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Partito radicale del Lazio - 21 febbraio 1977
CONTRO LA VIOLENZA

SOMMARIO: [Volantino a stampa, febbraio 1977]. Appello a favore dei referendum radicali, per "l'amnistia per le pene minori", per "l'applicazione della riforma carceraria. Polemizza con PCI e PSI "che non vogliono denunciare oggi...quello che ieri dicevano apertamente", e con il governo Andreotti che non vuole vedere che "la più pericolosa delle criminalità" è lo "sfacelo delle Istituzioni" , come anche "le connivenze o le paure" dei partiti, "anche di opposizione".

[RECTO]

CONTRO LA VIOLENZA

Battersi contro la violenza è obiettivo prioritario del Partito Radicale: ma la prima forma di violenza che dobbiamo sconfiggere è quella esercitata da uno stato e da un regime che violano ogni giorno i diritti civili di ciascuno di noi che lasciano svilupparsi e espandersi la violenza nel potere, nei suoi corpi separati, nelle sue istituzioni per creare caos, confusione, sfiducia nella gente.

La Democrazia Cristiana ha le maggiori responsabilità di questa violenza e delle sue manifestazioni più drammatiche: in trenta anni di monopolio del potere, dello stato e delle istituzioni, le ha mandate allo sfacelo: anche il disordine, per la D.C., è divenuto un'arma di governo.

Gravi sono anche le responsabilità dei partiti della sinistra, del PCI e del PSI in particolare, che non vogliono denunciare oggi, quando la sinistra sfiora la maggioranza in parlamento e nel paese, quello che ieri invece dicevano apertamente. Astenendosi sul governo Andreotti, le sinistre assumono responsabilità nell'attuale disordine, che occorre denunciare senza esitazione e con forza.

CONTRO LA VIOLENZA, DI REGIME E DI STATO, CON L'AMNISTIA PER LE PENE MINORI, CON L'APPLICAZIONE DELLA RIFORMA CARCERARIA CON I DIECI REFERENDUM RADICALI

CONTRO LA VIOLENZA

[VERSO]

CITTADINI, COMPAGNI,

L'»ordine pubblico è in sfacelo. Il paese, in ore inquietanti, constata ogni giorno l'impossibilità, se non l'incapacità, delle forze di polizia, della magistratura, ad assicurare l'ordinato sviluppo della società civile, nella libertà e nella sicurezza. Ma vi è dell'altro. A Catanzaro, si apre, con enormi ritardi e difficoltà, il processo che dovrebbe portare a svelare la verità sulle bombe di Piazza Fontana; ma sul suo svolgimento e sulla sua conclusione nessuno può giurare, vista la pervicace volontà dei governi di mantenere fino ad oggi quel »segreto di Stato che serve a celare le responsabilità e le complicità dei corpi separati e del SID. Nelle carceri, migliaia in attesa di giudizio vivono nella disperazione, mentre sale l'esasperazione di detenuti, di guardie carcerarie, delle famiglie, per l'abbandono in cui versano le carceri, e per la temuta sospensione della riforma. E, ancora più grave: in Parlamento, il Presidente Andreotti mostra di non vedere addirittura quale sia la più pericolosa delle cr

iminalità: quella che da anni ed anni, complice la Democrazia Cristiana, si è annidata nello Stato, nello sfacelo delle istituzioni che quel partito ha voluto e favorito. Né lui né nessuno vuole ricordare insomma, con la necessaria forza ed urgenza, che la prima violenza che occorre combattere e debellare, per restaurare una civile e fiduciosa convivenza tra la gente, è la violenza del regime e dello Stato, le debolezze, le convivenze [leggasi: connivenze, n.d.r.] o le paure di quei partiti, anche di opposizione, che di fronte a queste verità preferiscono tacere.

"Il Partito Radicale, mentre ha chiesto una amnistia per le pene minori, che consenta una più precisa ed adeguata gestione della giustizia carceraria, si sta battendo perché la sinistra, in Parlamento e nel paese, si dissoci dalla Democrazia Cristiana per affermare, nell'alternativa democratica, il diritto e la possibilità per il paese di avere verità, chiarezza, giustizia.

Per questo il Partito Radicale ritiene urgente e necessario mobilitare il paese sui referendum abrogativi del codice Rocco, della legge reale, dei tribunali militari, del testo unico di P.S., per sostituirli con leggi e norme adeguate allo sviluppo, alle esigenze e alle aspirazioni del paese e di tutti i suoi cittadini".

 
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