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Sciascia Leonardo - 23 luglio 1980
Caso Cossiga-Donat-Cattin: intervento alla Camera dei deputati di Leonardo Sciascia

SOMMARIO: Nell'intervento in Aula, Sciascia cerca di ricostruire, da una "attenta" lettura dei verbali della Commissione per i procedimenti di accusa, quale sia stato il comportamento del Presidente del Consiglio nella vicenda conclusasi con la fuga di Marco Donat Cattin. A suo avviso, dalla lettura emergono serie incongruenze in merito ai comportamenti del "giovane Sandalo". Per quanto riguarda il Presidente del Consiglio, sembra che egli si sia comportato facendo scattare "un meccanismo alla Fouché", un meccanismo che "ha portato all'arresto di Sandalo e alle dimissioni del senatore Donat Cattin da vicesegretario della democrazia cristiana". Ritiene, in definitiva, di propendere per "l'archiviazione" del caso.

(Camera dei Deputati - Senato della Repubblica - VIII LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 23 LUGLIO 1980)

SCIASCIA. Signora Presidente, signori deputati e senatori, questo mio breve, brevissimo intervento è il risultato di una lettura che posso dire attenta dei verbali della Commissione per i procedimenti d'accusa, con tutte quelle domande che mi sono sorte in margine a quella lettura.

Potrei fare una antologia di passi dei verbali e delle mie domande; ma è stato così notomizzato, quel verbale, che credo sia inutile ricordarlo, perché allungheremmo di molto il discorso.

Voglio ricordare soltanto dei punti. Il primo riguarda una domanda preliminare che mi sono posto: com'è che questo giovane Sandalo, che si trova di fronte ad un uomo che ritiene potente, che gli ha reso dei favori e che ora gliene chiede uno, non provi il bisogno di chiedere di essere aiutato anche lui, come questo uomo potente sta per aiutare suo figlio, confessando di essere un terrorista? Questa è una domanda molto inquietante che mi sono posto, ed alla quale non riesco a fornire una risposta.

Altro punto inquietante è la spavalderia con cui questo giovane, di fronte alla Commissione parlamentare, per due volte si permette dell'ironia sul »preambolo , quasi a porsi come l'angelo vendicatore del »preambolo stesso.

Ci sono tanti altri punti che non mi convincono, particolarmente per quel che riguarda la conversione, la folgorazione del giovane Sandalo alla bellezza dello Stato. Ci sono dei punti che sembrano tratti da un cattivo De Amicis.

Detto questo, ribadisco che io credo che ognuno di noi, nell'accingersi a giudicare, dovrebbe porsi il piccolo problema di come si comporterebbe al posto del Presidente del Consiglio di fronte ad un compagno di partito, ad un amico che, come il senatore Donat-Cattin, domanda delle informazioni che il dovere impone di non rivelare.

Si può non ricevere l'amico; si può, ricevendolo, prevenire ogni domanda, dichiarando di non poter rispondere; si può opporre il silenzio alla prima domanda che tocchi l'intoccabile argomento; si può allargare le braccia o levare gli occhi al cielo. Sono tutti comportamenti formalmente ineccepibili, ma che avrebbero avuto, da parte del senatore Donat-Cattin, una interpretazione univoca, sarebbero stati eloquentemente risposta e, pur non assumendo la forma del favoreggiamento, sarebbero stati un vero, reale ed effettuale favoreggiamento. E paradossalmente non saremmo qui a giudicare se il Presidente del Consiglio ha favorito o no il senatore Donat-Cattin, se questo vero e reale favoreggiamento avesse consumato.

Ma di fronte al senatore Donat-Cattin al compagno di partito, all'amico, il Presidente del Consiglio, invece di levare »al ciel ch'è suo, le ciglia , o dirgli di non toccare quell'argomento, ha tenuto un diverso comportamento.

Faccio credito alla sua intelligenza e alla sua accortezza, presumendo che tale comportamento non sia stato da lui scelto casualmente e senza ponderazione. Del resto, ne ha avuto tutto il tempo, fingendo di non sapere nulla e dando l'impressione di andare a chiedere informazioni in un'altra stanza.

Quello che poi ha detto al senatore Donat-Cattin era sufficiente per allarmarlo ma non certo per favorirlo. Da uomo della controriforma - definizione che il Presidente del Consiglio accetta, è il caso di dire, in senso generico e non specifico - il Presidente ha fatto scattare un meccanismo alla Fouché. Credo, del resto, che Fouché sia forse un ideale di vita per lui. Un meccanismo, dicevo, che ha portato all'arresto di Sandalo e alle dimissioni del senatore Donat-Cattin da vicesegretario della democrazia cristiana. Non posso affermare che tali effetti siano stati da lui voluti, ma certo è che ci sono stati e che sono stati i soli.

Quanto all'effetto della fuga di Marco Donat-Cattin all'estero, ne dubito, e il documento di cui abbiamo preso visione l'altro ieri - perché bisogna pur credere ai documenti, giacché abbiamo creduto al primo - dà alimento a questo mio giudizio.

In conclusione, se qui si votasse per stabilire se il Presidente del Consiglio ha favorito il corso di questa tenebrosa vicenda, con entusiasmo voterei per la sua incriminazione; ma poiché si vota per stabilire se ha favorito o no il figlio del senatore Donat-Cattin, il mio voto è per l'archiviazione, il che non mi impedisce di fare voti per la dimissione dell'onorevole Cossiga da Presidente del Consiglio (Applausi dei deputati del gruppo radicale).

 
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