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Mellini Mauro - 11 gennaio 1983
Abolire Sisde e Comitato parlamentare
La proposta radicale sui servizi segreti

di Mauro Mellini

SOMMARIO: Riunire i servizi segreti e ricondurli a criteri di legalità: due obiettivi vanificati nella realtà. Lo sdoppiamento dei servizi funzionale alla lottizzazione. Il Comitato Parlamentare di controllo organo ausiliario dell'esecutivo piuttosto che espressione del Parlamento. L'ambiguo comportamento dei servizi nel caso Cirillo. L'insuccesso della riforma del 1977 evidenziato dalle interferenze dei servizi stranieri nel terrorismo italiano, messe in luce da indagini giudiziarie. Finché perdura l'esclusione di forze politiche presenti in Parlamento da ogni possibilità di controllo, non può dirsi che il Parlamento in quanto tale sia chiamato a svolgere il suo compito secondo Costituzione.

(NOTIZIE RADICALI n. 2, 11 gennaio 1983)

Il disegno iniziale dal quale doveva prendere le mosse l'approvazione della vecchia legge sui servizi segreti partiva dall'esigenza di ricondurre all'unità, sia dal punto di vista organico, sia dal punto di vista della responsabilità politica ministeriale i vari servizi di sicurezza. Inoltre veniva presentata come mezzo per ricondurre a criteri di legalità la loro attività.

Alla prova dei fatti né l'uno né l'altro di tali principi venivano realizzati. Anzitutto veniva abbandonata con esplicita determinazione nel corso della discussione parlamentare la proposta di unificazione dei servizi. Quanto al criterio di legalità, veniva ad essere contraddetto dalla sostanziale vacuità di ogni delimitazione dell'ambito di azione dei servizi, delle loro finalità e dei mezzi cui dovevano ritenersi autorizzati a far ricorso. Il concetto stesso di "sicurezza" e di "informazione" che si ritenne sufficiente ad individuare e definire l'ambito e la specie delle attività istituzionali dei servizi, è espressione del tutto identica e quella che definisce l'attività di normali organi di polizia (quale polizia non persegue finalità di sicurezza e non cura un'assidua opera di informazione?) oppure sono espressioni meramente convenzionali e come tali del tutto inutili a delimitare, individuare e circoscrivere la speciale attività di questi organismi, come risulta, ad esempio, dall'artico 10 che vieta di

svolgere qualsiasi attività "comunque idonea" per l'informazione e la sicurezza al di fuori delle competenze stabilite dalla legge stessa. Norma che se avesse un senso e fosse applicata determinerebbe la completa paralisi e lo scioglimento di ogni corpo ordinario di polizia.

D'altro canto la creazione di due servizi segreti, come fu rilevato dai deputati radicali nel corso della discussione, sembrava essere destinata a consentire una più facile "lottizzazione" di questo insondabile ed inquietante potere.

Il coronamento di questa impostazione può dirsi però realizzato con l'altrettanto ambigua ed inquietante soluzione data alla questione del controllo del Parlamento sull'attività e le responsabilità del Governo in questa materia.

Il Comitato Parlamentare, infatti, per la sua natura di organo bicamerale, per la sua composizione studiata in modo da riflettere esclusivamente la maggioranza dichiarata dell'epoca e la maggioranza di fatto che si immedesima nel regime e nel potere, per le sue funzioni, rappresenta più un organo ausiliario di potere esecutivo che una espressione del Parlamento.

(Agli scandali che hanno segnato la vita del SIM, del SIFAR, degli "Affari Riservati", del SID, si è aggiunto infatti ben presto lo scandalo dei nuovi servizi "democristiani", SISMI e SISDE). Dopo il poco edificante e significativo "caso Russomanno", venne lo scandalo della loggia P2.

A tutto ciò si è aggiunto l'ambiguo comportamento dei servizi di sicurezza nel caso Cirillo e la sconcertante presa di posizione del Presidente Spadolini che alla Camera si lasciò andare ad affermare che rispondeva solo dell'operato dei servizi dipendenti dalle nomine da lui effettuate.

Ma la misura dell'insuccesso della riforma del 1977 è stata fornita nel modo più palmare dalla vicenda relativa alle interferenze straniere nel terrorismo del nostro Paese, quando l'atteggiamento di continuo scetticismo sino ad allora tenuto dal governo, ha dovuto subire un mutamento rilevante dopo che una indagine giudiziaria si è avviata sul presupposto dell'utilizzazione di un sindacalista da parte dei servizi segreti bulgari anche per contatti con organizzazioni terroristiche, dopo l'avvio di un'altra inchiesta relativa alla complicità di emissari dello stesso paese nell'attentato al Pontefice e, soprattutto, dopo gli sviluppi assunti da una complessa indagine giudiziaria circa traffici di armi e di droga.

(L'esplodere di tali scandali ha dimostrato, prima di tutto, che il nuovo sistema non ha affatto rafforzato, anzi ha reso assai meno rilevante, il controllo del Parlamento e la sua stessa informazione sul funzionamento dei servizi di sicurezza, anche se ha probabilmente consentito alle forze politiche che monopolizzano il Comitato Parlamentare di assumere responsabilità e concorrere alla determinazione di equilibri nell'organizzazione nel funzionamento e nell'indirizzo dei servizi e, ancor più probabilmente, nella manipolazione dei risultati politici manifesti della loro attività).

La proposta radicale si articola perciò intorno a tre punti fondamentali: la soppressione del SISDE, la soppressione del Comitato Parlamentare per i servizi di sicurezza e la nuova definizione del segreto di Stato.

La proposta lascia al Presidente del Consiglio dei Ministri la responsabilità massima dell'ordine politico e di alta direzione e coordinamento dell'attività di tutela del segreto di Stato e dei servizi di sicurezza nei rapporti, tra l'altro, con le altre amministrazioni. Viene altresì conservato il Comitato interministeriale, mentre il CESIS perde la qualifica di organo autonomo con carattere che qualcuno ha ritenuto di "superservizio" o di terzo servizio di sicurezza, per divenire organo esecutivo permanente del comitato interministeriale e del presidente del Consiglio per le finalità di coordinamento generale delle attività suddette.

Soppresso il SISDE, l'attività del SISMI, attraverso le norme di contorno, viene ad essere meglio circoscritta e finalizzata. Così pure il segreto di Stato opponibile all'autorità giudiziaria viene individuato in base alla natura intrinseca dell'atto o del documento e dell'attività della pubblica amministrazione che lo ha compiuto e formato ed alla esigenza di evitare danno, con la propalazione e la comunicazione, per gli interessi supremi del Paese.

Con la soppressione del Comitato Parlamentare vogliamo abbattere il diaframma creato tra le responsabilità dell'Esecutivo ed il Parlamento nonché il sistema di esclusione di parti non trascurabili delle forze politiche presenti in Parlamento da ogni possibilità di controllo, senza la quale non può dirsi che il Parlamento in quanto tale sia chiamato a svolgere il suo compito secondo la Costituzione.

 
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