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Notizie Radicali - 31 gennaio 1984
BERLINGUER POTEVA NON SAPERE?
Il segretario del Pci ignorava l'esistenza della P2

SOMMARIO: Lo stupore per la deposizione di Enrico Berlinguer che, davanti alla Commissione parlamentare d'inchiesta, ha affermato di aver appreso dell'esistenza di Gelli e della P2 solo dopo la pubblicazione degli elenchi degli associati.

(NOTIZIE RADICALI n. 1, 31 gennaio 1984)

La deposizione di Enrico Berlinguer alla commissione P2 ha dell'incredibile. Il capo indiscusso del maggiore partito italiano, vero Stato nello Stato, o unico Stato in una società lasciata senza legge e senza spina dorsale dall'usurpazione partitocratica, trova normale, non ha vergogna di dichiarare di aver appreso dell'esistenza di Gelli e della P2 solo dopo la pubblicazione o la notifica del sequestro degli elenchi degli associati per delinquere della pseudo-loggia.

Delle due l'una: o Berlinguer dice il vero, e occorre subito occuparsi di lui, perché non possa nuocere a sé ed agli altri, nominandogli un tutore, riconoscendogli la totale incapacità di intendere e di volere; o mente - per omissione e per intervento - ed allora anche per li - che sostiene esser la P2 viva e vegeta - si delinea il concorso nell'impresa, ben più nettamente che per un Piccoli o per Andreotti.

Tranne eccezioni, la stampa ha dato poco rilievo all'audizione, e non di rado ha dato più rilievo alle risposte fornite da Zanone, "the quiet freemason" della massoneria cripto-farmaceutica e cripto-petrolifera della politica italiana.

Dubitiamo che rilievo sia dato anche da quel club o lobby italianologa di Parigi che, da un quarto di secolo, è culturalmente e solamente pcista, con gli addetti ai lavori che operano ora nelle ambasciate o nei salotti e cortili della sinistra - per - bene romana, nelle redazioni di ""Le Monde"" o di ""Nouvel Observateur""; dei quali Philippe Pons (cui va la nostra completa solidarietà per le pressioni indebite di cui è oggetto) non sono che subalterni e plagiati minutanti e militanti.

Si tratta della stessa stampa che sulla P2 ha fatto poi scandalismo, ma ha a lungo lanciato il sasso e nascosto la mano, occupata com'era a riscuotere il salario della paura, della sottomissione partitocratica, delle leggi sull'editoria, ed ha censurato per due lustri, o quasi, le lotte contro la P2 e consimili, se divenivano pericolose e puntuali.

Quel che si vuole e si tenta, manifestamente, in questa vicenda, è ripetere la vicenda Lockheed. Che fu un capolavoro di "unità nazionale", dove il Pci per primo operò "non sapendo" e impegnato allo spasimo perché non si sapesse quanto i Servizi di sicurezza sapevano per necessità istituzionale e che non poteva esaurirsi con la marginale e patetica condanna di una comparsa, per meglio proteggere i protagonisti.

 
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