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Il Messaggero, Benvenuto Giorgio, Accame Falco, Terracini Laura, Unicef, Farina arnoldo - 22 marzo 1980
Fame nel mondo (2) Nuovi messaggi e adesioni all'appello per l'iniziativa di Pasqua

SOMMARIO: Le adesioni all'appello di Marco Pannella per fermare lo sterminio per fame in atto nel sud del mondo e alla marcia di Pasqua. Giorgio Benvenuto, Falco Accame, Laura Terracini, Unicef.

(IL MESSAGGERO, 22 marzo 1980)

("Il Messaggero" ha pubblicato martedì una lettera-appello di Marco Pannella sullo sterminio per fame di milioni di esseri che abitano nelle aree sottosviluppate del mondo e che potrebbero essere salvati solo che tutte le nazioni industrializzate devolvessero a questo scopo una minima quota-parte del loro prodotto nazionale lordo. Stando a quanto ha stabilito la commissione Carter, sarebbe sufficiente una somma uguale a quella spesa dagli Stati Uniti quest'anno nella costruzione di cinque sottomarini per rifornire di cereali tutte le zone afflitte dalla denutrizione. Pannella ha annunciato digiuni e proposto una serie di iniziative popolari nella settimana precedente la Pasqua che culmineranno un una grande manifestazione, con partecipanti italiani e di tutta Europa. Una seconda "marcia della vita della pace, del disarmo" in piazza San Pietro. Saranno i radicali a organizzarla, ma il problema dello sterminio per fame non ha e non può avere etichetta, come del resto provano le lettere e le adesione telegrafic

he che stanno arrivando al "Messaggero" da persone di ogni parte politica.)

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Benvenuto

Guerra alla morte

Proprio perché gli obiettivi del Comitato per la Vita, la Pace e il Disarmo sono rimasto "inevasi" dallo scorso anno credo che con ancora più convinzione si debba aderire all'appello lanciato con rinnovata ostinazione da Marco Pannella attraverso le colonne del Messaggero.

Questa guerra alla guerra ed alla morte non può essere circoscritta ad un solo episodio, che lo releghi - cosa non nuova purtroppo - nel campo delle molte novità senza seguito.

L'azione contro la svalutazione della vita, contro i continui attentati ad essa deve riprendere posto nelle coscienze di tutti dopo un lungo periodo nel quale l'attacco alla democrazia, ma anche le troppe occasioni mancate, i molti errori e le non poche miopie hanno reso più arido il terreno della costruzione di una più avanzata convivenza civile. Siamo di fronte ad un compito di lunga durata, che deve far breccia nel muro di egoismi, corporativismi e grettezze politiche, di cui la battaglia cui si richiama Marco Pannella non è affatto uno degli aspetti marginali: riguarda infatti il tipo di umanità che fin da oggi vogliamo disegnare, il dilemma che resta di fronte a noi, se essere complici dell'aumento dell'emarginazione e della

disperazione nel mondo o se invece fare concretamente la nostra parte per invertire la rotta.

Ecco perché sono d'accordo a che questo tentativo sia ripetuto, questo problema sia reso ancora più esplicito per i molti che non sanno o non vogliono sapere.

Anche il movimento sindacale ne è toccato direttamente: il suo progetto di rinnovamento della società è vano se non poggia su un'affermazione reale dei valori essenziali come il diritto alla vita, la dignità della persona, basi vere per la costruzione di una qualsiasi politica. Il rovesciamento di questi termini, una politica sempre più povera di ideali ma che orgogliosamente vuole spiegare tutto, sono fra la cause che hanno ridotto la fiducia e la convinzione verso traguardi di trasformazione e avanzamento democratico.

Ma anche sul piano dell'internazionalismo il movimento operaio è chiamato a rendere - nelle sedi in cui è presente e conta, negli appuntamenti nei quali può svolgere un ruolo, come quello prossimo del vertice di Venezia dei paesi industrializzati - evidente la sua scelta per la cooperazione e la pace: il tramonto di miti e ideologia può ricondurre la nostra iniziativa al cuore stesso del problema dello sviluppo: il binomio fra libertà e difesa della vita.

Queste battaglie non violente possono essere importanti anche per rompere il clima di assedio psicologico e morale nel quale vive la nostra democrazia: essere in molti a sostenere un progetto per sconfiggere i calcoli di corte o le colpevoli latitanze contribuisce a dare alle decisioni che si proclamano un senso profondo e vero di civiltà e di credibilità. Ha ragione Pannella, il campo delle adesioni può essere in questo senso assai vasto, unitario e non unanimistico, nel quale laici e credenti parlano lo stesso linguaggio di vita.

Non credo che i lavoratori siano sordi a questa istanza; li loro impegno per una società migliore, diversa, è da sempre partito dalla rivendicazione più sentita della loro umanità conculcata spesso dell'oppressione, vale a dire la liberazione da logiche di dominazione. E' per questo che una apertura reale agli sforzi compiuti in questo problema nella direzione propugnata da Marco Pannella e dai radicali, e credo non solo da essi, sta nella continuità del discorso di progresso del movimento operaio.

Giorgio Benvenuto

Falco Accame

E le armi?

Tra i vari aspetti etici e comportamentali che l'iniziativa di Marco Pannella ripropone, vorrei soffermarmi su uno di grande attualità, quello della vendita di armi (noi siamo il 5· paese esportatore) al Terzo mondo ed in particolare ai Paesi come la Mauritania in lotta col Plisario, ed al Sud-Africa, come testimonia un articolo apparso recentemente su "Interconair-Marina" del mese di gennaio 80.

Nel nostro Paese non facciamo praticamente nulla per contenere la vendita di armi; neppure qualcosa si fa nel Parlamento Europeo, mentre queste armi generano povertà e guerra. Noi le esportiamo perfino all'Irak verso cui altri Paesi hanno posto un veto per via del contributo che dà al terrorismo. In una intera legislatura non di è potuto discutere delle proposte di legge pur esistenti in Parlamento, per una precisa volontà avversa del Governo.

Non fosse altro che per questo aspetto concreto, e nell'ambito del sicuramente fattibile, io credo che la iniziativa di Marco Pannella vada pienamente sostenuta, sforzandoci di tradurre in concreti termini operativi i vari aspetti di cui di compone.

Falco Accame

Laura R. Terracini

Questa volta sì

Sono sempre stata contraria ai digiuni di Pannella, perché mi pareva assurdo "morire per non fare morire" e pensavo che il "non fare morire" avrebbe dovuto trovare soluzione in altri tipi di lotta. Ma oggi, dopo avere amaramente constatato che le proteste, le proposte le marce, le manifestazioni, gli appelli, le molteplici adesioni e gli innumerevoli promesse non sono servite a niente, spaventosamente a niente, mi chiedo: che cosa mi resta ancora da tentare? Allora io, cittadina democratica e non violenta, come donna, come italiana, come madre, non ho più armi. E digiuno anch'io.

Laura Rocca Terracini

Unicef

Nel Terzo Mondo

Ho letto l'appello di Marco Pannella che non può non trovare la solidarietà di tutti quanti credono nei valori della vita.

Un'adesione maggiori sento di dare come Segretario Generale del Comitato Italiano per l'Unicef perché sono anni che andiamo denunciando questa intollerabile strage che dovrebbe pesare sulla coscienza di tutti noi. Resta solo il maledetto pericolo della "banalità dell'orrore": i quaranta bambini che muoiono ogni 60 secondi a causa della denutrizione diventano un fatto ancora più grave proprio perché sembra che nessuno si accorga di loro.

Rientro proprio adesso da una visita nella Guinea-Bissau, dove sono stato testimone di incredibili situazioni di bisogno, in un paese dove la mortalità infantile raggiunge il 48%.

Bisogna onestamente dare atto a Marco Pannella per la sua determinazione a porre all'attenzione italiana ed europea questo gravissimo problema che rischia di compromettere ogni sviluppo e mi auguro che questa nuova occasione offerta agli italiani possa avere risultati più concreti.

Vorrei però suggerire un'iniziativa parallela che serva e dare all'opinione pubblica italiana l'esatta dimensione del problema: io propongo a Marco Pannella di invitare rappresentanti dei partiti, dei sindacati e delle forze culturali italiane a fare una visita in uno o dei paesi del Terzo Mondo, per prendere coscienza di questo dramma e riferire al ritorno sui giornali alla radio e alla televisione, che cosa hanno visto e che cosa si può fare. Perché per salvare milioni di bambini dalla fame ci vuole veramente poco, oltre naturalmente alla "volontà politica" di cui parlava Marco Pannella.

Posso assicurare che una visita come quella proposta farà capire quale pericolo corra il mondo, perché si tratta di un fatto di libertà e di giustizia, che riguarda anche l'avvenire dei nostri stessi figli.

Arnoldo Farina

Segretario generale Comitato Italiano per l'Unicef

I telegrammi

- Aderisco a livello personale e a nome dell'intero Consiglio delle Legga all'appello di Marco Pannella. Aderisco perché questo massacro fa vergogna all'umanità e prima o poi ricadrà sulla coscienza di tutti. L'indifferenza per questo sterminio è complicità e quindi il peggiore dei crimini - Luigi Macoschi, presidente nazionale Lega antivivisezionista.

- Aderisco all'appello di Marco Pannella contro la fame nel mondo - Gianfranco Piazzesi

- Aderisco all'appello di Marco Pannella contro la fame nel mondo - Pio Baldelli, docente de storia tecnica del cinema all'Università di Firenze.

- Aderisco all'appello di Marco Pannella contro la fame nel mondo - Paola Cicerone, segretaria provinciale Gioventù liberale, Firenze.

- Aderisco all'appello di Marco Pannella contro la fame nel mondo - Marino Bianco, assessore urbanistica Comune di Firenze.

- Pur partendo da ideologie diverse, riteniamo di dover condividere e sostenere proposte e iniziative fatte da Marco Pannella sul Messaggero - Giuseppe Patat giornalista de Il Corriere di Verona, Simonetta Chesini giornalista, Gustavo Franchetto giornalista, Renzo Fasiolo segretario generale Uil Verana, Armando Zasso direttore Verona Sport Industria, Enrico De Angelis giornalista del quotidiano L'Arena, Giorgio Bertani editore.

 
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