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Pannella Marco - 24 febbraio 1976
UNA SPREGEVOLE VICENDA PARLAMENTARE SULLA QUALE NON TACEREMO. FIN DOVE ARRIVERA' L'OMERTA' CON UN PAIO DI MISERABILI DIFFAMATORI?
di Marco Pannella

SOMMARIO: La denuncia nei confronti della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera che non ha concesso l'autorizzazione a procedere in giudizio per diffamazione contro il deputato socialdemocratico Luigi Preti che aveva scritto un articolo in cui definiva Marco Pannella "fiero difensore dei pederasti (categoria alla quale egli si vanta di appartenere), dei drogati e generi diversi''

(NOTIZIE RADICALI n. 54, 24 febbraio 1976)

Roma - 24 febbraio - Da tre giorni, Notizie Radicali ha reso nota la vicenda della mancata autorizzazione a procedere contro Luigi Preti, imputato di diffamazione pluriaggravata per aver scritto, il 24 ottobre 1974, in suo articolo sul ``Resto del Carlino'' di Monti e di Girolamo Modesti: ``...l'estroso segretario del Partito Radicale, Marco Pannella, fiero difensore dei pederasti (categoria alla quale egli si vanta di appartenere), dei drogati e generi diversi''.

Il presidente repubblicano della giunta per le autorizzazioni a procedere, cui chiediamo conto della delibera corporativa e ignobile presa, ci comunica che ormai è regola costante il non concedere autorizzazioni a procedere per diffamazioni a mezzo stampa da parte di deputati. Il deputato socialista Felisetti nega la dottrina ma conferma la prassi ``al 99%''.

Il relatore cui Bandiera ha affidato il compito di illustrare la vicenda è il fascista Franchi, il paleofascista Franchi.

La scelta non è casuale. I rapporti fra Monti, Modesti, i Preti e i Franche sono noti a tutti: si tratta di una stessa banda di ultrademocratici dai severi costumi democratici e dagli adamantini comportamenti civili e politici. Il Franchi mentendo: a nome della giunta, afferma trattarsi di ``una polemica tra uomini politici che, sia pure sviluppatasi in toni particolarmente aspri, conserva un carattere politico''. (Cam. Deputati doc. 4 n. 226-A).

Non v'era e non v'è polemica politica fra il Preti e me. Il suo attacco fu gratuito, immotivato: pura diffamazione, freddamente portata contando appunto sulla sua immunità e impunità di deputato.

L'on. Pasquale Bandiera, altro moralizzatore del PRI, è il regista e il moderatore della vicenda. L'assemblea approva il loro operato. Luigi Preti non ha mancato alla sua dignità di parlamentare e di politico. Il Parlamento è solidale con lui.

A questo punto quel che mi par grave e addolora non è la vicenda personale ed emblematica sul piano civile. Il 2 aprile comunque sarà un processo contro Luigi Preti.

A Bologna saranno in molti, in moltissimi, e la sera precedente l'udienza in tribunale terremo una manifestazione pubblica per smascherare e denunciare questo vile, spregevole cialtrone diffamatore, che forse pensava di poter adoperare in eterno a fini particolari, servizi segreti e paralleli dello stato.

Pensava forse, questo miserabile cialtrone, ch'io mi sarei fatto intimidire visto la ridicola e grottesca gravità della aggressione, del tema sessuale evocato? I fatti gli insegneranno che questi son sbagli: i ricatti sessuali, in Italia funzionano a fondo nel sistema di cui Preti è uno squallido cliente e zelota da trent'anni, non contro di noi.

Quel che mi pare grave e m'addolora è il dover constatare che questa polemica non coinvolge più, semplicemente un giornalista da dozzina come il Domestici, o il Preti ma il Parlamento.

Nessun parlamentare se ne accorge? A tutti questa storia sta bene? Aspetto di saperlo, ma non aspetteremo inerti, né ci lasceremo scoraggiare dalla censura e dal silenzio.

 
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