibizione e la lotta ad oltranza contro essi porta letteralmente masse di giovani a contatto con gli speculatori clandestini e quindi con i derivati dell'oppio (morfina ed eroina) che distruggono il cervello e la vita. Gli speculatori guadagnano su queste ultime droghe somme spropositatamente superiori a quelle del traffico della marijuana e hanno quindi interesse a che i loro clienti ne prendano l'indiscutibile vizio.

"E' attualmente la massima tragedia americana, di cui sono responsabili governanti e poliziotti fanatici e indiscriminati nel protezionismo. Sociologi e psichiatri che hanno studiato i precedenti americani temono di qui a breve scadenza un'esplosione epidemica e inguaribile di morfinomania ed eroinomania in Italia".

Ruggero Orlandi (Camera di Deputati)

"Polemica col lettore Anania"

"Dice Vito Anania, ``maestro di scuola, insegnante di diritto, e quindi di morale'': chi ``non ha perduto il senso dello Stato e delle sue stesse funzioni istituzionali'' deve difendere la società dal "cannabinomane". E chi è il cannabinomane? ``il drogato con hascisc'', dice Anania. ``Colui che fa uso talmente cronico ed eccessivo delle preparazioni della canapa (kif in Marocco) da averne danni fisiopsichici'', riporta lo psichiatra A. Benabud, uno dei più feroci nemici della canapa. Benabud trovò qualche centinaio di ``cannabinomani'' in tutto il Marocco, dove il kif è fumato da milioni di persone (cfr. Benabud A. Psychopathological Aspects of tua Cannabis Situation in Marocco). Sarebbe interessante chiedere ad Anania di portare al "Messaggero" qualche cannabinomane italiano se riesce a trovarlo: perché i medici italiani da quarant'anni aspettano di vederne uno.

"Nella divertente lettera di Anania apprendiamo anche che la dannosità dell'hascisc è per lui un ``dato'', visto che c'è una legge penale che ne vieta il consumo. Si potrebbe ricordare ad Anania che nel 1500 c'era una legge penale che vietava il tabacco o che negli anni '30 delle leggi penali che vietavano la costituzione di partiti politici o che in alcuni Stati americani c'è una legge penale che commina parecchi anni di carcere alle coppie sposate che indulgono nel cunnilinctus, ma è più interessante fare un salto nella libreria del nostro amico, che dice di aver consultato libri editi in epoca recentissima.

"Il ``Come agiscono i farmaci sul corpo umano'' del prof. Pietro Benigno (ed. ERI, 1961) è l'unico da lui citato, ed effettivamente è più recente del ``Milione'' di Marco Polo da lui non studiato per documentarsi sugli assassini che fumano o sui fumatori che uccidono. Da questo libro, che sulla scia del vecchio screditatissimo manuale del Porot includeva la canapa fra gli stupefacenti, il nostro amico ricava il concetto di assuefazione-tossicomania: e, usando tutta la sua fantasia, lo affibbia all'hascisc! L'unico punto su cui tutti i farmacologi sono d'accordo da trent'anni sulla canapa è che "non" dà assuefazione. Ma il tossicomane di hascisc, prosegue lo scatenatissimo Anania - e cita Benigno, che riferiva queste parole al tossicomane di oppiacei, droghe pesanti - ``è disposto a commettere qualunque bassezza per procurarsi lo stupefacente, ormai divenuto indispensabile alla sua vita''.

"E' necessario citare Maure and Vogel, Chopra, Murphy, ecc. ecc., dove affermano, sulla base di ricerche statistiche, che non esiste alcun legame tra criminalità e uso di marijuana, anzi ``...si è osservato che uno dei più importanti effetti di questa droga è di pacificare e mandare in estasi il soggetto così che non c'è nessuna tendenza alla violenza, che è invece osservabile con una certa frequenza nelle intossicazioni da alcool''? No, perché si resterebbe subito traumatizzati ancora dall'incalzante Anania, che ci sconvolgerebbe con la sua angoscia di fronte al problema: ``dove e come si procurano il molto denaro che sempre più necessariamente occorre loro per fumare la canapa indiana?'' Possiamo solo informare l'Anania dei prezzi correnti (500 lire per un paio di sigarette, 6.000 lire per un chilo di kif in Marocco), sperando però con molta serietà che quest'ultima notizia non gli crei un problema di coscienza tentandolo a scavalcare le ``false paure'' dell'hascisc per raggiungere quel piacere implicitame

nte nascosto nell'oggetto troppo disinformatamente temuto".

Livio Moretti, studente di medicina

"Fa peggio l'alcool della canapa indiana"

"Scriveva il prof. Franco Rocci, presidente del Movimento Internazionale per la Difesa della Famiglia: ``...non mi sembra scientificamente e medicamente esatto paragonare i derivati della canna (?!?!) indiana nei loro possibili danni con l'alcool o con il tabacco''. Scriveva anche: ``...in materia di droga è quasi fatale il passaggio dalle sostanze più leggere e meno alteranti a quelle più alteranti...''.

"Poiché il prof. Rocci non fornisce le fonti attraverso le quali è giunto a queste conclusioni, forse queste non meriterebbero una precisazione: che ci sembra comunque opportuna perché qualcuno potrebbe, nella disinformazione dilagante, ritenere i presidenti di associazioni per la difesa della famiglia, quasi fatalmente esperti nel campo della ``droga''.

"Sul problema dell'escalation dalla marijuana a droghe più pesanti abbiamo i seguenti dati:

Commissione Nazionale Anglo-Indiana per lo studio dell'abuso della canapa (Indiano Hemp Drugs Commission) 1893-94: tre anni di ricerca, con un lavoro riassuntivo finale in 7 volumi.

Comitato del Governo della zona del canale di Panama: cfr. The Military Surgeon, novembre 1933. Commissione del sindaco di New York Fiorello La Guardia: Il problema della marijuana nella città di New York, a cura della New York Academy of Medicine, 1944. Congresso della Commissione Parlamentare annuale sull'abuso dei narcotici (White Huose Conference on Narcoties ando Drug Abuse), 1962.

Rapporto ufficiale della Commissione interdisciplinare nominata dal parlamento inglese e presieduta dalla baronessa Wootton (Official Report Huose of Comons: ``Wotton Report''), 1968.

Commissione nazionale di ricerca del Governo del Canada: The Interim Report on non-medical drug use (Le Dain Report), 1970.

Commissioni nazionali interparlamentari sul problema della marijuana del governo australiano (1971) e olandese (1972).

Stati Uniti: Commissione nazionale sulla marijuana e sull'abuso di droghe (Marijuana: A signal of misunderstanding) nominata dal presidente Nixon, 1972.

Accademia della Scienza di New York, 1972: Studio sul ruolo della canapa nel passaggio a droghe più pesanti.

"Si sono citati soltanto gli studi collettivi e ufficiali, perché citare solo i più importanti fra i lavori scientifici condotti da "équipe" private e le analisi comparate degli studiosi avrebbe portato via troppo spazio: tutte queste ricerche sono unanimi nel riconoscere "inesistente" un qualsivoglia ruolo giocato dalla marijuana e dall'hascisc nella formazione delle tossicomanie da oppiacei o altre droghe pesanti.

""Tutte" queste ricerche discutevano proprio e anche un possibile paragone fra marijuana e alcool e tabacco, ed erano concordi nell'affermare che la tossicità della della marijuana è sicuramente "inferiore" a quella dell'alcool, anche in relazione ai danni psichici, ben conosciuti per l'alcool, assolutamente non provati o inesistenti per la marijuana. Chi volesse dati più particolareggiati o estesi su questi studi, può scrivere a "Stampa alternativa", casella postale 741, Roma".

"Stampa alternativa", centro di controinformazione"

"Una tedesca che si congratula"

"Ho letto sul giornale del 16 gennaio 1973, una lettera, firmata da Marco Pannella. Si tratta di una dichiarazione di fumare apertamente dell'hascisc in una piazza romana.

"Mi congratulo del coraggio del signor Pannella (sono cittadina tedesca, la mia conoscenza dell'italiano è limitata come vede chiaramente), ma anche della decisione di pubblicare la suddetta dichiarazione.

"Con questa decisione finisce un atteggiamento medievale della maggior parte, se non completa, della stampa italiana, di cercare le streghe dove chiaramente non si trovano.

"Rapporti scientifici di illustri professori, capacità internazionali, hanno confermato l'innocività dell'hascisc, usato, naturalmente con ragione (sappiamo benissimo cosa succede quando si beve troppo alcool, caffè, o si prendono 3 tranquillanti al giorno come ho visto fare tante persone a Roma). Mi sembra strano che queste persone non si rendano conto (o non vogliono rendersi conto) che sono praticamente dei "pericoli pubblici".

"In ogni caso mi auguro, se il signor Pannella dovrà fumare in pubblico, sia in compagnia di altre 1000 persone, 2000, 3000".

"Gertrud Meyer"

"Un poliziotto hippy che si è convertito"

"Sono un poliziotto-hippy; ho fatto dei corsi di specializzazione, mi sono fatto crescere i capelli e ho passato un anno intero tra gli hippies italiani.

"Per tutto il primo periodo non ho fatto niente, ho solamente guardato e imparato: cosa facevano, come parlavano, come erano le ragazze... stavo nel giro, e ho provato la droga in modo che fossero più sicuri di me. Poi, dopo un po', ho capito che a fumare li capivo anche molto meglio, quello che loro avevano dentro, il loro modo di vivere, la loro musica.

"Bisogna porre degli argini a questo dilagare degli stupefacenti: ci credo ancora veramente. Però mentre prima ero contento quando arrestavano qualcuno, adesso ci sto molto male. Uno di loro mi ha detto: anche voi siete amore, è uno che si farà due anni e uscirà ridotto uno straccio, una larva umana davvero.

"Adesso io non ce la faccio più e così vi ho scritto: un hippy mi ha detto: in America c'era un sergente, che lo chiamavano Sergente Sunshine come i trip, perché una volta era andato a un processo e si era messo a fumare e si era fatto arrestare e diceva ai giudici che l'hascisc non fa male, che è tutto uno sbaglio, un vero imbroglio.

"Se arrestano Pannella quando lui andrà a fumare per protesta, mi faccio arrestare anch'io".

"Lettera firmata"

 
Argomenti correlati:
il messaggero
lettera
hashish
stampa questo documento invia questa pagina per mail