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Pannella Marco - 12 novembre 1982
I comportamenti dell'on. De Cataldo

SOMMARIO: Stigmatizza che l'on. Franco De Cataldo sia stato assente in sedute importantissime della Commissione d'inchiesta sulla P2, così come la sua mancanza di iniziativa nell'Ufficio di Presidenza della Camera, o in Giunta per il Regolamento e in altre Commissioni parlamentari.

(COMUNICATO STAMPA, 12 novembre 1982)

De Cataldo non ha che da rispondere alla propria coscienza e al Paese. Per quanto mi riguarda non ho d'altra parte domande da porgli.

Quale che ne sia il pretesto, la sua assenza nel momento in cui la Commissione P2 interrogava l'ex capo dell'Ufficio Affari Riservati d'Amato e il presidente Andreotti costituiscono quanto meno, dico quanto meno, una prova di scorrettezza e di irresponsabilità.

Se le critiche e le sollecitazioni rivoltegli da molti, molti mesi, lo inducono ora a dimettersi, poteva farlo prima di essere assente, già in passato, a interrogatori come quello del Presidente del gruppo del Psi e ora di quel d'Amato che sin dai tempi della strage del Banco dell'Agricoltura a Milano abbiamo sempre indicato come personaggio pericoloso ed equivoco sia con Andreotti al quale per mio conto avevo rivolto le domande rivoltegli ora dalla Commissione sin dal gennaio 1977 con interrogazioni e interpellanze parlamentari restate naturalmente senza risposta.

De Cataldo sa perfettamente che la sua mancanza di iniziativa politica adeguata prima nella Giunta per il Regolamento, come nell'Ufficio di Presidenza, oltre che nella stessa Commissione Giustizia è stata un leit motiv in questi anni, sia negli incontri privati che in quelli del Gruppo almeno da parte mia.

Bene ha fatto Mauro Mellini in Congresso a fargli notare come ci volesse molta temerarietà per accusare pretestualmente il Congresso radicale di antidemocraticità, solo per tentare in tal modo di mascherare il vuoto politico nel quale egli si è cacciato; tanto più temerario se si tiene presente che tranne eccezioni De Cataldo è rimasto inerte nell'Ufficio di Presidenza della Camera, mentre la Presidenza della stessa travolgeva Regolamenti e sistematicamente espelleva o violava i diritti dei parlamentari radicali.

 
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