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Sciascia Leonardo - 12 dicembre 1980
AFFARE PETROLI: DE MAURO-PECORELLI: C'E' DIETRO LA STESSA MANO. DICE LEONARDO SCIASCIA: "SI, SONO VICENDE COLLEGATE". C'E' UN UNICO FILO CHE LEGA L'ASSASSINIO DEL DIRETTORE DELLA RIVISTA "O.P.", MINO PECORELLI ALLA MISTERIOSA FINE DEL CRONISTA PALERMITANO CHE FU RAPITO DIECI ANNI FA.

SOMMARIO: Ritiene che il rapimento-scomparsa del giornalista De Mauro e l'assassinio di Pecorelli siano"vicende collegate": inoltre, "di petrolio si trattava" nella vicenda de Mauro e questo la collega all'attuale "scandalo dei petroli". Infine, fa notare che Miceli, già capo dei servizi segreti, è di Trapani e quindi di casa in Sicilia, dove la sua politica "filo-araba" aveva, all'epoca di quei fatti, "addentellati".

(NOTIZIE RADICALI, 12 dicembre 1980)

Roma, 12 dicembre 1980 - N.R. - Dieci anni fa veniva rapito a Palermo il giornalista Mauro De Mauro, dell'Ora; De Mauro, da allora, è "scomparso", e di lui non si sa più nulla. Tra questo rapimento-"scomparsa" e l'assassinio di Mino Pecorelli, il direttore di "O.P.", c'è un legame? Forse. C'è chi dice di sì, come Leonardo Sciascia, grande conoscitore di cose siciliane, scrittore e deputato radicale. "Sì, sono vicende collegate", dice.

Sciascia parte dall'arresto di Mino Buttafuoco, che rimane a tutt'oggi l'unico imputato dell'inchiesta giudiziaria.

"Boris Giuliano (commissario freddato dalla mafia), che più di ogni altro seguiva la pista Buttafuoco, era certamente contrario al suo arresto". Ritengo che l'arresto di Buttafuoco sia stato imposto dall'alto".

Domanda: "Come ricorda Boris Giuliano?"

Sciascia: "Era un valente commissario di polizia, molto perspicace e con addosso una grande carica di umanità. Veniva a trovarmi a casa, a volte, o ci incontravamo alla libreria Flaccovio di Palermo. Non parlava molto del caso De Mauro, ma mi lasciò intendere fin da principio di essere sicuro di trovarsi sulla pista giusta. Poi, improvvisamente, parve smarrire il filo. Meglio: parve che glielo avessero tagliato. In uno sfogo di amarezza, mi disse: "Il ministro degli Interni dovrebbe essere un altoatesino", e io riferii quella frase allusiva in Parlamento".

Domanda: "Ritieni che vi sia un rapporto tra la pista seguita allora dalla polizia sul caso De Mauro e l'attuale scandalo dei petroli?"

Sciascia: "Non ci sono dati per asserire nulla di sicuro. Dico soltanto: di petrolio si trattava allora, e di petrolio si tratta oggi. In tal senso esiste un collegamento tra le due cose. Recentemente ho chiesto ad Andreotti se nella nomina di Giudice a capo della finanza ci sia stato l'intervento di qualche politico siciliano. Mi ha risposto, per lettera, che non gli risultava, e che comunque lui non c'entrava".

Domanda: "Le risulta che il generale Giudice e il generale Miceli, già capo dei servizi segreti, si trovassero in Sicilia all'epoca della scomparsa di De Mauro?"

Sciascia: "Non ricordo di Giudice. Quanto a Miceli, è siciliano, di Trapani, e quindi di casa. E' noto che la politica filo-araba di Miceli aveva addentellati in Sicilia. Sono noti i suoi rapporti con Gheddafi, d'altronde per gli arabi è come se la Sicilia l'avessero lasciata ieri".

 
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