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Baldassari Walter, Rippa Giuseppe, Zeno Vincenzo, Spadaccia Gianfranco - 16 novembre 1976
CARCERE - GLI OBIETTIVI DEL DIGIUNO
Conferenza stampa di Walter Baldassari, Giuseppe Rippa, Vincenzo Zeno, Gianfranco Spadaccia

SOMMARIO: L'INTERA SEGRETERIA DEL PR DIGIUNA DA IERI PER I SEGUENTI OBIETTIVI: IMMEDIATA APPLICAZIONE DELLA RIFORMA CARCERARIA, ESTENSIONE DELLA LIBERTA' PROVVISORIA E LIMITAZIONE DELL'EMISSIONE DI MANDATI DI CATTURA. RICHIESTO UN DECRETO LEGGE GOVERNATIVO. LA SCADENZA DEL DIBATTITO PARLAMENTARE DEL 18. LA SEGRETERIA HA CHIESTO DI VISITARE NUMEROSE CARCERI. APPELLO AI DETENUTI PERCHE' SI ASSOCINO ALLE RICHIESTE DEL PR.)

(NOTIZIE RADICALI n. 290, 16 novembre 1976)

Roma, 16 novembre - N.R. - Si è svolta stamane presso la sede del PR una conferenza stampa per illustrare le motivazione e gli obiettivi del digiuno iniziato ieri dalla segretaria nazionale del PR Adelaide Aglietta e dall'intera segreteria.

Alla conferenza stampa erano presenti Walter Baldassari, Giuseppe Rippa e Vincenzo Zeno, della segreteria nazionale e Gianfranco Spadaccia. Gli altri membri della segreteria che stanno digiunando sono Giuseppe Caputo (Bologna), Franco Corleone (Milano), Pasquale Curatola (Firenze).

Baldassari ha aperto la conferenza stampa illustrando i motivi del digiuno: richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle forze politiche sull'importanza del dibattito parlamentare che si svolgerà il 18 novembre alla Camera dei Deputati sui problemi della giustizia e della riforma carceraria e in sostegno alla decisione dei sostituti procuratori di Firenze in materia di concessione di libertà provvisoria e di emissione di mandati di cattura, perché essa sia adottata dalle Procure di tutta Italia.

Baldassari ha rilevato che la decisione dei magistrati fiorentini è uno dei risultati più importanti della visita dei deputati radicali alle Murate. La concessione della libertà provvisoria e la limitazione dei mandati di cattura è stata interpretata come un atto polemico rivolto a creare allarmismo nell'opinione pubblica per il pericolo che a usufruire di queste decisioni siano soprattutto incalliti criminali. Noi riteniamo - ha proseguito Baldassari - invece che questa decisione sia positiva, corretta e giusta e adegui finalmente la prassi giudiziaria alla legge e alla costituzione. I giudici di Firenze in definitiva non hanno fatto altro che dire che in futuro applicheranno la norma secondo cui l'imputato è innocente fino al momento della condanna e ricorreranno al mandato di cattura solo quando questo è obbligatorio per legge o è imposto da imprescindibili esigenze processuali, come il pericolo di fuga o di inquinamento delle prove.

Fino ad oggi i giudici non hanno rispettato la legge, il cittadino sta in carcere non per scontare una pena ma per un incostituzionale detenzione preventiva; la libertà provvisoria si ottiene soprattutto per motivi di classe, cioè quando si dispone in un proprio abile avvocato di fiducia.

Baldassari ha rivolto a nome del Partito Radicale un appello a tutta la popolazione carceraria perché si associ alle richieste del PR con analoghe manifestazioni, rigorosamente nonviolente per non fornire al regime a agli avversari della riforma pretesti per nuove violenze e ritardi.

I membri della segreteria nazionale hanno anche chiesto i permessi per potersi incontrare nei prossimi giorni con i reclusi di varie prigioni: Adelaide Aglietta alle ``Nuove'' di Torino, Corleone a ``San Vittore'' a Milano, Curatola alle ``Murate'' di Firenze, Caputo a ``San Giovanni in Monte'' di Bologna, Baldassari a ``Rebibbia'' a Roma, Rippa a ``Poggioreale'' a Napoli, Zeno al ``Coroneo'' di Trieste.

Gianfranco Spadaccia ha sottolineato la richiesta fatta dal Gruppo Parlamentare radicale nella mozione che verrà discussa giovedì alla Camera di un Decreto Legge governativo che imponga l'immediata applicazione della riforma carceraria da mesi approvata dal Parlamento e ancora disattesa. Spadaccia ha rilevato che nel caso in questione ricorrono gli estremi di gravità e di urgenza previsti dalla Costituzione per l'emanazione di un DL: il provvedimento, oltretutto, sanerebbe una situazione di palese illegalità nella quale si trova oggi lo stato inadempiente.

Spadaccia ha poi fornito numerosi dati sulla condizione dei carcerati e delle guardie carcerarie. ``Può sembrare assurdo - ha detto - ma oggi i detenuti giustamente chiedono fra le loro rivendicazioni l'aumento delle guardie carcerarie perché la loro mancanza favorisce la disfunzione degli istituti di pena e l'egemonia di gruppi mafiosi''. Invece, mentre gli organici sono neppure al completo, centinaia di agenti fanno gli autisti o i segretari di magistrati, svolgono compiti amministrativi o comunque non di loro competenza.

Spadaccia ha riconosciuto nel ministro Bonifacio la volontà di effettuare una politica riformatrice nel settore, ma ha espresso perplessità sull'effettiva forza politica per imporla contro tendenze burocratiche e reazionarie radicate nel ministero.

 
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