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Pannella Marco - 22 ottobre 1983
RISCHIARE LA VITA CONTRO LA MORTE
Sciopero della fame di Marco Pannella

di Marco Pannella

SOMMARIO: Le ragioni delle iniziative nonviolente di Marco Pannella in giorni che appaiono decisivi per strappare provvedimenti di vita, contro pensioni di fame e sterminio per fame.

(NOTIZIE RADICALI n. 41, 22 ottobre 1983)

(All'appello di Giovanni Paolo II agli uomini di buona volontà, Pannella ha risposto annunciando - dopo 5 giorni di digiuno della sete - di cominciare lo sciopero della fame)

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"Rispondo all'appello del Pontefice contro la fame nel mondo: ho immediatamente iniziato lo sciopero della fame ad oltranza, per gli sterminandi per fame e per i "morti-di-fame" che riscuotono nel nostro paese le pensioni minime."

Si sta tentare alla Camera dei Deputati l'operazione-truffa contro la legge dei sindaci perché tre milioni almeno di agonizzanti siano salvati nell'arco di un anno, utilizzandola solamente per perfezionare i meccanismi di dilapidazione e di corruzione delle somme stanziate, come accade da due anni.

Si sta per ulteriormente ridurre il valore effettivo delle pensioni minime, anziché portarle almeno ad una soglia vicina alla materiale possibilità di sopravvivenza.

Ancora: il Ministro Martinazzoli ha ieri confermato che per la Giustizia italiana lo Stato investirà nella prossima annata partitocratica (che si annuncia davvero come la più funesta) una percentuale del Bilancio che più o meno corrisponde a quella stanziata nell'Uganda di Amin Dada.

Ringrazio i compagni e le compagne del Partito Radicale che - da soli, senza eccezione alcuna - sono e sono stati gli unici a tenere accesa la speranza, in questo mondo politico torvo e disperato, e che per questo sono rimossi e abrogati da tutti, come perfino il più prestigioso organo della sinistra-per-bene e del comunismo dal volto umano e libertario sta dimostrando in Italia in questi giorni.

Devo a loro, e solamente a loro, gli iscritti del 1983, quel che mi rende la vita così cara da aver la forza di rischiarla contro la morte.

Spero che il loro esempio e la loro attività consentirà ad altri di unirsi, per vivere e concepire e creare vita, a loro, in questi giorni che possono essere decisivi.

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"Quando ha annunciato lo sciopero della fame, Pannella aveva appena concluso, il giorno precedente, un digiuno della fame e della sete di cinque giorni. Nel concluderlo, Pannella aveva fatto un bilancio con la seguente dichiarazione:"

"Portare i minimi pensionistici per gli aventi diritto ad almeno quattrocentomila lire al mese, investire il necessario per una politica di vita contro lo sterminio per fame, secondo richieste ed impegni stranoti, sembrava costituire un'intenzione probabile del nuovo Governo.

Questi giorni di iniziativa nonviolenta, di dialogo ancora una volta tentato nei confronti del potere, hanno invece rivelato che in Italia oggi più che mai, letteralmente, l'intero sistema dei poteri di Stato e di parastato partitocratici è mobilitato in direzione opposta, e rende tali temi e obiettivi tabù.

Mai censura più totale e violenza è stata realizzata come in questi giorni, se si eccettuano le due scarne e corrette notizie date telegraficamente dai telegiornali di lunedì scorso, ed una sola notizia in un solo quotidiano italiano. Non dubito che si tratti di un riflesso spontaneo anche da parte della stampa, ma non dubito che questo riflesso sia stato opportunamente secondato.

"Ritengo comunque che l'azione doveva esser compiuta e che sia servita allo scopo: il rilancio della nostra lotta ha riacceso speranze, rianimato energie, diffuso consapevolezza".

 
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