Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
lun 17 giu. 2024
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Partito radicale
Pannella Marco - 13 luglio 1982
Pannella dopo la pausa »tecnica riprende con lo sciopero della sete
di Marco Pannella

SOMMARIO: Migliaia di sindaci, sostenuti da altrettanti prelati e parroci, hanno presentato alle Camere un progetto di legge d'iniziativa popolare contro lo sterminio per fame che rivoluziona l'approccio al problema, impegnando il Governo non a maggiori, generici stanziamenti in favore dei paesi sottosviluppati, ma a realizzare un intervento pilota in un'area determinata e in un tempo prestabilito volto ad assicurare la sopravvivenza di almeno tre milioni di persone, altrimenti destinate a sicura morte per fame, sete, malatttia. Marco Pannella guida la campagna impegnandosi in uno sciopero della fame e della sete, diretto soprattutto ad attivare con la massima urgenza le volontà politiche dei segretari dei maggiori partiti di governo e di opposizione. Centinaia di cittadini in vario modo sostengono, con lettere, telegrammi, altre concrete forme di pressione, l'azione nonviolenta di Pannella, che incontra, fra gli altri, il segretario del Pci Berlinguer, il quale dichiara "l'accordo del Pci con le linee fonda

mentali del progetto dei sindaci e l'impegno perché questo progetto sia approvato nei temp più rapidi". Nell'articolo che segue, Marco Pannella fa il punto sull'azione nonviolenta sua e sui risultati conseguiti dallo sciopero della fame intrapreso da Negri, Spadaccia e Vecellio con l'obiettivo di precisi riscontri d'informazione circa la campagna "Sopravvivenza 1982".

(CORRIERE DELLA SERA, 13 luglio 1982)

("Riceviamo e volentieri pubblichiamo;")

C'è un diritto alla propria identità, alla propria storia, alla propria vita che dovrebbe essere in democrazia inalienabile.

Ho posto in essere l'estrema arma della non violenza, di fronte al rischio di sterminio in atto e aggravato di decine di milioni di persone, non per polemica verso chicchessia, non per convincere chi ha altre convinzioni, ma per sostenere in questo modo le tante, prevalenti speranze e intenzioni del mondo politico e istituzionale italiano in sintonia e concordia con ministri dello Stato, ministri della chiesa, oltre che gli 80 premi Nobel, la stragrande maggioranza di parlamentari europei, i sindaci italiani presentatori della proposta di legge di iniziativa popolare. Ho detto, ripetuto, tentato di gridare questa semplice verità, e per contribuire a rafforzare moralmente, nelle ore decisive, questo inedito e prestigioso, possente fronte della vita contro i pericoli di una politica disavvezza a sperare e a credere in se stessa che ho compiuto e sto compiendo il mio dovere di non violento e di radicale. I mass-media sono ancora una volta riusciti a stravolgere il senso di questa azione e di questo messaggio, c

he - in altro modo - era lo stesso di quello di Spadaccia, Vecellio, Negri.

Spadaccia e Vecellio sono riusciti ad ancorarsi al cuore stesso del problema: le istituzioni dovevano riuscire a rispettare le intenzioni e gli annunci tante volte dati, in uno scadenzario di decisioni finalmente precisato e acquisito. Senza questa loro lotta la mia non sarebbe stata nemmeno tentabile.

Giovanni Negri è - per suo conto - riuscito a realizzare un'azione di straordinario valore politico e civile: il fronte che ha unito e unisce in questi giorni la commissione parlamentare di vigilanza (cioè il parlamento), il consiglio di amministrazione della Rai-TV, una parte rilevante dei giornalisti e degli operatori radiotelevisivi delle più diverse famiglie politiche in una presa di coscienza senza precedenti dei limiti e dei pericoli che gravano sul funzionamento del servizio di stato dell'informazione radiotelevisiva, deve molto alla sua iniziativa di dialogo, di collaborazione, di disarmata, quotidiana scelta di attiva fiducia e di speranza verso coloro che da sempre non apparivano che come avversari e nemici. Questa azione ha portato ad almeno questi risultati:

1. Si è isolata con ogni evidenza l'area, ristretta anche se potentissima, di coloro che erigono un muro deliberato fra paese e politica democratica, fra diritto alla conoscenza come fondamento del gioco democratico e sistematica violenza dell'inganno; quest'area ha reagito quasi con disperata determinazione a violare la legge, regolamenti, ogni principio morale e professionale.

2. Si è ottenuto che i margini significativi e consistenti della informazione audiovisiva, in gran parte di quella radiofonica, circolasse una informazione inedita sulle lotte contro lo sterminio per fame nel mondo, preziosa per queste ore.

E, infine, ha consentito alla teoria e alla pratica delle lotte non violente radicali un prezioso passo in avanti, per il quale lo ringrazio in modo particolare, così come ringrazio tutti e ciascuno gli impareggiabili compagni del partito radicale, quelli che stanno consentendo più che mai, a questa organizzazione, di poco più di 1500 cittadini europei, di dar corpo, letteralmente, ad una politica di pace, di vita e di speranza.

Ma era ed è necessario, vitale, in queste ore sempre drammatiche e di straordinario segno, ricordare e chiedere il diritto alla propria identità che m'è parso spesso crudelmente stravolto per quanto riguarda Negri e me stesso, e negato ai parlamentari e ai militanti che hanno in questi giorni (e su questo dovremo presto tornare) operato e operano con forza, intelligenza e dedizione strenue, censurati e abrogati dalla stampa scritta e parlata. A qualche ora dalla ripresa del mio digiuno, sappiano quanta forza ed amore per la vita e i nostri ideali essi mi danno e devo loro.

Siamo ormai sul punto di farcela; sono ormai sul punto di vivere milioni di persone già iscritte all'anagrafe dello sterminio.

Sarà ancora tremendamente difficile, ma ce la faremo, dobbiamo farcela.

ROMA - E' ripreso ieri alle 22, dopo un'interruzione di 24 ore (»le mie condizioni si erano aggravate al punto di precludermi totalmente di assolvere impegni già assunti e necessari ), lo sciopero della sete di Marco Pannella. Una pausa »tecnica insomma, che ha permesso al leader radicale di affrontare un'importante scadenza, l'incontro con il segretario del PCI Enrico Berlinguer. Il segretario comunista ha confermato l'impegno del suo partito »per l'approvazione in tempi rapidi da parte del Parlamento del progetto di legge di iniziativa contro lo sterminio per fame per una conseguente nuova, organica politica di sviluppo, presentato da numerosi sindaci .

Anche per questa mattina è fissato un importante colloquio, quello col segretario della DC Ciriaco De Mita: e potrebbe essere il passo decisivo verso una definitiva e veloce approvazione di una legge che si propone di salvare entro l'82 tre milioni di persone.

Se anche il leader dc aggiungerà il suo »placet a quelli già pronunciati dal socialdemocratico Longo, dal missino Romualdi, dalla delegazione di Dp e dallo stesso partito comunista, è possibile che entro oggi dal comitato ristretto della commissione Esteri esca un risultato concreto. Spetterà alla stessa commissione, subito dopo, una volta avuto il parere favorevole, della commissione Finanze, approvare il provvedimento in sede legislativa. Pannella sembra ottimista: »siamo ormai sul punto di farcela - dichiara - sono ormai sul punto di vivere milioni di persone già iscritte all'anagrafe dello sterminio. Sarà ancora tremendamente difficile, ma ce la faremo, dobbiamo farcela .

A rafforzare questa speranza è stato anche l'impegno del segretario comunista - ha dichiarato Berlinguer a ``Radio radicale'' - l'accordo del PCI con le linee fondamentali del progetto dei sindaci e l'impegno nostro perché questo progetto sia approvato nei tempi più rapidi.

 
Argomenti correlati:
articolo
sciopero della sete
berlinguer enrico
stampa questo documento invia questa pagina per mail