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Cicciomessere Roberto - 1 luglio 1982
L'ITALIA ARMATA: Capitolo 12 - Obiezione di coscienza (cap. 1403)

SOMMARIO: Molto modesta la spesa rispetto al numero degli obiettori. - Fino al 1979, secondo dati parziali forniti dalla Difesa, su 4654 obiettori, soltanto 2764 sono stati impiegati per il servizio civile. - Se ne deve dedurre che dal 1973 al 1982 gli obiettori impiegati nel servizio civile sono 5500. - Inadeguatezza e contraddizione della legge. - In pratica sono gli stessi obiettori ad organizzare il servizio civile. - Tuttavia circa il 50 per cento delle domande per obiezione resta senza risposta. - Quasi sempre gli obiettori debbono attendere molti anni prima di definire la loro posizione militare. - Il ministro Lagorio ha però predisposto un disegno di legge-ghigliottina che limiterebbe a un massimo di 1000 il numero di obiettori riconoscibili ogni anno. Egli propone anche il silenzio-rifiuto, cioè la decadenza e nullità automatica della domanda rimasta inevasa per sei mesi. Poiché di solito trascorrono molto più di sei mesi, questo significa che nella stragrande maggioranza le domande sarebbero respin

te, forse senza neppure essere esaminate".

("L'ITALIA ARMATA" - Rapporto sul ministero della guerra - di Roberto Cicciomessere - Gammalibri, Milano, luglio 1982)

Legge-ghigliottina del ministro Lagorio

Lo stato di previsione della spesa per il 1982 del Ministero della difesa iscrive, per competenza, 4.550 milioni nel capitolo 1403 (Oneri relativi all'impiego dei giovani obiettori di coscienza per l'espletamento del servizio sostitutivo civile).

Analizziamo lo sviluppo pluriennale della spesa, confrontandolo con i dati relativi alle domande di obiezione di coscienza (legge 15 settembre 1972, n. 772).

Per quanto riguarda la spesa, relativamente modesta rispetto al numero degli obiettori di coscienza, bisogna rilevare che solo una parte degli obiettori che hanno ottenuto il riconoscimento sono stati successivamente distaccati presso gli Enti per lo svolgimento del servizio civile, incidendo così sul bilancio della difesa per il loro mantenimento. Al proposito il Ministero ha fornito solo dati parziali: fino al 1979, su 4.654 obiettori di coscienza »riconosciuti , solo 2.764 sono stati impiegati per il servizio civile e cioè il 59,3 per cento. Se applichiamo la stessa percentuale ai dati globali di cui alla tabella seguente, dobbiamo dedurre che gli obiettori impiegati dal 1973 al febbraio 1982 nel servizio civile sono circa 5.500. Questa situazione è principalmente determinata dalla inadeguatezza e dalle contraddizioni della legge in ordine all'organizzazione del servizio civile e dal fatto che, in assenza di iniziative governative (del resto mai auspicate!), sono gli stessi obiettori, la Lega degli obiett

ori di coscienza, alcuni Enti, che organizzano, nella sua totalità, il servizio civile. Levadife praticamente si limita a disporre il distacco degli obiettori nel momento in cui si raggiunge l'accordo fra gli stessi e l'Ente disponibile ad organizzare il servizio.

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TABELLA N. 42

Situazione obiettori di coscienza al 26.2.1982

1973 1974 1975 1976 1977 1978 1979 1980 1981 1982 Totale

Domande pervenute 200 300 400 800 1.000 1.500 2.000 4.000 7.000 1.742 18.942

Domande accolte 99 216 232 624 764 1.029 1.690 2.312 2.399 - 9.365

Domande respinte 44 3 4 4 26 74 79 93 160 - 487

Previsione di

spesa (milioni) - - 354 434 434 864 1.052 2.267 3.000 4.550 12.955

N.B. Domande in Commissione in attesa del prescritto parere n. 3.500.

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Non è del resto concepibile un meccanismo autoritario di distacco che produrrebbe il fallimento di ogni esperienza di servizio civile. L'unica soluzione risiede nella regionalizzazione del S.C. e nella sua gestione da parte di un comitato paritetico composto da rappresentanti degli obiettori, da rappresentanti sindacali e da rappresentanti regionali che medi le diverse esigenze e, soprattutto, impedisca ogni forma di »lavoro nero sostitutivo delle normali prestazioni lavorative (vedi allegato n. 12.2).

Dalla tabella precedente si ricavano però altri dati preoccupanti: quasi il 50% delle domande non trova alcuna risposta. Questa percentuale aumenta ulteriormente se si considera che nel 1981, secondo fonti attendibili, il numero effettivo delle domande di obiezione di coscienza supera le 13.000. La discrepanza con le cifre ufficiali può essere spiegata solo con i ritardi burocratici dei distretti militari che inviano al Levadife le domande solo dopo averle »istruite e cioè dopo aver raccolto informazioni sommarie sugli obiettori attraverso l'Arma dei Carabinieri. Questa situazione è poi aggravata dal fatto che la »commissione giudicatrice di cui all'art. 4 della legge 15.12.1972, n. 772 è attualmente sciolta e non ancora ricostituita.

In ogni caso appare evidente che il meccanismo di »esame e di riconoscimento dell'obiezione previsto dalla legge del '72 è, non solo lesivo della personalità, ma anche macchinoso e inefficiente. La prima conseguenza è costituita dall'enorme danno arrecato agli obiettori che devono attendere molti anni prima di definire la propria situazione militare, con riflessi evidenti nelle stesse possibilità di trovare una occupazione non precaria.

La circolare 500081/3 del 19.9.1979 non ha dato soluzione a questo problema della sistematica violazione da parte del ministero dei termini per la decisione, tassativamente indicati dalla legge in sei mesi dalla presentazione della domanda, poiché la dispensa dal servizio può intervenire solo a favore dei giovani »riconosciuti e che, dopo 26 mesi dalla presentazione della domanda. non sono stati ancora distaccati. Infatti, secondo il Ministero, i giovani dispensati in virtù delle disposizioni contenute nella citata circolare sono stati circa 1.800, fino al 1981.

A fronte di questo aumento esponenziale del numero degli obiettori di coscienza, soprattutto in questi due anni, il Ministro Lagorio, vista la inefficacia dei meccanismi repressivi messi in atto fin qui, e cioè il rigetto delle domande sulla base di motivazioni o ridicole oppure offensive che facilmente venivano impugnate davanti ai TAR (vedi allegato n. 12.1) ha predisposto un disegno di legge-ghigliottina (Senato n. 1566) che dovrebbe consentire, senza eccessive seccature, di limitare a circa 1.000 il numero degli obiettori riconoscibili ogni anno. Questo proposito viene sostanzialmente enunciato nella relazione allegata al disegno di legge contenente »Nuove norme per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza dove si stima in 2 miliardi l'onere annuale per l'attuazione della legge, stanziamento questo che corrisponde al mantenimento di 1.000 obiettori (127.000 lire mensili, compresa la paga, è la spesa valutata dal Ministero per ogni obiettore).

La »norma-rubinetto che potrebbe consentire questo risultato è contenuta nell'articolo 3 del citato disegno di legge.

Capovolgendo la »filosofia del suo collega Nicolazzi, Lagorio propone infatti il silenzio-rifiuto: »ove non siano intervenute decisioni favorevoli, le domande degli obiettori si intendono respinte alla scadenza del termine stabilito dal primo comma (sei mesi) . Crediamo che sia semplicemente indecente che la definizione di una questione che attiene ai più profondi motivi di coscienza del singolo possa essere profondamente condizionata da valutazioni statistiche o dai ritardi burocratici dell'Amministrazione.

Riteniamo in ogni caso utile allegare la proposta di riforma della legge 772/72 sottoscritta da deputati radicali e da Loris Fortuna (allegato n. 12.2).

 
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