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Notizie Radicali - 1 aprile 1979
Basta con la strage
Lotta per la vita: il silenzio è il primo nemico

SOMMARIO: Marco Pannella prosegue lo sciopero della fame di impegno e di lotta per la vita. Negli articoli successivi tutte le dichiarazioni di politici e uomini di cultura su questa iniziativa nonviolenta, mentre l'informazione di Stato della Rai-tv continua a fare della manipolazione e della censura la propria abitudine e prassi quotidiana.

Tra le altre dichiarazioni sul problema dello sterminio per fame e sulla soluzione proposta dal partito radicale, nell'articolo che segue si trovano quelle di Riccardo Lombardi; Sergio Saviane; Cesare Zavattini; Lucio Colletti; Gianni Baget Bozzo; Carlo Cassola; Aurelio Peccei; Umberto Eco; Giovanni Malagodi; Salvatore Sechi; Norberto Bobbio; Claudio Signorile; Mauro Bubbico; Lucio Lombardo Radice; Giancarla Codrignani; Umberto Terracini; Padre David M. Turoldo; Lina Wertmuller; Rosa Russo Jervolino; Susan George.

(NOTIZIE RADICALI N. 71, 1 aprile 1979)

(Da una nota di agenzia:

Roma, 20 gennaio 1979 - ... Nel '78 sono morti secondo uno studio dell'Unicef, oltre 17 milioni di bambini entro i 4 anni. Li ha uccisi la denutrizione e le pessime condizioni di vita nei paesi sottosviluppati. Le cifre comunque sono di molto superiori. Molti governi infatti rifiutano di fornire dati precisi. Ogni 30 secondi, in media, nascono nel mondo 100 bambini. Di essi circa 20 milioni muoiono il primo anno di vita. Tra i rimanenti ben 60 non hanno alcuna forma di assistenza medica. La denutrizione nei primi anni di vita, induce inoltre alterazioni irreversibili nel cervello...)

Tra i tanti guastatori che hanno sinora sabotato - poiché di sabotaggio si tratta - l'iniziativa di Marco Pannella, alcuni meritano innanzitutto l'attenzione di tutti coloro che non ritengono né giusto né possibile gettare alle ortiche impegno e speranze. Esiste una "conditio sine qua non", una miccia, un detonatore senza il quale non sarà possibile far esplodere la grande bomba di pace, né tanto meno ingaggiare questa grande guerra mondiale contro l'assassinio per fame di milioni di vite.

Non siamo i soli a saperlo: lo sanno anche loro. Loro che detengono nelle proprie mani il potere straordinario della comunicazione, che scelgono ogni secondo di esaltare e propagare violenza e di negare dialogo e vita, loro che hanno fatto della manipolazione la propria abitudine e prassi quotidiana, che sanno trasformare le voci cristalline in suoni orribili, deformati e stonati. Questi gelosi custodi dell'onda, vestali del grande tempio della menzogna di Viale Mazzini, svaligiatori di banche di verità, indiretti creatori del rimpianto di massa per Bernabei, esigono una risposta.

Il conto è lungo: dal digiuno alla vergognosa divisione degli spazi elettorali, passando per i telegiornali.

Contro la RAI, migliaia di bombe nonviolente.

Hanno detto

(Prima è calato il silenzio, come sempre. Poi, lentamente, sono incominciate a piovere le dichiarazioni. Il mondo della politica e della cultura ha preso posizione sul digiuno di Marco Pannella.

Uomini e donne di diversa estrazione e formazione, spesso fra loro distanti e avversi, concordano sull'urgenza e la necessità di dar corpo a un grande impegno di civiltà, di pace, di speranza.

Eppure, sino ad oggi, non è ancora giunto alcun segnale concreto, nessun impegno reale, ufficiale. Esiste una autentica scintilla umanistica o solo la ricerca di un po' di buona coscienza a buon mercato?)

Giorgio Girardet

"Questo digiuno si presenta in modo positivo come altre azioni consimili svolte in passato in quanto si richiama ad un metodo di lotta rigorosamente nonviolenta, che del resto affonda le sue radici in una tradizione di opposizione cristiana ai poteri violenti costituiti, sviluppatosi nei secoli passati in campo del protestantesimo dissidente, e tradottosi poi, non senza contraddizioni, nella tradizione democratica. Al di là quindi degli scopi specifici di questo digiuno, rimane valida la riproposta di questo metodo nonviolento.

Riccardo Lombardi

"Una manifestazione esemplare. Con un obiettivo specifico anche se non individuato su precise richieste. Il suo valore è dato dal tentativo di risvegliare un'opinione pubblica sonnolenta ed indifferente su problemi vitali che apparentemente sono lontani da noi ma che invece ci toccano direttamente perché toccano la nostra responsabilità anche individuale".

Rosario Mocciaro

"Sono perfettamente solidale e condivido l'iniziativa e anche il contenuto del digiuno di Pannella. Questo discorso spero che suoni notevole rimprovero per chi finge di porsi notevoli problemi sulla nascita dei bambini.

Sergio Saviane

"Sono pienamente d'accordo è un'iniziativa giusta. Sono d'altronde quasi sempre d'accordo con le vostre iniziative".

Valerio Onida

"E' un'iniziativa molto valida, un tentativo di stimolare e che dovrebbe essere seguita da iniziative anche legislative, come progetti di legge che convertano le spese militari in civili".

Cesare Zavattini

"Appartengo a una diversa sponda politica. Ho motivi di dissenso, ma anche di assenso, con Pannella. Ma questa è una di quelle iniziative che avrei voluto essere capace di compiere io".

Francesco Saint Just

(Segretario italiano all'UNICEF)

"Tutti ci auguriamo che l'apporto di Pannella possa essere recepito da tutta l'opinione pubblica, non solo italiana, ma internazionale".

Estefania Albada Lin

(Rappresentante speciale dell'ONU)

"Sono rimasta impressionata per l'impegno e l'interesse internazionale di Marco Pannella. Spero che la sua iniziativa dia luogo ad altri ``Pannella'' per sensibilizzare l'opinione pubblica a questa causa".

Lucio Colletti

"Certamente il fatto che 15 milioni di bambini muoiano di fame e denutrizione ogni giorno, non sono un fatto che possono lasciare indifferenti nessuno. Se l'iniziativa di Pannella può servire a richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica, sono favorevole".

Gianni Baget Bozzo

"Marco Pannella ha introdotto in Italia i metodi della lotta nonviolenta. Ma non ha fatto soltanto questo: è riuscito a renderli comprensibili e popolari. In questo ha usufruito di più fattori: la crisi delle ideologie, il deperimento spirituale delle istituzioni religiose, il bisogno del singolo di esprimersi sui grandi avvenimenti e avere a un tempo, un senso reale, ed un messaggio. I gesti di Pannella sono i pochi atti di pace esistenti oggi in Italia. La violenza, prima che una tragedia fisica è un dramma umano e spirituale che si esprime in atti di morte come mezzi per rivelare la realtà della condizione umana di oggi. Anche nella violenza c'è un drammatico messaggio. Pannella ha l'intuizione, il dono di inserirsi nella medesima meccanica da cui nasce il gesto violento e di rovesciarla. Per queto, i suoi gesti sono obiettivamente gesti di pace.

Carlo Cassola

"Questi atti clamorosi dovrebbero servire ad attirare l'attenzione sull'antimilitarismo. Mi auguro che Pannella faccia un digiuno contro il militarismo, per il quale si spendono 4 miliardi di dollari l'anno, e non per la morte dei bambini che è solo una conseguenza di questo".

Giorgio Forattini

"Sono d'accordo con lui. E' una cosa importante. Ha sempre digiunato per problemi rilevanti, ma questa volta il fatto ha una risonanza internazionale. L'Italia si è sempre così poco occupata di politica estera, e questo digiuno vale più di tutta la politica estera condotta dall'Italia in 30 anni di governo democristiano. Vale il suo digiuno che tutti i viaggi di Forlani all'estero".

Tullio Vinay

"Esigere la riduzione delle spese militari. Nel 1977, come tutti sanno, esse sono ammontate nel mondo alla cifra astronomica di 400 miliardi di dollari, nel 1978 sono ancora aumentate, nel 1979 lo saranno di certo... Mi sembra che i partiti democratici potrebbero di comune accordo accettare la proposta perché come diceva uno scrittore tedesco ``di armamenti si muore oggi''. I 15 milioni per i quali Pannella digiuna lo dicono a chiare lettere".

Aldo Ajello

"Non è un fatto filantropico che si reclama, ma una scelta politica più oculata e lungimirante. Una civiltà che esige un tributo di vite umano destinato ogni anno ad accrescersi con progressione geometrica non ha nessuna sicurezza e nessun avvenire. Se le cose stanno così, se il problema è politico, oltre che morale, il digiuno di Pannella non può essere gratificato con atti dovuti per scaricare la coscienza, ma deve diventare una occasione di impegno concreto politico".

Aurelio Peccei

"Ha ragione Marco Pannella a digiunare per richiamarci tutti ai nostri doveri di cittadini di un mondo che, se vuole sopravvivere, dovrà purgarsi di queste nefandezze e dei pericoli in essi insiti.

Fernanda Pivano

"Sono perfettamente d'accordo, con stima e partecipazione, con il digiuno di Marco Pannella. Chissà che a qualcuno venga l'idea di devolvere ai bambini che muoiono di fame, almeno alcune briciole dei miliardi che vengono spesi per gli armamenti e per il mantenimento degli armamenti e delle burocrazie repressive".

Ernesto Balducci

"In questo caso sono completamente solidale con gli obiettivi di Marco Pannella, e mi auguro che anche questo gesto apra gli occhi agli uomini tutti su questa tragedia spaventosa che è il dramma di tutta l'umanità".

Alberto Benzoni

"Per prima cosa, una riflessione; noi, le forze politiche di sinistra hanno sempre avuto un atteggiamento, rispetto la questione degli armamenti, dell'esportazione delle armi al terzo mondo, un atteggiamento di rinuncia, quasi che fosse un atto dovuto, naturale. E' evidente che è solo un aspetto della rinuncia, quasi cinica, più generale della sinistra, rispetto alla possibilità di riuscire a cambiare le cose. Il digiuno di Pannella ci mostra invece che il ``re è nudo'', è un richiamo alle nostre responsabilità, ai nostri impegni".

Umberto Eco

"Questa nuova impresa di Pannella è forse la più difficile della sua vita politica, per due ragioni. Una è che è molto difficile gridare al lupo quando il lupo c'è davvero, ma la gente si è abituata da centinaia di anni a sentirlo dire. Due, l'opinione pubblica reagisce facilmente ai problemi locali e nazionali, ma considera i problemi planetari, come catastrofi cosmiche, naturali e immutabili. Quindi Pannella sta cercando di risvegliare la nostra coscienza su qualcosa cui la coscienza ha fatto il callo, e ritiene non vi sia più nulla da fare. Invece bisogna fare qualcosa, e per questo occorre risvegliare la nostra sensibilità. Piena solidarietà a queto gesto disperato, ma indispensabile, dunque".

Roberto Guiducci

"Io sono completamente d'accordo con l'iniziativa di Marco Pannella e la sua decisione di sollevare il problema, in occasione dell'anno internazionale dei bambini. Il problema di fondo è che non si faccia una celebrazione dell'anno, in effetti del sacrificio, del bambino, ritualistica, come già è avvenuto per l'anno della donna, dell'ecologia, ecc., dove per un anno si parla di qualcosa, soprattutto per pulirsi le coscienze. Bisognerebbe cominciare a fare qualcosa. Il rischio di quest'anno, e degli anni a venire è che si trasformi nell'anno di Erode, dal momento che si tratta di una strage di 15 milioni di bambini e di altri 35 milioni di individui.

Giovanni Malagodi

"I bambini che muoiono nel mondo per fame sono parte di una immensa schiera di bambini, giovani, di adulti malati e denutriti, di anziani in miseria, incapaci di lavorare e che muoiono anzitempo".

"Quanti in tutto? Mezzo miliardo, un miliardo? Che queto sia uno dei grandissimi problemi che si pongono oggi all'unanimità, noi liberali lo sosteniamo da tempo. E da tempo chiediamo un apolitica nord-sud che ne avvii la soluzione. La quale richiede dai paesi sviluppati, compreso il nostro, non elemosine, ma grossi sacrifici generalizzati e sistematici, in aggiunta a quelli che sono causati dalla incipiente scarsezza di materie prime, della crescente concorrenza internazionale e dai problemi del sottosviluppo che abbiamo anche in casa nostra".

Salvatore Sechi

"Come militante di una grande organizzazione politica, vivo prigioniero-volontario di un metodo di fare politica secondo grando disegni (in funzione cioè di un progetto). Si tratta di tenere presente equilibri internazionali, compiere mediazioni, spostare il senso comune e ideale di grandi masse, neutralizzare enormi interessi, essere pazienti e tenaci, ecc. Forse ci appartiene il futuro. Ma temo che la sinistra italiana, con i suoi schemi rituali da Istituzioni, rischi di staccarsi da i bisogni elementari della gente se non si riapproprierà di quello "spirito missionario" che fa parte della sua storia. Esso è ora interpretato nelle iniziative migliori (cioè non provocatorie, nel senso peggiore del termine), di Marco Pannella.

Il suo recente digiuno mi sembra la più efficace azione antimperialistica, internazionalistica e pacifista della sinistra italiana negli ultimi anni. Salvare dalla morte per fame e denutrizione 17 milioni di bambini con meno di 5 anni significa avviare una grande "trasformazione", svuotare gli arsenali di guerra, alzare il tiro contro gli evasori fiscali, sbaraccare gli eserciti, sbocconcellare il sistema di potere della DC, smascherare la politica della chiesa verso l'infanzia, aiutare a vivere quanti - come i bambini di Napoli - questo governo, con lo stanziamento di 400 milioni per l'infanzia (contro i due miliardi della Spagna e i 20 della Svezia), condanna a sicura morte.

Attorno a Pannella non si leva soltanto la solidarietà di chi è stanco dei giuochi della Grande Politica. Il digiuno, cioè l'azione esemplare, non è in questo caso specifico né snobismo né una variante della guerra radicale contro i partiti. E' anzi un richiamo alla loro memoria storica. E' la filigrana di ciò che i partiti di sinistra dovrebbero tornare ad essere: strumenti di captazione dei bisogni più elementari della gente, antenne sensibili di chi non vuole morire della malattia più antica ed atroce: la fame".

Norberto Bobbio

"Mi costa un certo sforzo dare un giudizio sul digiuno di Pannella, perché ammiro il gesto - e tanto più lo ammiro in quanto non sarei mai stato capace di concepirlo e tanto meno mi sento in grado di imitarlo -, me nello stesso tempo, mi riesce difficile capire sino in fondo il suo significato. Sarà perché non ho sentito attentamente le dichiarazioni da lui fatte quando ha iniziato il digiuno. Ma mi sono domandato, fin dal primo giorno, e continuo a domandarmi: "Che cosa si ripromette Pannella da un gesto simile? Possibile che non si accorga che l'unico risultato è quello di far parlare di sé?".

Antonio Landolfi

"E' indubbio che la coscienza pubblica viene colpita, solo da un atto clamoroso, quale si è rivelato, in questi giorni il digiuno di Marco Pannella. Ma è anche vero, che è subito pronta a dimenticarla. Non è solo un atto d'amore, ma è essenzialmente una scelta politica lungimirante.

Massimo de Carolis

"Non condivido l'ironia che spesso si è fatta in Parlamento sui digiuni di Pannella, come anche ultimamente è accaduto a Montecitorio, mentre interveniva Cicciomessere. L'obiettivo del digiuno questa volta oltre tutto è condivisibile al massimo.

Roberto Roversi

"Tutti gli atti che concorrono a portare o a trattenere la labile attenzione pubblica su questioni tragiche, su drammi persistenti, ma fuori dalla cronaca convulsa, vanno condivisi, appoggiati. Vanno difesi. La fame nel mondo - soprattutto la fame dei bambini e la morte dei bambini per fame - è uno dei flagelli di cui portiamo addosso la vergognosa catena. Fuori discussione: merito costante dei radicali, ritengo sia quello di faticare per mantenerci sotto gli occhi i problemi di fondo della nostra epoca, al di là degli schematismi politici e della facile retorica.

Dario Bellezza

"Appoggio pienamente di gesto di Marco Pannella che è indirizzato a denunciare la tremenda condizione in cui vivono milioni di bambini.

Claudio Signorile

"Le motivazioni di Marco Pannella non possono che trovare il consenso e la partecipazione dei socialisti. Infatti i problemi della fame, dell'equilibrio demografico, dell'equilibrio ecologico, della pace, sono stati indicati nel "Progetto" approntato al congresso di Torino, come temi fondamentali sui quali si gioca il futuro dell'umanità".

Mauro Bubbico

La ragione per la quale Marco Pannella digiuna è di valore profondamente cristiano, e come tale lo condivido, specialmente in un momento in cui la pace nel mondo è turbata da vari conflitti che vengono fatti dagli imperialismi comunisti, russi, cinesi o iemeniti che siano. In questo senso si inserisce in una spinta per la pace.

Lucio Lombardo Radice

"Il digiuno di Marco Pannella ha senza dubbio attirato attenzione sul problema della sofferenza e sulla morte di bambini e ne ha messa in evidenza la vastità e la tragicità. Il peso e il valore della sua iniziativa dipendono però dalla mobilitazione di forze molto ampie e tra loro diverse.

Giuseppe Costamagna

"Lo scopo del digiuno di Pannella è nobile. Concordo senza riserve circa gli obiettivi".

Giuseppe Branca

"Ognuno, evidentemente ha i suoi metodi di lotta, quelli di Pannella li conosciamo, tra le sue armi ha anche il digiuno, e quindi fa bene ad usarla. Per quanto riguarda lo scopo, come non essere d'accordo?

Mario Bisceglia

"Questa è una delle iniziative più significative di Pannella. Come credente mi sento di arrossire di vergogna, perché un laico, che i cattolici considerano miscredente, dimostra uno spirito cristiano e umanitario, infinitamente più autentico di tanti ``credenti'', che si considerano tali, con molta presunzione, ma con scarsissima sincerità.

Giancarla Codrigiani

"Sono completamente d'accordo con l'iniziativa di Pannella. Semmai sono piuttosto dubbiosa circa i risultati, dal momento che devo constatare la cattiva volontà dei governanti. Ma credo comunque che si tratti di una grande iniziativa che merita tutta la nostra solidarietà".

Gianluigi Melega

"Penso che ogni persona civile dovrebbe dare il proprio appoggio concreto alla iniziativa di Pannella, con due obiettivi: quello di cercare, se possibile di trasformarla in una presa di coscienza mondiale del problema su cui si incentra, quello di battersi subito, in Italia, perché almeno qualche gesto concreto, anche se, soltanto più che simbolico, possa dare la misura di quanto questa strage degli innocenti preoccupi gli italiani.

Manlio Cecovini

"Trenta milioni di persone, da cui 17 milioni sotto i quattro anni moriranno di fame nel 1979, secondo le previsioni dell'ONU. Pannella vuole richiamare l'attenzione su questo sterminio al quale il mondo civile assiste indifferente dietro la finzione dell'ignoranza. Non vi sono armi contro questo atteggiamento se non quelle clamorose che possano impegnarci tutti in una comune sensibilizzazione di intervento. Apprezzo il gesto dell'amico Pannella che paga in proprio.

Renato Zangheri

"Mi auguro che l'anno del bambino non sia una farsa celebrativa, ma l'inizio di una nuova coscienza e di provvedimenti concreti e urgenti. Si debbono salvare i bambini che una nuova barbarie condanna all'inerzia e alla morte nei Paesi del sottosviluppo. Ma vorrei dire che si debbono anche rieducare i cittadini dei Paesi sviluppati.

Giorgio Galli

"Considero l'iniziativa di Pannella coraggiosa e valida, è inutile dirlo. Ma essendo l'opinione pubblica investita da una valanga di notizie temo che possa non avere riscontro".

Umberto Terracini

"L'iniziativa risponde senz'altro al carattere, alla personalità di Pannella, quale si è già tante volte manifestata in altre congiunture e nei confronti di altri problemi. Essa è infatti tutta permeata di quel concetto della superiorità del mondo civile sulle altre componenti della vita associata di un Popolo. Avere colto, in quest'epoca di così profondi turbamenti quasi eversivi dell'Umanità intera quella della sciagurata e terribile sorte riservata a milioni e milioni di esseri umani per il prevalere degli interessi rapaci delle genti, a milioni e a milioni di creature indifese e imberbi, è indice della particolare e appassionata sensibilità di Pannella. Bisogna raccogliere questo suo risoluto e sacrificato richiamo a tutte le genti, a tutte le autorità costituite, a ogni uomo di buona volontà. Io amo considerarmi tra questi ultimi, e vorrei ritrovarmi nella più ampia e operante compagnia, per dare a Pannella il conforto di solidarietà di cui egli ha bisogno per portare avanti fino ad un concreto traguard

o la sua iniziativa".

Giulio Carlo Argan

"Non credo che non si possa non ammirare il gesto di Pannella, che oppone la propria protesta e il proprio sacrificio alla drammatica condizione che la società contemporanea, cui pure è stato dato quasi sarcasticamente il nome di società del benessere ha creato per milioni di bambini in tutto il mondo.

Padre David Maria Turoldo

"Condivido in pieno perché non so è mai abbastanza partecipi di quanto di drammatico accade nel mondo. E può essere un'occasione buona per difendere la vita sul serio. Non vorrei che l'anno del fanciullo finisse in ditirambi o zampognate. E siano proprio i fanciulli a pagare gli errori dei grandi.

Giuseppe Tamburrano

Come si fa a non essere d'accordo con Marco Pannella? Il fine per il quale Marco Pannella si sacrifica è nobilissimo. Da parte mia non c'è riserva di alcun genere. Mi auguro che serva a smuovere, a incarnare almeno, gli egoismi di tanti e di segni spesso opposti.

Lina Wrtumuller

"Trovo che sia importantissimo in quanto sensibilizza, speriamo, un mondo sollecitato in tante direzioni, in una direzione di base. Ma contemporaneamente penso che altrettanto importante sarebbe sensibilizzare sul problema della sovrappopolazione che è una delle matrici di questa situazione.

Ruggero Orlando

"Rinnovo la mia ammirazione per Marco Pannella. La mortalità infantile è uno dei massimo problemi e della massime vergogne dell'umanità contemporanea. Atti come quello di Marco Pannella miranti a concentrare l'attenzione e a stimolare azioni in proposito meritano ogni elogio".

Alfredo Chiappori

"L'iniziativa di Marco Pannella ha certamente il merito di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sull'esistenza di un tragico problema che purtroppo è ancora molto lontano dall'essere risolto.

Alberto Lattuada

"Aderisco in pieno e mi auguro che qualche risultato concreto possa emergere da questo appello lanciato da Pannella e dai radicali.

Agostino Marianetti

(segr. confederale CGIL)

Il digiuno di Marco Pannella (e le altre iniziative che si stanno realizzando in questi giorni) hanno il grande merito di scuotere l'inerzia generale intorno ad un problema fondamentale come quello del diritto alla vita, per tutti e in qualsiasi parte del mondo.

Pietro Merli Brandini

(segr. confederale CISL)

Esprimiamo piena solidarietà e sostegno all'iniziativa di Marco Pannella, che ha voluto dare un salutare scossone al torpore generale e richiamare l'attenzione delle nostre società inaridite sul problema del diritto alla vita nel nostro pianeta.

Mario Didò

(segr. confederale CGIL)

Devo esprimere un giudizio positivo sull'iniziativa di Marco Pannella, la quale sottolinea la drammaticità della situazione dei bambini che muoiono di fame nel Terzo Mondo e soprattutto quella delle condizioni del Terzo e del Quarto Mondo. E' positivo e necessario che tutti paesi contribuiscano con misure assistenziali al miglioramento delle condizioni del Terzo Mondo.

Federico Coen

(direttore "Mondo Operaio")

Mi sembra che il dibattito apparso su "la Repubblica" tra Pannella e Dom Franzoni sia stato il fatto più significativo della questione poiché ha messo in luce il divario di mentalità, messianica di Dom Franzoni che vede un futuro mitico e radioso rimanendo comunque a guardare; e quella pragmatica di Marco Pannella che vede i problemi nella propria concretezza. Nei socialisti, come pragmatici, stiamo nella linea di Pannella. Noi di "Mondo Operaio" per il modo in cui operiamo, appoggiamo fortemente la linea di Marco Pannella. Dobbiamo comunque ringraziare Dom Franzoni per aver dato modo di evidenziare due approcci completamente diversi mettendo in luce ancora di più, se c'era bisogno, il problema.

Costanza Pera

(donne del PLI)

Condividiamo la battaglia di Marco Pannella per le sue profonde motivazioni umanitarie e perché riporta l'attenzione pubblica su un argomento che le alterne fortune del nostro paese avevano ingiustamente fatto accantonare.

Rosa Russo Jervolino

(donne della DC)

Il problema su cui Pannella intende richiamare l'attenzione con il suo nuovo digiuno è seri e gravissimo. Non riteniamo però che questa azione possa essere utile e costruttiva per la soluzione del problema che richiede invece, interventi meno reclamistici e più politicamente impegnati.

Maria Magnani Noya

Il problema è serio e drammatico e credo debba essere sollevato davanti all'opinione pubblica. E' assurdo che nell'anno internazionale del bambino non ci si occupi concretamente di questo problema. Si può contestare a Pannella se non sia meglio muoversi nell'ambito delle strutture istituzionali e in Parlamento, infatti il suo è un gesto scioccante, ma può rimanere sterile.

Anna Guignola

Il problema affrontato da Marco Pannella mi sembra importante e mette in luce una realtà drammatica che stride con una società democratica e giusta. D'altronde noi stesse siamo state le prime ad occuparci dell'assistenza infantile. La nostra linea di lotta è diversa da quella di Pannella e dei Radicali. Questi gesti clamorosi, infatti, possono rimanere atti sterili, se non si opera intensamente all'interno delle strutture. La sovrappopolazione può creare tanti esseri aggressivi e può alimentare l'odio all'interno della società: un essere per diventare veramente democratico ha bisogno di essere indirizzato su questa via fin dalla nascita.

Emanuela Moroni

("Quotidiano Donna")

Del problema della fame nel mondo e dei bambini ci siamo interessate più volte, ma sul digiuno di Marco Pannella non ci siamo soffermate ed io personalmente non ho riflettuto su questa iniziative. Essendo travolte come giornale da tutte le iniziative delle donne non abbiamo tempo per soffermarci su quelle degli uomini.

Paolo Volponi

Non entro in merito al significato politico del digiuno di Marco Pannella e quindi a quello delle ingiustizie che si compiono nel mondo. Mi pare un punto molto importante quello di sottrarre i fondi alla difesa, punto che dovrebbe essere tenuto presente dalle forze politiche.

Tinto Brass

Sono d'accordo sugli obiettivi che si propone il digiuno di Marco Pannella e approvo anche le proposte che sono venute fuori dal Convegno.

Enrico Boselli

"Se un milione e 400 mila bambini muoiono ogni mese nel mondo, questo non può essere per fatalità, ma perché la struttura economica mondiale è dominata dagli interessi dei paesi ricchi e, dalle multinazionali che vivono su questo equilibrio.

Antonio Patuelli

"Condividiamo le finalità della scelta di Pannella di lottare contro la morte quotidiana, di migliaia di bambini per fame. Condividiamo le motivazioni umanitarie di una iniziativa che riporta l'attenzione pubblica su argomenti ingiustamente accantonati del nostro paese, in un'epoca di aggressioni militari e terribili vicende umane quali quelle, soprattutto, di varie parti dell'Asia.

Angelo Scavone

"La battaglia che conduce Marco Pannella è meritoria e apprezzabile nei suoi intrinsechi contenuti. La fame nel mondo è senza dubbio un problema di cui tutti dobbiamo essere partecipi.

Ugo Magri

"Sono d'accordo con e richieste di Pannella perché in un momento in cui prevale l'internazionalismo di maniera ha ricordato la realtà drammatica della fame e del sottosviluppo, cui sfuggono, con tutte le loro contraddizioni, solo le aree industrialmente avanzate.

Ugo Ronfani

"Soltanto le coscienze soddisfatte possono ironizzare sul digiuno di Marco Pannella. In realtà, questo digiuno denuncia in tutta l'azione economica una delle tragedie ignorate dalla grassa società dei consumi, degli sprechi e degli armamenti: quella dei bambini che hanno fame nel mondo e che di fame muoiono, 16 milioni secondo le statistiche forniteci dagli impassibili burocrati dell'ONU. Non so se questo digiuno smuoverà le montagne di egoismo, le barriere degli interessi costituiti, mi auguro che apra almeno qualche breccia nel monte spesso dell'indifferenza.

Susan George

"E' ammirevole che qualcuno della statura di Marco Pannella abbia deciso di lottare contro la fame, con la fame. Tutti coloro che desiderano combattere con lui questo scandalo non si contenteranno di contribuire a un aiuto alimentare puntuale che non può avere nessun effetto strutturale o durevole. Le cause reali della fame si trovano nelle strutture economiche e politiche.

 
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