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Partito radicale - 30 settembre 1981
PETIZIONE CONTRO LO STERMINIO PER FAME PER UNA CONSEGUENTE NUOVA, ORGANICA POLITICA DI SVILUPPO

SOMMARIO: Il testo di una petizione popolare, promossa dal Pr, contro lo sterminio per fame, rivolta al Presidente della Repubblica, al Senato della Repubblica, alla Camera dei deputati e al Parlamento europeo

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"Considerato" che lo sterminio per fame e miseria nel mondo sta per portare all'olocausto altre decine di milioni di persone nel corso del 1982, fra le quali almeno 17 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni;

"Considerato" che per unanime riconoscimento la causa principale dello sterminio è nella volontà politica degli Stati e dei potenti della terra, volta a dare priorità assoluta alla politica di armamento e di preparazione della guerra (secondo il falso argomento sempre smentito della cultura ufficiale che per volere la pace si debba preparare la guerra);

"Considerato" che nel mondo Nord-Orientale - ad egemonia sovietica - viene confermato il rifiuto, obbrobrioso ed ignobile, di qualsiasi forma di aiuto pubblico multinazionale allo sviluppo e di lotta allo sterminio per fame delle popolazioni del terzo e quarto mondo;

"Considerato" che nel mondo Nord Occidentale - ad egemonia statunitense - rischia questo anno di prevalere una politica di ulteriore contributo allo sterminio anziché alla vita ed allo sviluppo di quelle popolazioni;

"Considerato" che l'uso dell'arma alimentare come arma di guerra effettivamente in corso ai danni del Sud del mondo, non di rado esso stesso rappresentato da forze subalterne culturalmente, politicamente o economicamente, è emblematizzato e provato inequivocabilmente dalla decisione presa nel mese di settembre 1982 da parte degli USA di fornire all'URSS 18 milioni di tonnellate di cereali, sufficienti a nutrire tutti gli affamati della terra in procinto di essere sterminati nel 1982;

"Considerato" che il reato di genocidio (dopo che il processo di Norimberga contro i responsabili dell'olocausto dell'ultima guerra rese evidenti la esigenze di nuove norme giuridicamente appropriate e vincolanti) è oggi norma di diritto positivo;

"Considerato" che 60 Premi Nobel, il Parlamento europeo, le massime autorità religiose di ogni confessione e in primo luogo il Pontefice della Chiesa cattolica hanno affermato che la lotta contro lo sterminio e il dovere di portare salvezza e vita a colore che altrimenti periranno e che sono già agonizzanti devono essere ritenuti come priorità assolute e tradotti in leggi e bilanci conseguenti;

"Rilevato" che l'Italia è il paese che sta realizzando nel biennio 1982-1983, il massimo incremento delle spese militari riscontrato negli ultimi decenni in nazioni sviluppate, raggiungendo il 75 per cento di aumento in due anni, e che di questo tutti sono varia misura responsabili;

"Rilevato" che anche nel 1981 l'Italia è rimasta ultima fra i paesi industrializzati non solamente europei per l'aiuto pubblico allo sviluppo, in violazione anche degli impegni internazionali assunti fin dal 1971;

"Rilevato" che il solo incremento della spesa militare italiana corrisponde al costo dei cereali sufficienti a nutrire durante l'anno almeno 10 milioni di persone secondo le stime ufficiali e convergenti della commissione Carter delle Organizzazioni e delle Agenzie e del Sistema delle N.U.;

"Rilevato" che l'Italia è divenuta nel giro di pochi anni la quarta esportatrice di armi nel mondo, come conseguenza di un'inequivoca scelta di sviluppo industriale, commerciale, e di politica internazionale, e che oltre il 50% del fatturato militare, viene realizzato con paesi del terzo mondo, traendone profitti moralmente e politicamente inaccettabili e pericolosi;

"Rilevato" che anche in diritto l'Italia si rende colpevole di gravissime inadempienze rispetto ad impegni ufficialmente e liberamente assunti, e rischia, di dare il massimo contributo possibile a riempire gli arsenali e a svuotare di conseguenza i granai: alla politica, cioè, di sterminio nel mondo;

"Rilevato" che il Governo e il Parlamento italiano si sono più volte impegnati ad ispirarsi al Manifesto dei Nobel, dichiarando di condividere gli obiettivi, e che il Manifesto dei Nobel è con tassativa indicazione volto alla salvezza di tutti coloro che sono sul punto di essere sterminati nel 1982 ("coloro che sono agonizzanti"), oltre a coloro che potevano essere salvati negli ultimi mesi del 1981;

"Rilevato" che sempre più si usa della prospettiva e della politica di sviluppo come dell'altare su cui immolare nella realtà centinaia di milioni di persone, che sempre più si rischia di sterminare l'umanità in nome di un progetto di società, di uomo, o di sviluppo;

Per tutto questo...

Petizione popolare al Presidente della Repubblica Sandro Pertini

"Rilevato" che la Costituzione della Repubblica consente al Presidente della Repubblica di indirizzare messaggi alle Camere, di rifiutare di controfirmare leggi che non siano ritenute conformi alla legge fondamentale dello Stato;

"Rilevato" che il Presidente della Repubblica ha da anni con sempre maggiore forza e in occasione di massima ufficialità, nazionale ed internazionale, affermato che lo sterminio per fame deve essere combattuto come il massimo flagello del nostro tempo;

I sottoscrittori cittadini della Repubblica rivolgono una Petizione al Presidente Pertini, interprete e custode della Costituzione e della Repubblica, dei sentimenti e degli ideali del popolo italiano perché voglia considerare l'opportunità di usare anche tutti i suoi poteri costituzionali per indurre il Governo e il Parlamento a convertire in politica, progetti e decisioni immediate di vita e di pace, secondo quanto chiesto dal manifesto dei Nobel, dal Parlamento Europeo, dalla maggiori autorità spirituali del mondo, dalla coscienza umana, per assicurare nel 1982 la salvezza dallo sterminio di milioni di persone, di innocenti, di bambini.

Petizione popolare al Senato della Repubblica

"Rilevato" che il Senato della Repubblica avvertì per primo in questa legislatura l'esigenza di convocarsi in seduta straordinaria il 17 settembre del 1979 per dibattere il drammatico problema dell'estendersi dello sterminio per fame;

"Rilevato" che il quella occasione il Senato affermò la necessità di progetti di emergenza rivolti a fermare questo olocausto; "che senza interventi immediati e straordinari, finalizzati a salvare il maggior numero di vite umane da questo sterminio, le dichiarazioni di volontà politica e gli stessi impegni programmatici contenuti nelle politiche di medio termine nazionali ed internazionali apparirebbero scarsamente credibili e difficilmente potrebbero avere effetti risolutivi";

"Rilevato" che dopo allora in sede parlamentare e governativa questo dovere è stato più volte ribadito fino a giungere a solenni adesioni del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio, del Parlamento italiano al Manifesto dei premi Nobel e alla risoluzione del Parlamento europeo, e fino alla indicazione da parte del Governo e della Camera dei deputati dello stanziamento di 3.000 miliardi;

I sottoscritti cittadini, preso atto che il tempo trascorso è stato un tempo di morte e di sterminio in cui nulla si è fatto per impedire che ciò avvenisse, che la strage continuerà ed anzi si aggraverà, se non verranno rispettati gli impegni in precedenza assunti, chiedono che il Senato della Repubblica ottenga dal Governo di onorare gli impegni presi davanti al Parlamento e in sede internazionale e deliberi di conseguenza:

a) lo stanziamento di 3.000 miliardi per l'immediata attuazione di un progetto di emergenza rivolto a salvare almeno 3 milioni di vite umane, e a promuovere, con la collaborazione delle organizzazioni internazionali l'autosufficienza alimentare delle popolazioni colpite dal sottosviluppo e dalla malnutrizione in aree geograficamente delimitate;

b) di portare subito a livello dello 0.7% del prodotto nazionale lordo la quota italiana degli aiuti pubblici alla sviluppo, secondo l'impegno sottoscritto nel 1971 dalle Nazioni Unite;

c) di investire di urgenza in Consiglio di Sicurezza delle N.U. del problema della fame nel mondo considerato sotto i suoi aspetti di minaccia grave alla pace ed alla sicurezza internazionale, restituendo allo sterminio per fame la dimensione che gli è propria, e cioè quella politica.

Petizione popolare alla Camera dei deputati

"Rilevato" che la Camera dei Deputati ha in più occasioni affermato la necessità di un progetto di emergenza contro la fame fino ad indicare in una mozione del 31 luglio scorso la necessità di reperire 3.000 miliardi di risorse aggiuntive volti a salvare vite umane nel 1982;

"Rilevato" che questo impegno assunto anche dal Governo è stato clamorosamente smentito nel dibattito dell'1 e 2 dicembre nel quale il governo Spadolini è giunto a porre la fiducia per bloccare e respingere le richieste di un ampio schieramento parlamentare che comprendeva almeno, 150 deputati della maggioranza;

I sottoscritti cittadini, preso atto che il tempo trascorso è stato un tempo di morte e di sterminio, in cui nulla si è fatto per impedire che ciò avvenisse, che la strage continuerà ed anzi si aggraverà se non si rispetteranno gli impegni in precedenza assunti, chiedono che la Camera dei deputati ottenga che il Governo della Repubblica onori finalmente i propri, solennemente e più volte affermati anche in sede internazionale, e dia attuazione alla deliberazione del Parlamento europeo decidendo:

a) lo stanziamento di 4 mila miliardi di lire per l'immediata attuazione di un progetto di emergenza rivolto a salvare non meno di 3 milioni di vite umane, e a promuovere, con la collaborazione delle organizzazione internazionali l'autosufficienza alimentare delle popolazioni colpite dal sottosviluppo e dalla malnutrizione in aree geograficamente delimitate;

b) di investire d'urgenza il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del problema della fame nel mondo considerato sotto i suoi aspetti di minaccia grave alla pace ed alla sicurezza internazionale, restituendo allo sterminio per fame la dimensione che gli è propria, e cioè quella politica.

Petizione popolare al Parlamento europeo

"Considerato" che lo sterminio per fame e miseria nel mondo sta per portare all'olocausto altre decine di milioni di persone nel corso del 1982, fra le quali almeno 17 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni;

"Considerato" che per unanime riconoscimento la causa principale dello sterminio è nella volontà politica degli Stati e dei potenti della terra, volta a dare priorità assoluta alla politica di armamento e di preparazione della guerra (secondo il falso argomento, sempre smentito, della cultura ufficiale che per volere la pace si debba preparare la guerra);

"Considerato" che nel mondo Nord Orientale - ad egemonia sovietica - viene confermato il rifiuto, obbrobrioso ed ignobile, di qualsiasi forma di aiuto pubblico multinazionale allo sviluppo e di lotta allo sterminio per fame delle popolazioni del terzo e quarto mondo;

"Considerato" che nel mondo Nord Occidentale - ad egemonia statunitense - rischia quest'anno di prevalere una politica di ulteriore contributo allo sterminio anziché alla vita ed allo sviluppo di quelle popolazioni;

"Considerato" che l'uso dell'arma alimentare come arma di guerra effettivamente in corso ai danni del Sud del mondo, non di rado esso stesso rappresentato da forze subalterne culturalmente, politicamente o economicamente, è emblematizzato e provato inequivocabilmente dalla decisione presa nel mese di settembre 1982 da parte degli USA di fornire all'URSS 18 milioni di tonnellate di cereali, sufficienti a nutrire tutti gli affamati della terra in procinto di essere sterminati nel 1982;

"Considerato" che il reato di genocidio (dopo che il processo di Norimberga contro i responsabili dell'olocausto dell'ultima guerra rese evidenti la esigenze di nuove norme giuridicamente appropriate e vincolanti) è oggi norma di diritto positivo;

"Considerato" che 60 Premi Nobel, il Parlamento europeo, le massime autorità religiose di ogni confessione e in primo luogo il Pontefice della Chiesa cattolica hanno affermato che la lotta contro lo sterminio e il dovere di portare salvezza e vita a colore che altrimenti periranno e che sono già agonizzanti devono essere ritenuti come priorità assolute e tradotti in leggi e bilanci conseguenti;

"Rilevato" che sempre di più i Governi usano la prospettiva e la politica di sviluppo come altare su cui immolare nella realtà centinaia di milioni di persone e che sempre di più si rischia di sterminare l'umanità in nome di un progetto di società di uomo o di sviluppo;

"Rilevato" che lo stesso P.E. alla maggioranza assoluta dei suoi membri ha approvato il 30 settembre 1981 una risoluzione contro lo sterminio per fame nel mondo con la quale il P.E. chiede: "entro 30 gg.", l'elaborazione di un piano di emergenza per strappare dalla morte per fame nel 1982 almeno 5 milioni di esseri umani; "entro 45 gg.", la progettazione di un bilancio suppletivo di cinque miliardi di unità di conto europeo (UCE); la riunione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

"Atteso" che la Commissione non ha progettato il bilancio suppletivo straordinario per l'anno 1982 di 5.000.000.000 UCE per la realizzazione del piano di emergenza;

"Atteso" che il Consiglio nei suoi vari vertici non ha neppure inserito la suddetta risoluzione all'ordine del giorno, né ha dato risposta alcuna;

"Atteso" che anche i pochi paesi che già assolvono alla risoluzione 2626 delle N.U. versando lo 0.7 del PNL come aiuto pubblico allo sviluppo mostrano di non sapersi far carico dell'urgente e drammatica situazione di vero e proprio olocausto in corso nel terzo e quarto mondo;

"Atteso" che molti Governi europei non solo non hanno ancora dato pratica attuazione alla risoluzione 2626 delle N.U. ma non hanno neppure fissato data entro cui intendono raggiungere lo 0,7 del PNL come aiuto pubblico allo sviluppo;

"Atteso" che lo stesso Governo francese ha a più riprese dichiarato di voler raggiungere questo obiettivo non prima del 1988;

"Atteso" che il Governo e il Parlamento italiano così come il Senato belga e il Parlamento lussemburghese si sono impegnati ad ispirarsi al Manifesto dei Nobel dichiarando di condividerne gli obiettivi e che il Manifesto dei Nobel è con tassativa indicazione volto alla salvezza di tutti coloro che sono sul punto di esser sterminati nel 1982 ("coloro che sono agonizzanti") oltre che a coloro che potevano essere salvati negli ultimi mesi del 1981;

"Atteso" che, contrariamente a quanto dichiarato dalla Commissione "E' in effetti possibile, come lo precisa la risoluzione del P.E. in termini audaci ma semplici, mettere fine a questo oltraggio della coscienza umana in questa era di meraviglie scientifiche e tecniche" così come dichiarato dall'amministratore del Programma delle N.U. per lo sviluppo Bradford Morse al colloquio internazionale organizzato a Strasburgo il 16 ottobre per discutere sulla applicabilità della risoluzione del P.E.

I sottoscritti cittadini rivolgono una petizione al Parlamento Europeo perché consideri la necessità di difendere i valori dei propri deliberati soprattutto quando questi coincidono con la difesa dei diritti fondamentali di tutti gli esseri umani e in particolare con il diritto alla vita e alla alimentazione degli "sterminandi", perché usi tutti i suoi poteri istituzionali e la sua forza politica per ridurre la Comunità europea e i paesi che la compongono a dare immediata attuazione alla risoluzione 375 del P.E. secondo quanto chiesto anche dal Manifesto dei Nobel, dalle maggiori autorità spirituali del mondo, dalle più grandi agenzie del sistema delle N.U., per assicurare nel 1982 la salvezza dallo sterminio di milioni di persone di innocenti e di bambini.

 
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