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Pannella Marco - 6 febbraio 1983
Pannella e i radicali di Puglia
di Marco Pannella

SOMMARIO: Il Partito radicale impegnato allo spasimo sulle iniziative di lotta che gli sono proprie, con gli strumenti della democrazia e della nonviolenza. La partitocrazia costretta a unirsi per combattere l'azione e le proposte dei soli radicali. Il Partito radicale aumenta il numero delle iscrizioni, tranne in Puglia, laddove operano De Cataldo, Rippa, Quagliariello, protagonisti già nell'anno passato dell'opera di demolizione e del crollo delle iscrizioni al Partito radicale. I cittadini anche pugliesi torneranno a sostenere le iniziative radicali passato il primo sgomento per il pentimento di questi ex-radicali.

(GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, 6 febbraio 1983)

(Pubblichiamo questo intervento del segretario del Partito Radicale on. Marco Pannella, il quale entra polemicamente nel dibattito aperto dai radicali pugliesi secessionisti, riuniti oggi a Bari in congresso come movimento federativo.)

Il Partito Radicale è mobilitato in questi giorni per ottenere che il Parlamento iscriva subito, dibatta e voti la proposta di legge sostenuta da 2951 sindaci rappresentanti di 28 milioni di cittadini per assicurare la vita ad almeno tre milioni di persone agonizzanti per fame, sia la riforma pensionistica e l'immediato aumento ad almeno 350.000 lire delle pensioni sociali e dei minimi di ogni tipo di pensione.

Per quattro volte, nell'ignoranza dell'opinione pubblica, dei credenti nella vita, dei pensionati, dei democratici, tutti gli altri gruppi parlamentari della Camera dei Deputati hanno respinto questa richiesta radicale, e l'hanno respinta a favore del voto sulle varie »stangate e le altre iniziative del Governo Fanfani.

Abbiamo quindi deciso di potenziare la nostra azione, come abbiamo sempre fatto, dai tempi delle lotte sul divorzio, sull'obiezione di coscienza, sull'aborto, sugli scandali di regime (portando all'arresto del Sindaco di Roma, o alle dimissioni del Presidente Leone), sul finanziamento pubblico dei partiti, sul nucleare, sui codici fascisti, sull'ergastolo, sulla caccia, sulla P2, oltre che sulla P38, sulla partitocrazia, sulla riforma dei codici, sullo sterminio per fame nel mondo, sull'affare Moro e su quello D'Urso.

All'iniziativa parlamentare, incalzante giorno e notte, settimana dipo settimana, s'è accompagnata l'iniziativa del partito, fino al rilancio anche delle lotte non violente. Per la vita degli agonizzanti, per la qualità della vita dei pensionati e delle loro famiglie, quale segretario del Partito ho già in venti giorni tenuto due digiuni della sete, uno di tre giorni e mezzo, un'altro di quattro, e stiamo organizzando in queste ore una campagna non violenta collettiva, la prima forse organizzata collettivamente, volta a ottenere nelle prossime settimane e per subito giustizia per gli agonizzanti per fame, giustizia per i pensionati.

In silenzio, la censura, la paura: ecco la risposta della Rai-Tv di regime, di missini e di comunisti, di socialdemocratici e socialisti, di democristiani e liberali, di repubblicani, e di ogni altro. Tutti costoro sono, in genere, »per il massimo impegno ecc... . Ma quando si tratta di votare le stangate le votano: o le lasciano passare, come fa il Pci. Quando si tratta di stabilire dove si trovano i soldi, le priorità, diventano tutti latitanti.

Non voglio discutere e votare sui 4 mila miliardi proposti dai Sindaci per la vita di 3 milioni di esseri umani o sui 1.400 miliardi sufficienti per aumentare le pensioni minime a 350 mila lire. Non vogliono a cominciare dal Pci e dal Msi, per non parlare del partito di Lagorio, delle doppie tessere Psi-P2, toccare, come noi proponiamo quelle folli spese militari che ipotecano, di qui ai prossimi sei anni oltre 120.000 miliardi per il solo acquisto di nuovi sistemi d'arma.

La partitocrazia, tutta insieme, è oggi costretta a unirsi:

contro la nostra azione, più che mai.

Noi abbiamo affermato e ripetiamo pubblicamente che se la sola metà dei parlamentari comunisti presentasse (per una volta!) un solo emandamento per ogni articolo delle stangate del bilancio dello Stato e prendesse al parola per difenderlo, il governo Fanfani cadrebbe, le stangate non passerebbero e si andrebbe alle elezioni proprio sull'uso diverso di almeno 200.000 mila miliardi di spese militariste o parassitarie a favore delle spese sociali

per l'occupazione, il lavoro, la casa e la sanità.

Nei prossimi giorni lanceremo cinque grandi petizioni popolari convergenti con l'intera serie di obiettivi politici cha ha contraddistinto l'azione dei radicali in tutti questi anni. A questa sintesi della nostra azione politica, non resta che aggiungere i seguenti dati: ad oggi il Partito radicale ha il 25 per cento in più di iscritti rispetto allo scorso anno, e oltre il 70 per cento in più di autofinanziamento da iscrizioni. Credo che questi dati non richiedono commenti.

In Puglia, la situazione appare inversa: v'erano - al 5 febbraio 1982 - 51 iscritti, mentre oggi non ne contiamo che 21.

E' evidente, qui l'effetto dell'azione di coloro che (De Cataldo, Rippa e Quagliariello in testa) già nello scorso anno fecero registrare in Puglia ed in Campania il crollo di circa il 60 per cento delle iscrizioni rispetto al 1981. Sono convinto che i cittadini e i radicali di Puglia - passato questo primo momento di sgomento e di amarezza di fronte al »pentimento di questi ex-radicali, ed alle loro azioni da »magliari (la convocazione, ad esempio del VII Congresso dei radicali di Puglia!) - torneranno

più numerosi del 1981 a dare il loro contributo alla vita ed alla qualità della vita, alla democrazia ed alla speranza di questo paese. Per quanto sta in me e in noi non mancheremo di essere loro accanto.

 
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