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Notizie Radicali - 28 maggio 1982
Est dossier (6): Quel che abbiamo ottenuto

SOMMARIO: Con l'azione diretta nonviolenta del 19 aprile 1982 e con la conseguente opera d'informazione, un passo avanti verso la speranza di salvare 5 milioni di vite. La risoluzione del Parlamento europeo riconosce e fa proprie le motivazioni dei dimostranti radicali, facendone il perno di un giudizio politico sui rapporti tra Comunita' europea e paesi del Patto di Varsavia; inoltre sollecita nuovamente la "Commissione europea" (l'organo di "governo" della Comunita') a mantenere gli impegni presi con la mozione approvato nell'autunno passato a seguito del Manifesto - Appello dei Premi Nobel.

(NOTIZIE RADICALI N. 6, 28 maggio 1982)

"In questa breve cronaca dei lavori svoltisi al Parlamento Europeo è contenuto anche il risultato effettivo che la nostra azione, parallelamente all'opera d'informazione, si riproponeva di ottenere: la denuncia di un inaccettabile mistificazione ed un ulteriore passo in avanti verso la speranza di salvare 5 milioni di vite. Di ciò testimonia l'eccezionale documento in cui il Parlamento europeo ha avallato, con il suo autorevole appoggio, l'iniziativa dei pacifisti e dei radicali recatisi nei giorni scorsi nelle capitali dei Paesi dell'Est per protestare contro le responsabilità del blocco sovietico nell'Olocausto dei nostri tempi. La risoluzione del Parlamento Europeo, è un documento - ripetiamo - di importanza eccezionale; essa riconosce e fa proprie le motivazioni dei dimostranti, facendone il perno di un giudizio politico che investe i rapporti tra Comunità Europea e Paesi del Blocco di Varsavia. Sono note le responsabilità dei Paesi già colonialisti nella crisi di sottosviluppo che condanna oggi Terzo e

Quarto mondo alla fame e allo sterminio. La denunciano ogni giorno. Ma è la prima volta che i rappresentanti di tutte le forze politiche democratiche europee - con la sola eccezione del gruppo comunista, che è uscito dall'aula al momento del voto! Denunciamo con un formale documento le analoghe, e forse ormai più gravi, responsabilità di un complesso di potenze che fino ad oggi avevano rovesciato sull'occidente tutte le responsabilità del colonialismo, arrogandosi - per proprio conto - tutti i meriti di un comportamento sbandierato come di appoggio alle rivendicazioni di libertà e di sviluppo dei popoli oppressi dal giogo coloniale.

Il Parlamento Europeo inoltre, ha collegato strettamente la denuncia delle responsabilità dei Paesi dell'Est con il sollecito rivolto alla Commissione (cioè al "governo" europeo) perché mantenga gli impegni presi con la mozione approvata nell'autunno scorso a seguito del Manifesto dei Nobel".

Per chi pensasse che la battaglia è senza sbocchi, la tenacia dei radicali italiani dovrebbe essere un monito eloquente.

 
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