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Pannella Marco - 27 luglio 1981
"Tre milioni di vivi, subito"
di Marco Pannella

SOMMARIO: Comunicato sul bilancio dei primi trenta giorni dal lancio del Manifesto dei Premi Nobel contro lo sterminio per fame e per lo sviluppo e la conseguente campagna "tre milioni di vivi, subito".

(Lingua dell'originale: italiano)

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27 Luglio 1981

Diamo oggi l'annuncio che il Presidente Sadat è il 54mo Premio Nobel firmatario del Manifesto diffuso in alcuni Paesi il 24 Giugno 1981. La comunicazione è stata data al Gruppo Parlamentare Radicale italiano dall'Ambasciata d'Egitto a Roma.

Il carattere assolutamente straordinario di questo Manifesto - a trenta giorni dal suo lancio ufficiale in alcuni paesi e mentre, in molti altri, è ancora sconosciuto - è emblematicamente oggi sottolineato dalla decisione del Presidente egiziano, anch'egli Premio Nobel per la Pace, ma ancor più risulta chiaramente dalla serie di avvenimenti politici che ne stanno derivando. Non è arbitrario, infatti, affermare, che nessun avvenimento si è rivelato in questi anni, a proposito dei rapporti Nord-Sud, cosi' capace di determinare precisi e concreti processi politici.

Perfino al vertice di Ottawa il Manifesto è stato ufficialmente evocato dal Presidente italiano Spadolini, ed è in base al richiamo alle affermazioni ed agli obiettivi dei Nobel che egli è stato incaricato ufficialmente dai partecipanti europei, canadese e giapponese di approntare concreti strumenti politici per nuovi rapporti e azioni di interdipendenza fra Nord e Sud.

Fatto senza precedenti la Camera dei deputati canadese ha votato una risoluzione di piena approvazione del Manifesto, con i suoi obiettivi e i suoi presupposti. Il Senato belga, all'unanimità, ha votato una risoluzione che impegna il Governo ad attuare "le ingiunzioni" che sono contenute nel Manifesto e che ne trarrà i mutamenti politici conseguenti nelle prossime settimane.

Nel Parlamento italiano stanno per essere discusse numerose risoluzioni, probabilmente prima delle ferie estive, due delle quali chiedono misure anche più impegnative di quelle indicate come minime, ma già estremamente gravose, dai Nobel.

I deputati radicali chiedono uno sforzo finanziario straordinario pari all'1,5% del PNL ( 5 mila miliardi ) e i socialisti di quasi l'1,9% ( 3 mila miliardi ) .

Iniziative parlamentari sono state prese in numerosi altri Parlamenti, fra i quali quello di Gran Bretagna ( Camera dei Lords e Camera dei Comuni), dei Paesi Bassi, di nuova Zelanda.

Al Parlamento Europeo una risoluzione è stata depositata con primi firmatari parlamentari radicali italiani, conservatori e laburisti britannici, democratici di maggioranza e di opposizione greci, gollisti francesi.....

La caratteristica comune di queste iniziative istituzionali è di andare per alcuni aspetti fondamentali al di là delle proposte della commissione Brandt: tutte, inoltre, propongono un approccio assolutamente diverso e nuovo all'aiuto allo sviluppo.

Esse chiedono infatti di fare dell'aiuto d'emergenza e per la sopravvivenza delle persone attualmente condannate a morire di fame già nel 1982 il traino per l'aiuto allo sviluppo e per realizzare nei fatti e sin d'ora il rapporto di interdipendenza. Non più quindi da una parte gli aiutati alimentari e sanitari d'emergenza e dall'altra quelli allo sviluppo, ma i due in un'unica teoria d'intervento, negli stessi luoghi e circostanze. Non più quindi, in nome dello sviluppo a partire dalle situazioni apparentemente più favorite o favorevoli, rassegnarsi alla morte endemica di decine di milioni di uomini nelle zone del quarto mondo.

Una impostazione cosi netta e radicale, molto più ambiziosa e ampia di quella del cosi detto "mondo progressista", mostra che riesce a coinvolgere nuove adesioni, facendo passare gli spartiacque all'interno di ogni schieramento , ma realizzando sin d'ora posizioni di umanità li' dove finora regnavano invece stanche e settarie differenze o divergenze.

Se queste sono le reazioni istituzionali al Manifesto, vi sono altri settori di intervento in esso auspicati che stanno per essere coperti.

La Campagna nell'ambito della quale alcuni militanti europei - pre costituitisi in Associazione - Food and Disarmement International - hanno concepito di proporre ai Nobel il Manifesto, lo hanno diffuso e lo stanno cosi appoggiando, segnera' un nuovo momento di crescita con l'annuncio del digiuno ad oltranza a partire dal

I Agosto dell'ex Presidente del Gruppo dei deputati radicali italiani ora deputato europeo, Marco Pannella per ottenere la garanzia che sia sin d'ora garantita per 12 mesi la sopravvivenza di almeno il 10% delle persone che il Manifesto individua come praticamente "agonizzanti", che dovrebbero cioè sicuramente morire per fame e denutrizione nel corso del 1982.

I premi Nobel, infatti, avevano rivolto il loro invito all'azione nonviolenta, "gandiana" a tutti coloro che sono senza potere o senza armi, agli inermi.

In questa sintesi o primo bilancio dei primi 30 giorni successivi al lancio del Manifesto, vi sono ovviamente molti fatti anche importantissimi tralasciati: a titolo di esempio la vera e propria mobilitazione del PNUD, la principale Agenzia ONU, e l'appoggio di organismi come la FAO, il CMA, l'UNctad, l'OMS, il BIT....Un punto, centrale, dall'appello dei Nobel è invece, tranne

eccezioni, tuttora disatteso. Il Manifesto esplicitamente afferma, infatti, che solamente se i mass media consentiranno alla gente, alle donne ed agli uomini di qualsiasi condizione di essere informati di queste proposte, delle soluzioni possibili, dei fatti che si verificano, "il futuro potrà essere diverso da quello che incombe e sembra segnato per tutti e nel mondo intero." I Nobel aggiungono: "Ma solo in questo caso".

E dalla cruna dell'ago della stampa scritta e parlata che passa dunque ogni speranza e ogni responsabilità.

 
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