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Pannella Marco - 30 luglio 1982
Fame nel mondo e gruppo comunista

SOMMARIO: Fa osservare, a proposito delle proteste sollevate dal Gruppo Comunista alla Camera per presunti scorretti interventi del Presidente del Consiglio sulla questione della fame nel mondo, che queste scorrettezze non vi sono mai state, come si può del resto rilevare dagli stessi comunicati del gruppo radicale e suoi. Si chiede quindi "a che gioco si giochi" quando si sollevano questioni pretestuose invece di giungere a risultati positivi.

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(COMUNICATO STAMPA, 30 luglio 1982)

Il Gruppo Comunista della Camera dei Deputati ha ieri protestato contro fatti mai accaduti, commettendo una gaffe della quale dovrebbe oggi prendere atto e per la quale chiedere scusa. Rilevo, comunque, che l'anzidetto gruppo ha negli scorsi giorni emesso solo tre comunicati, due di critiche nei confronti del PR, e uno di attacco al Presidente del Consiglio per pretese assicurazioni - istituzionalmente scorrette - da lui date alla delegazione radicale. Non conosco altri segni di attività politica esterna dell'anzidetto gruppo, che non ci sono stati: e preferisco non commentare questa situazione.

Nel comunicato che ieri ho emesso e che torno a distribuire per documentazione alla stampa, comunque è scritto: " (I radicali) hanno creduto di constatare nella posizione del Presidente una seria apertura nei confronti della necessità che lo stanziamento complessivo richiesto nei due anni finanziari sia confermato, con gli opportuni accorgimenti e nel rispetto della politica globale - si sottolinea globale - del contenimento della spesa". Il Gruppo Comunista della Camera dei Deputati afferma che nel nostro comunicato "si parla di assicurazioni fornite da Spadolini sul finanziamento per la legge contro la fame" e "rilevando la grave scorrettezza commessa nei confronti della Commissione mantenuta fino a ieri all'oscuro delle reali intenzioni del Governo in ordine al problema del finanziamento della legge", chiede l'immediata riunione della Commissione.

L'unica indicazione che abbiamo attribuita al Presidente è quella di aver "confermato l'impegno di porre la Commissione Esteri in grado, per quanto riguarda il Governo, di riunirsi e deliberare il 31 luglio". Appunto, una conferma di quanto già annunciato alla Commissione.

C'è allora da chiedersi a che gioco si giochi, con quale senso di responsabilità si sia consentito alla stampa di registrare oggi dissensi e polemiche inutili e pretestuose anzichè cercare seriamente di fare qualcosa oltre al protestare per il lavoro altrui che, almeno formalmente, dovrebbe esser riconosciuto come comune. Ma, lo ripeto, ritengo che scuse debbano essere fornite pubblicamente al Presidente del Consiglio cui sono state attribuite scorrettezze mai commesse, ed a noi dichiarazioni che non abbiamo mai fatto. Le attendiamo.

 
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