Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
gio 23 mag. 2024
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Partito radicale
Merzagora Cesare - 23 giugno 1983
Per il buongoverno parlamentare (2)
La risposta di Cesare Merzagora

di Cesare Merzagora

SOMMARIO: Nella sua risposta il Senatore Merzagora

conviene con l'onorevole Marco Pannella sulla lentezza dei lavori delle Commissioni parlamentari, ma ricorda che il carico di lavoro che grava sugli organi parlamentari è enorme. Il Comitato di collegamento tra maggioranza ed opposizione dallo stesso Senatore Merzagora, a differenza della Conferenza dei capi-gruppo, sarebbe un organo essenzialmente politico e dovrebbe essere composto da esponenti che abbiano un credito decisionale effettivo. Per quanto riguarda la nomina dei presidenti delle assemblee parlamentari, sarebbe civile "sentire" tutti i gruppi presenti in Parlamento, anche se poi nessuno potrebbe effettivamente opporsi alle decisioni prese dai due partiti maggiori.

(NOTIZIE RADICALI, 23 giugno 1983)

Caro Pannella,

Nella sua garbatissima lettera, lei deplora di essere stato troppe volte ignorato o censurato e ha diritto di dolersene, anche se certi suoi ben noti atteggiamenti ripetitivi - e qualche volta verbalmente violenti - non siano stati propiziatori di amabili attenzioni.

Vengo subito al merito: non esito a darle ragione quando lei lamenta che le commissioni parlamentari non decidono sui disegni o sulle proposte di legge nei termini regolamentari ma, troppo spesso, lasciano arenare la materia sulle comode sabbie... immobili delle rispettive segreterie che, fra il sì e il no, preferiscono il "nì".

Per rimediare occorrerebbe che tutti i membri si abituassero a parlare all'inglese, senza quegli interminabili discorsi che appesantiscono il lavoro e assomigliano all'ostruzionismo.

Non si deve dimenticare l'enorme massa di lavoro che incombe sul Parlamento sia in aula sia in sede di commissione ed è ridicolo per esempio che uno o due parlamentari possono presentare dei disegni di legge ed anche qui una revisione regolamentare tassativa, o comunque meno permissiva si impone.

Le riunioni dei capi-gruppo hanno compiti soprattutto contingenti e di lavoro parlamentare ma non possono entrare nelle sfere squisitamente politiche e interne dei partiti dato il regime che oggi vige da noi, ed ancora meno possono intromettersi nei fattori morali che abbisognerebbero più di ogni altro di una completa revisione.

Il Comitato di collegamento fra maggioranza ed opposizione, da me proposto, sarebbe invece essenzialmente politico ed esigerebbe per prima cosa la più severa autocritica. Dovrebbe pertanto essere composto dagli esponenti che abbiano un credito decisionale effettivo.

Si tratta per esempio di abolire finalmente, con solenne impegno, ogni lottizzazione affaristica apportatrice in definitiva di tangenti e di "collocamenti successivi" e di risollevare in tutti i modi la credibilità delle nostre formazioni politiche contro le quali il corpo elettorale si è recentemente ribellato - e lei ne sa qualche cosa - in modo vistosamente pericoloso.

Soltanto il Partito repubblicano ha accolto in linea di massima la mia proposta e ciò è molto significativo ed io non me ne sono affatto sorpreso perché quando si toccano nel vivo gli interessi anche materiali dei partiti, la risposta più educata e più comune è il silenzio.

Sulla nomina dei presidenti delle assemblee parlamentari che avvengono in aula a scrutinio segreto e senza dichiarazioni di voto, sarebbe senza dubbio più civile se venissero "sentiti" tutti i gruppi componenti il Parlamento, ma è però chiaro che praticamente nessuno potrebbe opporsi ad eventuali decisioni dei due partiti maggiori che insieme totalizzazno oltre il 61 per cento dei voti perché di fronte alle cifre ogni ragionamento, anche legittimo, vale poco.

Lei, caro Pannella, si lamenta di essere inascoltato ma si consoli, perché chi le scrive vanta il "nastro azzurro" fra gli inascoltati pur avendo iniziato nel lontano 25 febbraio 1960 la sua vana battaglia costituzionale ed amministrativa con decine di documenti che dormono profondamente negli archivi di Palazzo Madama e dei principali giornali italiani.

Continui nella sua battaglia ma, se mi consente un suggerimento, ritengo sarebbe più utile modificare, migliorandoli, i mezzi di persuasione.

Mi creda, con la più cordiale simpatia.

 
Argomenti correlati:
risposta
lettera aperta
stampa questo documento invia questa pagina per mail