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Notizie Radicali - 16 maggio 1983
(1) CENSURA! - DOSSIER: Elezioni truffa. Attacco alla Costituzione

SOMMARIO: In questo dossier di Notizie radicali, la dimostrazione della patente violazione dei fondamento di ogni democrazia, il principio del "conoscere per deliberare". I radicali cancellati dall'informazione, Pannella citato meno di Capanna, dieci volte meno di LAmirante. Le cifre della censura Rai; le verità sugli altri partiti che il regime non vuole che i radicali possano far conoscere.

(NOTIZIE RADICALI N. 9, 16 maggio 1983)

(Giorno per giorno, minuto per minuto, riga per riga, titolo per titolo, le cifre che documentano il "golpe" realizzato dalla Rai e dalla stampa della partitocrazia contro la correttezza del confronto elettorale.)

Affermiamo che queste elezioni sono elezioni-truffa, elezioni-bidone. Siamo esagerati? Siamo vittimisti?

Riflettete. Nelle dittature c'è un solo programma e una sola lista, quella del dittatore padrone o del suo partito unico. Lì non c'è niente da scegliere. Gli elettori sono sudditi. Quello che gli si chiede è solo un atto di fedeltà. Dire di sì.

Ma in una democrazia ci sono o dovrebbero esserci "diversi" partiti, "diversi" programmi fra cui scegliere. Per scegliere occorre conoscere. Il fondamento di ogni democrazia è o dovrebbe essere "conoscere per deliberare". Non solo. In una democrazia le elezioni sono anche il momento del rendiconto: il rendi-conto di ciò che si è fatto o non si è fatto, il rendi-conto delle "diverse" responsabilità. Anche queste l'elettore dovrebbe conoscerle per poterle giudicare. In una democrazia il voto è una scelta sugli uomini e sui programmi e un giudizio sulle responsabilità.

Noi sosteniamo che gli elettori non sono messi in grado di conoscere né gli uni né le altre. E quindi non sono messi in grado di scegliere, di giudicare, di deliberare.

Ci sono cose che tutti i partiti della partitocrazia non vogliono che gli elettori sappiano. E, tutti d'accordo, in questa campagna elettorale, hanno fatto in modo che gli elettori arrivino al momento del voto senza saperlo.

Ci si potrebbe chiedere: e allora perché non ce le dite voi radicali, non ci fate sapere voi le cose che non vogliono farci conoscere?

E' proprio qui il punto. Ci censurano, ci impediscono di parlare, perché gli elettori non sappiano.

Siamo esagerati? Siamo vittimisti? Provate a riflettere. Perché, se no, avrebbero dovuto espellerci, letteralmente cancellarci, dall'informazione politica dei telegiornali? Perché le poche notizie che danno dei radicali sono censurate, distorte, insignificanti, o addirittura apertamente falsificate? Perché Pannella viene citato nei telegiornali di Stato meno di Capanna, e ormai dieci volte meno perfino di Almirante?

Noi diamo una risposta a questa domanda: perché diciamo la verità. E ci sono alcune verità che non dovete conoscere.

Siamo esagerati? Siamo vittimisti? riflettete. Nei pochi dibattiti a cui partecipiamo, non avete l'impressione che siamo trattati come disturbatori del conducente, come rompiscatole che fanno saltare le parti in commedia che tutti gli altri si sono assegnati (da Almirante a Berlinguer, da De Mita a Craxi)? Nelle poche interviste che ci rivolgono non vi accorgete che le domande riguardano soprattutto il partito radicale e Pannella, i pentiti del Partito radicale, Toni Negri, i digiuni per meglio impedirci di parlare degli altri e delle loro responsabilità, o delle ragioni per cui Toni Negri è in lista, o dei motivi dei nostri digiuni (come ieri in Parlamento dei nostri ostruzionismi)?

Diamo in queste pagine due tipi di informazioni. In primo luogo, le cifre della censura alla Rai e nei giornali. In secondo luogo, alcune delle verità che non dovete conoscere o che dovete dimenticare. Siamo esagerati? Siamo vittimisti? Prima di dare una risposta leggete queste pagine, leggete queste verità.

 
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